«Maximum Rock Festival»

Data dell'Evento:
21.07.2011

 

Nome dell'Evento:
Maximum Rock Festival

 

Band:
Sepultura
Sadist [MetalWave] Invia una email a Sadist [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Sadist [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di Sadist
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Luogo dell'Evento:
Parco del Palazzetto dello Sport

 

Città:
Novara (NO)

 

Promoter:
Maximum Rock Festival [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Maximum Rock Festival .
Bagana Rock Agency [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Bagana Rock Agency

 

Autore:
Theclairvoyant»

 

Visualizzazioni:
1952

 

Live Report

[MetalWave.it] Immagini Live Report: Nessuna Descrizione Dopo essere arrivato sul posto, in seguito a molte ricerche data la praticamente inesistente segnalazione del posto e del concerto, entro con oltre un’ora e mezza di ritardo dovuta a problemi “burocratici”. A malincuore scopro essere stata annullata la prova dei talentuosi Spanking Hour, che sarei stato felice di riascoltare; al loro posto trovo ad aprire la prima giornata di questo terzo Maximum Rock Festival (Novara) i Tethra. Doom/Death metal band locale formata da musicisti già in giro da molto tempo, sale sul palco con lunghi mantelli neri ed esegue davanti ai pochi presenti soltanto due brani prima del cambio palco; tecnicamente bravi sfoderano un genere del tutto originale.

SETLIST

Everyone Must Die
Arise From My Fate

Dopo pochissimo tempo dalla discesa dei Tethra, arrivano i vicentini Devotion, con un sound molto simile ai Deftones, che nel contesto della serata ho personalmente trovato fuori luogo. Bravi e con una buona presenza scenica, ma nella cornice sbagliata. A questo punto il bill comincia a farsi caldo con l’arrivo dei Methedras, band che due anni a questa parte ha già fatto il giro d’Europa. Visti di recente al Metal Valley di Rossiglione (GE), sono contento di rivederli ed infatti, come una garanzia mi replicano una potenza inaudita; il set, composto da brani dell’ultima fatica discografica corrispondente al nome di “Katarsis”, una vera bomba sonora. Dall’opener “Civil War” fino alla conclusiva “Subversion”, brano nuovo, vi è stata una eccellente prova da parte di tutti i membri della band, con tanto di una sorta di wall of death nel finale. Ottimo live act che secondo me tocca il picco con “Slave Your Mind” su tutte.

SETLIST

Civil War
Flag Of Lie
Slave Your Mind
On My Knees
Davidian
Vermination
Subversion

E’ ora il turno degli attesissimi Sadist, leggenda del metal estremo tricolore che quest’anno festeggia I vent’anni dalla prima uscita in quell lontano 1991 (Black Screams). I nostri salgono sullo stage con l’opener dell’ultimo album “Season In Silence”, “Aput” per poi proseguire in ordine con i seguenti tre brani del cd. Seguiti da un pubblico già consistente e condotti da un Trevor carico ed imponente come sempre, i quattro dedicano agli indiani pelle rossa d’America il capolavoro “Tribe”, accolto benissimo dai presenti con la sua bellissima intro di chitarra/tastiera del maestro Tommy Talamanca; la chiusura di un set fulminante ma troppo breve per il pubblico che vuole ancora assaporare questo tecnicissimo death metal è assegnata alla recente “Tearing Away”, tratta dall’omonimo “Sadist” e dall’oramai intramontabile “Sometimes They Come Back” da quel capolavoro nominato “Above The Light”. Chiamati ancora a gran voce, i nostri lasciano lo stage dopo una perfomance infuocata ad un’altra leggenda più esotica e tribale.

SETLIST

Aput
Broken And Reborn
Season In Silence
The Attic And World Of Emotions
One Thousand Memories
Tribe
Tearing Away
Sometimes They Come Back

Ancora caldi dall’esibizione dei Sadist, le luci si spengono sulle note dell’intro, eseguita da Paulo, Andreas e Jean; giunta al termine si aggiunge il mastodontico Derrick introducendo il classico/massacro della band “Arise”, che festeggia vent’anni. Il pubblico è in delirio quando seguito a catena parte un altro classico della band, “Refuse/Resist”, con il quale si va indietro negli anni a quel "Chaos A.D.", ritenuto uno dei migliori album dei brasiliani. In tour a supporto del nuovo album, che per la prima volta dalla dipartita di Max mi rende soddisfatto del marchio Sepultura, vengono estratti da quest’ultimo una cover dei Ministry “Just One Fix”, la bella “Seethe”, la title track “Kairos” e “Relentless”; i nuovi brani si sono incastonati meravigliosamente con i brani più vecchi, anche se tracce come “Inner Self” o “Meaninless Movements” fanno battere il cuore in un modo differente. Non sono mancati gli estratti da album più recenti come “What I Do” da "A-Lex" o “Convincted In Life” da "Dante XXII"; come chicca della serata invece possiamo annoverare la cover dei Motorhead “Orgasmatron”, suonata con il tecnico di Kisser come suo regalo di compleanno; pur non apprezzando molto i lavori post-Cavalera tranne l’ultimo “Kairos” che riprende la scia del thrash old school, devo dire che quei pochi brani inseriti in scaletta da album più recenti non ci stavano affatto male. Come mia critica personale sono rimasto molto deluso dal finale assegnato a “Ratamahatta” e “Roots Bloody Roots”; passi per “Roots”, ma “Ratamahatta” non sono mai riuscito a farmela piacere e dopo un live act potente e quasi perfetto come quello mi sarei aspettato una chicca da “Arise”, visti i vent’anni oppure un brano qualsiasi da quello che considero il loro miglior album “Beneath The Remains”. Dopo aver salutato, lanciato plettri e bacchette e ringraziato all’infinito i fans, i “compagni” del thrash metal lasciano lo stage dopo un massacro durato più di un’ora e mezza e confermando con l’ultimo album di aver ancora qualcosa da dire.

SETLIST

Intro/Arise
Refuse/Resist
Kairos
Convicted In Life
Choke
What I Do
The Treatment
Relentless
Troops Of Doom
Septic Schizo/Escape To The Void
Meaninless Movements
Just One Fix (Ministry cover)
Seethe
Orgasmatron
Territory
Inner Self
Ratamahatta
Roots Bloody Roots

In conclusione, senza contare l’interminabile ritardo all’entrata che comunque non era dovuto all’organizzazione del festival, è stata una bellissima giornata, ottimi suoni, bancarelle con rarità in vinile e merchandising, ma soprattutto musica di qualità.
Ringraziamo quindi gli organizzatori del Maximum Rock Festival, che come tutti gli altri festival di piccola caratura mantengono viva la scena underground e danno possibilità ai fan di gruppi più grandi di vedere la propri band preferita in luoghi più piccoli (e non è poco per riuscire ad incontrarli o a godersi di più il concerto) e con spese notevolmente inferiori. Ricordando ai lettori che vi sono altri tre giorni da seguire vi saluto sperando di trovare altrettanto metallo pesante alla prossima edizione!

 

Immagini della Serata

 

Recensione di Theclairvoyant Articolo letto 1952 volte.

 

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