Methedras «The Ventriloquist» (2018)

Methedras «The Ventriloquist» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
06.04.2019

 

Visualizzazioni:
259

 

Band:
Methedras
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Titolo:
The Ventriloquist

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Claudio Facheris :: Vocals
Daniele Colombo :: Guitars
Andrea Bochi :: Bass
Daniele Gotti :: Drums

 

Genere:
Thrash / Death Metal

 

Durata:
40' 5"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
07.12.2018

 

Etichetta:
Massacre Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
PR Lodge Music Promotion
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Recensione

Devo essere sincero: dopo “Katarsis” e anni di attesa, i Methedras me li ero persi persi per strada e avevo dimenticato il loro disco del 2014, ma ora ritornano con questo quinto album, “The Ventriloquist”, un disco che dimostra chiaramente una certa evoluzione musicale dai primi dischi, che puntavano su un Thrash dallo stile perlopiù proprio, ma con fraseggi di chitarra chiaramente ascrivibili ai Testament.
Bene, per questo “The Ventriloquist” le cose cambiano in parte: i Methedras si ammodernano un po’, e ci propongono un sound ben più moderno, con riffs melodici nel ritornello e perfino con qualche synth d’appoggio, più una certa scarsezza di assoli all’inizio dell’album che sono di sicuro impatto, ma dove in realtà i Nostri suonano un po’ sottomessi e non così spettacolari come era lecito aspettarcisi da una band con tanta esperienza. Poi sì, c’è un certo trademark alla Testament che rimane qua e là e specialmente della voce, ma tant’è. Senonché, nella seconda metà del brano in realtà i Methedras si scatenano e lasciano da parte le influenze moderne per picchiare con il loro thrash violento e a elevato tasso di bpm, e qui i risultati si vedono molto di più, con la grande “Fire within”, forse la più violenta, nonché la più old school ma non per questo più violenta “Alive or convict”, per concludere il tutto con la buona “Watch me fall”, una buona summa compositiva dei nuovi Methedras, che unisce le influenze più moderne di quest’album a quelle più old school per un risultato davvero riuscito e potente. Eppure, anche in questa seconda parte ci sono delle battute a vuoto: qui infatti i Methedras te le suonano e non c’è dubbio, ma a volte i brani sembrano furia cieca senza molte idee proprie che distinguano i brani davvero l’uno dall’altro, dove insomma manca un po’ il guizzo vincente, che si rivelano in una “Stab me again” dove il ritornello va perdendosi e una “Into the maze” che secondo me non aggiunge né toglie niente al disco.
Insomma: il tempo passa, e passa anche per i Methedras. “The ventriloquist” è un album comunque potente e ben concepito, che merita i vostri soldi e anche di andarli a vedere dal vivo (sicuramente certe canzoni saranno più apprezzabili sotto questa veste), ma dove la band guadagna in ampiezza del songwriting, perde un po’ in agilità, finendo per flettere certamente i muscoli e aguzzare l’ingegno, ma mettendo in pratica meno di ciò che si poteva fare. In conclusione, “The ventriloquist” è un disco nella media nella prima parte, e tra l’ok e il molto buono nella seconda. Non male, ma personalmente avrei gradito una maggiore commistione delle due anime della band per più brani e con risultati più costanti.

Track by Track
  1. A deal with the devil 65
  2. Sham knockout 70
  3. Blind 65
  4. Dead silence 70
  5. Fire within 80
  6. Stab me again 70
  7. Alive or convict 75
  8. Sleepwalking 70
  9. Into the maze 65
  10. Watch me fall 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
72

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 06.04.2019. Articolo letto 259 volte.

 

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