«Tupa Tupa or Die Fest 09»

Data dell'Evento:
05.12.2009

 

Nome dell'Evento:
Tupa Tupa or Die Fest 09

 

Band:
Subhuman [MetalWave] Invia una email a Subhuman [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Subhuman [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di Subhuman [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Twitter di Subhuman [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina MySpace di Subhuman [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il canale YouTube di Subhuman [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina ReverbNation di Subhuman [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina BandCamp di Subhuman
Nightmare of Fallen
Torment [MetalWave] Invia una email a Torment [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di Torment [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Twitter di Torment [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina MySpace di Torment [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il canale YouTube di Torment [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina ReverbNation di Torment
Nxixsx
Mitra
Ground Crasher
Crasher
Aviaria

 

Luogo dell'Evento:
Spazio Nessun Dorma

 

Città:
Varese

 

Promoter:
Tupa Tupa or Die Fest [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Tupa Tupa or Die Fest

 

Autore:
Bah Ron»

 

Visualizzazioni:
1797

 

Live Report

[MetalWave.it] Immagini Live Report: Nessuna Descrizione ‘Tupa Tupa or die Fest’, dal titolo ironicamente inneggiante al lato più veloce e incazzato della nostra musica preferita, è l’ennesimo evento organizzato nel Varesotto, territorio dove prosperano, da qualche anno a questa parte, moltissimi altri piccoli festival, come ‘Motorockas Fire Fest’, ‘Rock Inn Somma’, ‘Insubrian Metal Alliance’, ‘Metal Disorder’ e via dicendo. Non si vive quindi di solo Gods of Metal; spesso anzi sono le occasioni come queste che ci fanno scoprire inaspettatamente gruppi validissimi. Molti appassionati l’hanno capito, speriamo che in futuro siano sempre di più.
Prima di iniziare a parlare delle formazioni passate in rassegna quest’oggi, una considerazione sulla location: se dal punto di vista dello spazio non c’è nulla da criticare dato che il locale ne offre in abbondanza, sia dentro sia fuori per il parcheggio, è da sottolineare come un ex capannone riconvertito non si presti ottimamente alla musica dal vivo. Il soffitto molto alto e il palco messo in un angolo non possono offrire una buona acustica, problema che ha afflitto in maniera più o meno evidente tutte le diverse esibizioni.
Veniamo ora al programma della giornata che è piuttosto ricco: sono infatti previste 8 band a partire dal pomeriggio. Purtroppo riesco a raggiungere il locale solo in serata, così che mi perdo i concerti di Aviaria, Crasher, Ground Crasher e Mitra, gruppi che se non altro ho già avuto modo di testare dal vivo in altre occasioni, con buoni riscontri.
Verso le 21 salgono sul palco i milanesi NIS, formazione dedita ad un thrash che definirei primordiale, ricco di quell’attitudine punk e hardcore tipica delle prime band che si cimentarono con questo genere all’inizio degli anni 80. Ritmiche semplici, basso distorto e tanta voglia di fare casino sono gli elementi principali dati in pasto al pubblico che non disdegna il pogo nelle prime file. Il livello tecnico e i suoni purtroppo non sono di grande livello, così che lo show procede senza particolari picchi fino alla conclusione.
Arriva il turno dei Torment, ragazzi con già diversi anni di esperienza nell’underground, fautori di un sound più tipico della fine degli eighties, quando il thrash cominciava ad estremizzarsi sull’onda di gente come Testament e Possessed. La prestazione fornita dal gruppo è sicuramente più compatta e convincente di chi li ha preceduti, tuttavia è difficile indicare composizioni particolarmente degne di nota a causa di un songwriting un po’ troppo ripetitivo e purtroppo anche di suoni decisamente ancora non all’altezza, troppo impastati per lasciarci apprezzare in pieno l’esibizione.
È ora il momento dei Nightmare of Fallen, dei quali ringraziamo il batterista Aleks per l’organizzazione dell’evento. Nonostante la giovane età (tra 18 e 21 anni), i nostri hanno già diversi concerti alle spalle oltre che un tasso tecnico sopra la media. Le influenze principali in questo caso stanno a metà tra la Germania e la Bay Area (leggasi Sodom, Slayer ecc), rielaborate in maniera ancora non originalissima ma sicuramente compatta e brutale al punto giusto. I suoni sono nel frattempo un po’ migliorati e allora non possiamo che accogliere con favore brani come ‘Sentence’, ‘Cannibal Olocaust’ e ‘Moshing Passion’, autentici inni alla velocità e alla violenza sonora, suonati oggi da un’inedita formazione a quattro, con il chitarrista Paul impegnato anche dietro al microfono, a causa degli impegni universitari che hanno portato temporaneamente all’estero il cantante ufficiale Moloch. Piena fiducia a questi ragazzi, i quali non possono che migliorare con l’esperienza.
Giungiamo così verso la fine della serata, ma non prima di aver goduto dei Subhuman, headliner di questa giornata e autori di una prova letteralmente devastante. Avevo già avuto modo di ascoltare il loro disco d’esordio ‘Profondo Rozzo’, apprezzandone le trame veloci e malate. E la buona impressione suscitata dal lavoro da studio, oggi non solo è stata confermata, ma addirittura amplificata, grazie ad un’ottima tenuta del palco, ad un’esecuzione chirurgica e più in generale alla passione trasmessa al pubblico. ‘Profondo Rozzo’, ‘Nata Troia’, e ‘Trenta Denari’ sono solo alcuni dei brani schiacciasassi proposti questa sera, un mix di thrash Bay Area, death floridiano e NWOAHM, il tutto cantato in italiano, sicuramente una delle maggiori peculiarità del gruppo. Trovano spazio nella setlist anche un paio di cover, vale a dire ‘Into the Pit’ dei Testament e ‘Reign in Blood’ degli Slayer. Molto spesso questo è un espediente per assicurarsi il favore degli spettatori che magari non conoscono bene le canzoni originali di chi suonando. Bene, in questo caso invece si è trattato di un semplice omaggio offerto agli astanti, già impressionati dalle composizioni precedenti e che non si sono certo risparmiati, generando un pogo furioso protrattosi per tutto il concerto. Veramente tanto di cappello a questa band, sicuramente una delle migliori realtà thrash metal italiane, a cui auguriamo tutto il bene possibile. Chi ancora non li conosce corra ad ascoltarli!

 

Immagini della Serata

 

Recensione di Bah Ron Articolo letto 1797 volte.

 

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