AA.VV. «Teschi Ossa Morte» (2019)

Aa.vv. «Teschi Ossa Morte» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
22.02.2019

 

Visualizzazioni:
394

 

Band:
AA.VV.

 

Titolo:
Teschi Ossa Morte

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
RÈPIT:
- Gypaetus :: Guitars, Bass, Lyrics;
- Skarn :: Vocals, Synth, Drums;

INFÈREN:
- Enyalios :: Vocals;
- Al Azif :: Guitars;
- Eihort :: Bass;
- Schins :: Drums;

MALAURIU:
- A. Schizoid :: Guitars;
- A. Venor :: Vocals;
- S.T. :: Bass;
- R.C. :: Drums;
- Felis Catus :: Keyboards;

VULTUR:
- Attalzu :: Vocals/Guitars;
- Luxferre :: Bass;
- Vorago :: Guitars;
- L.B. :: Drums;

 

Genere:
Black Metal

 

Durata:
47' 18"

 

Formato:
Vinile 12"

 

Data di Uscita:
2019

 

Etichetta:
Black Tears
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The Triad Rec
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Southern Hell Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Sette brani ripartiti per quattro band black metal tutte nazionali è la soluzione adottata in questo Lp intitolato “Teschi Ossa Morte”, pressato in serie limitata di 300 copie, che ha visto la collaborazione di diverse etichette tra cui Black Tears, The Triad Rec, Southern Hell Records, Ira Aeterna, Masked Dead Records, Nebelkorps, The Last Step accomunate per una giusta e più che valida causa. Le band che hanno collaborato alla realizzazione del disco provengono dal nord al sud della nazione per unificare la passione di un genere come quello del black metal spesso troppo blasonato oppure preso in maniera poco seria da band che si cimentano ad omaggiarne i contenuti ma con carenza di spirito. I gruppi in esame affrontano in maniera molto coesa ed intesa la collaborazione offrendo al meglio le proprie qualità e annesse doti; ad aprire il disco sono gli à Répit band proveniente dall’entroterra al confine tra Piemonte e Valle D’Aosta che apporta il proprio contributo con due brani “La Roccia Di Jean Grat” e “Ventre di Lupo”, due brani strutturalmente diversi tra loro, il primo molto acerbo e tipico del genere black metal con riff taglienti e discrete andature in mid tempo; il secondo apre invece con un lungo acustico poi mutato in un classica andatura old school del genere; a seguire i bergamaschi Inféren con “Volti di Pietra” e “ Descensio Ad Inferos” offrono riff taglienti e andature spinte con alternanza più moderata, tali in definitiva da decretare un buon contributo creativo e fantasioso allo split. La seconda facciata del disco ha invece come protagonisti i siculi Malauriu con “Narcotic Cult” e “Sacramentum” il cui sound risulta abbastanza tagliente ma dannatamente cattivo e acerbo nella resa, non troppo coadiuvato dalla propria produzione; chiudono il disco in maniera spinta ma con una resa maggiormente avvalorata i Vultur, band proveniente dalla Sardegna, con questo “Animas Dannadas” i cui contenuti non tardano a ricordarci le nefaste imprese di band quali Sacramentum e Dark Funeral. Lo split offre diverse realtà che apportano il proprio contributo in maniera interpretativa con poco o scarso distaccamento da quelli che sono i più noti canoni accademici del genere.

Track by Track
  1. RÈPIT - La Roccia Di Jean Grat 70
  2. RÈPIT - Ventre di Lupo 75
  3. INFÈREN - Volti di Pietra 70
  4. INFÈREN - Descensio Ad Inferos 75
  5. MALAURIU - Narcotic Cult 60
  6. MALAURIU - Sacramentum 60
  7. VULTUR - Animas Dannadas 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 75
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
70

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 22.02.2019. Articolo letto 394 volte.

 

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