Neroargento «Circles» (2020)

Neroargento «Circles» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Ozymandias »

 

Recensione Pubblicata il:
13.12.2020

 

Visualizzazioni:
252

 

Band:
Neroargento
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Titolo:
Circles

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Alessio Neroargento - Vocals, All Instruments

 

Genere:
Alternative Rock

 

Durata:
38' 0"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
18.09.2020

 

Etichetta:
Rockshots Music
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Asher Media Relations
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Recensione

“Circles” è un disco che parte bene: influenze variegate tra cui Alternative Metal (i Deftones di “Koy No Yokan”), Industrial (Rammstein sopratutto), echi Djent (sopratutto nei chugs delle chitarre super ribassate a tratti), e chi più ne ha più ne metta, mettendoci anche un po’ di Muse, Dark Wave nei synth onnipresenti, parti al limite del Dubstep nelle accelerazioni ritmiche, insomma, un bel pacchetto; i ritornelli funzionano alla grande, così come l’impatto sonoro (forse le chitarre sono un po’ troppo basse) generale è veramente potente, immagino anche in sede live.
La produzione, togliendo il volume delle chitarre come già citato, in alcuni passaggi paradossalmente troppo basso, è eccellente e super azzeccata: la batteria ha la “botta” giusta, ma non è troppo “finta”, i synth e le atmosfere Industrial funzionano perfettamente, la voce acida in perfetto stile Marylin Manson, Nine Inch Nails, Oddko, certi Filter e tutta la compagnia di band dedite a questo sound, delinea delle line vocali ben gestite, è sapientemente doppiata (il classico double tracking) e arrangiata.
Il basso forse “scompare” un po’ troppo nel mix, ma poco male, perché come già detto l’impatto generale è molto potente.
La forma canzone è concentrata sulla rima baciata dei verses e su ritornelli ultra catchy, delle chicche di genere come le solite voci con effetto “radiolina” e molto altro, consegnando un disco veramente godibile e ben riuscito, secondo me molto di più di altre realtà di genere (e non).
Non brillano per originalità, questo Neroargento, ma poco importa: di questi tempi il sottoscritto apprezza molto di più un prodotto fatto semplicemente bene, che le varie accozzaglie di riff senza capo né coda etichettate come musica sperimentale.
Quindi, sommando i vettori, un disco ben fatto, ben suonato, ben registrato e missato, forse non il disco della vita e neanche il disco dell’anno, ma un prodotto eccellente sotto ogni punto di vista, considerando che si tratta praticamente di una one man band (!).
Promosso.

Track by Track
  1. Inside 80
  2. Heisenberg 80
  3. Shed my Skin 80
  4. Circles 80
  5. Here in the Cold 80
  6. Zen 80
  7. Coming Home 80
  8. What If 80
  9. Will you feel Sorry? 80
  10. Not My Turn 80
  11. Outside 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 85
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 90
Giudizio Finale
80

 

Recensione di Ozymandias » pubblicata il 13.12.2020. Articolo letto 252 volte.

 

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