Disease Illusion «Backworld» (2011)

Disease Illusion «Backworld» | MetalWave.it Recensioni Autore:
June »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
1517

 

Band:
Disease Illusion
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Titolo:
Backworld

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Fabio "Ferrucc" Ferrari - Vocals
Federico "Feed" Venturi - Guitar
Dario Armeli - Guitar
Michele "Miki" Ventura - Bass
Alex "Gaio" Gaiani - Drums

 

Genere:

 

Durata:
50' 9"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2011

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Ve lo dico, mi sono un po' affezionato a questi ragazzi dopo solo due ascolti, lo ammetto e ciò influenzerà un po' questa recensione. Cercherò di essere il più onesto e imparziale possibile mettendo subito sulla piazza i due grandi difetti di questo lavoro: forse causati da un minimo di inesperienza (è il primo album completo, per il gruppo...) ma non si trova nulla di innovativo e le composizioni sono prolisse e ridondanti. Per intenderci, se avessi ricevuto un Ep di una ventina di minuti (lo so che lo dico spesso, ma anche l'attenzione dell'orecchio vuole la sua parte, mica pogo davanti al pc...) l'avrei trovato ancora più brillante; invece le composizioni tendono a ripetersi e già a metà disco la sensazione di aver appena sentito il riff che si sta ascoltando si palesa: stacco veloce, poi ritimica sincopata, poi stacco veloce... e via così.
Avvertiti tutti coloro che sono alla ricerca di novità arzigogolate e “new sensation”, posso dire che alcuni brani di quasto album mi hanno traghettato come Caronte in un inferno di suoni metallici, a ritroso nel tempo per giungere la, dove il death metal melodico andava formandosi definitivamente, a metà anni 90. Riff di At The Gates, Dark Tranquillity e In Flames compaiono, mescolati a soventi stacchi sincopati che allacciano i rapporti con il recente metal americano. Alla chitarra solista vengono affidate le parti melodiche languide e lucenti, che li avvicinano al dark metal dei vecchi Katatonia, coadiuvata da pochi inserti di tastiere e pianoforte che rinforzano il legame con la musica gotica e donano personalità e carattere, diversificando per quel poco che riescono le varie tracce. “Last Murder”, “Eyes Of Medusa” e “Everything Into Nothing” sono brani compatti e ricchi di melodie ancestrali e sono i pezzi meglio riusciti dell'album.
Si vede necessario snellire gli arrangiamenti, poiché non ha senso colmare un album di cinquanta minuti di musica prevalentemente basata su esercizi di stile; ottima invece l'ispirazione melodica, va ancora sgrezzata, resa più personale e meno canonica, bisogna farla propria senza perdere il tocco lugubre e piangente che si trova in questo album, per ottenere il massimo del risultato. Sono convinto che ci riusciranno.

Track by Track
  1. Last Murder 75
  2. Eyes Of The Medus 75
  3. Predator 65
  4. From Ashes To Dust 60
  5. Denied 65
  6. One Last Breath 65
  7. The Truth 65
  8. Everything Into Nothing 75
  9. Redemption Of The Dreamer 70
  10. Light On This Earth 65
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
69

 

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