Rosae Crucis «Il Re del Mondo» (2008)

Rosae Crucis «Il Re Del Mondo» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Barbaro »

 

Recensione Pubblicata il:
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Visualizzazioni:
1211

 

Band:
Rosae Crucis
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Titolo:
Il Re del Mondo

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Giuseppe Ciape Cialone - Voce
Andrea Kiraya Magini - Chitarre
Tiziano Shreadmaster Marcozzi - Chitarre
Daniele KK Cerqua - Basso
Piero Arioni - Batteria

 

Genere:

 

Durata:
50' 32"

 

Formato:

 

Data di Uscita:
2008

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

I Rosae Crucis nascono molto tempo fa come un gruppo che artisticamente crea metal ma emozionalmente guarda all'Italia, combattendo quell'esterofilia invadente che spesso ha voluto nomi di grandi attori italiani inglesizzarsi con assurdi nomi d'arte, e altrettanto spesso ha voluto grandi gruppi italiani con testi in lingua inglese. E' pacifico che quella anglofona sia la più idonea alla musica moderna, specialmente quella metal, ma è altrettanto vero che quella italiana, proveniente dal latino ha una musicalità che ha reso possibile la tradizione orale di canti e racconti che altrimenti ora sarebbero perduti.
Sostanzialmente questo album contiene un intro: Sacrem Reformationem che dà il giusto avvio a Rosa Croce pezzo puramente metal, da subito molto impattante e con un riff portante originale e di facile assimilazione. E' bello a volte capire immediatamente il senso delle canzoni, che spesso vengono travisate nel senso, specialmente quando nei booklet non ci sono i testi, soprattutto quando il cantato è in growl e la metrica scavalca le regole canoniche.
Questo pezzo è una suite in cui i cori e i recitativi del cantante Ciape la fanno da padrone. Non in secondo piano gli strumentisti che danno saggio delle proprie abilità offrendo la possibilità a Ciape di poggiare le sue liriche in ambiti delle scale quasi impossibili, dando una sublime espressività alla sua voce.
Velocissimo La Chiesa, che sembra quasi un pezzo epico senza mai travalicare il confine dell'Heavy Metal puro. Il riposo delle membra, ma non delle emozioni, arriva con Contro il Mio Destino che, per un lungo tratto iniziale rimane su tempi da ballad per poi lanciarsi anch'esso per un tempo più veloce e coinvolgente.
Il Signore delle Tempeste io la considero una quasi strumentale, nel senso che Ciape interviene solo per il recitativo e il brano risulta più essere un mix, appositamente confuso, di vaneggiamenti di guerra, strana ma non malvagia l'dea.
La Sacra Corona è un altra suite, profondamente diversa ma in un certo senso collegata alla precedente, più heavy e conn un attitudine più aggressiva.
La chiusura è affidata a Ballo in Fa d Minore di Branduardi, una cover magistrale, ma davvero. Il gruppo ha reso estremamente originale e metal un highlight del cantautore italiano senza storpiarne l'essenza di base, cosa molto difficile per le band che tentano di coverizzare pezzi famosi.
Nulla da dire sulla resa dei suoni: perfetta e anche sulla copertina ben realizzata.
In conclusione Il Re del Mondo è un album che chi ama il metal propriamente detto e ama la musicalità della lingua italiana deve avere nel proprio lettore.

Track by Track
  1. Sacrem Reformationem 70
  2. Rosa Croce 80
  3. La Chiesa 80
  4. Contro il Mio Destino 75
  5. Il Signore delle Tempeste 70
  6. La Sacra Corona 80
  7. Il Re del Mondo 75
  8. Ballo in Fa d Minore 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 100
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 85
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
80

 

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