Althea «The Art Of Trees» (2019)

Althea «The Art Of Trees» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
01.04.2019

 

Visualizzazioni:
317

 

Band:
Althea
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Titolo:
The Art Of Trees

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Dario Bortot :: Guitars, Synths, Keys, Programming, Soundscapes;
- Alessio Accardo :: Vocals;
- Sergio Sampietro :: Drums;
- Andrea Trapani :: Bass;

 

Genere:
Experimental Progressive Rock / Metal

 

Durata:
1h 4' 16"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
08.01.2019

 

Etichetta:
Sliptrick Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Grand Sounds PR
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Recensione

I milanesi Althea rilasciano questo secondo disco “The Art Of Trees” della propria carriera musicale offrendoci uno stile dagli stessi definito rock metal ma che in realtà rileva, come già avevamo avuto modo di ascoltare nel loro esordio, svariati richiami al progressive. Un’ora circa di sonorità manipolate e create in favore di un qualcosa di dinamico, sorprendente e immancabilmente attraente. La band si contestualizza offrendo il proprio messaggio e la propria energia attraverso un inedito quanto personale tocco che spazia da momenti più dinamici al altri in cui il buon clean fa tutto il resto per lasciare sorpresi e appagati da tutto quanto. Quindi sonorità dirette, accese ma anche moltissime fasi melodiche che riescono nota dopo nota ma anche parola dopo parola, ad esprimere al meglio tutti i sentimenti ed il messaggio che la band vuole trasmettere all’ascoltatore. Ciò ovviamente non distoglie mai la struttura dei brani che, pur differenziandosi l’uno dall’altro, non perdono mai quel senso di dinamicità e tecnica di cui la band si fregia in tutto il lavoro; momenti dolci che improvvisamente scatenano al meglio la più innata fantasia strumentale, spesso anche con distorti appena tenuti ma insaziabili ed efficaci. Con “For Now” inizia la capacità della band di trasmettere alla propria platea quell’insieme di emozioni che non tardano poi a riproporsi nel resto dei brani; segue quindi “Deformed To Frame”, un brano tecnico al punto giusto dove l’insieme degli strumenti in apertura si armonizzano l’uno con l’altro per poi dare vita ad una sorprendente e definitiva resa; non male neanche “One More Time”, dall’apertura oscura ma nuovamente brillante nei passaggi e nelle melodie generate dal synth in alternanza alle chitarre poi disposte nella seconda fase dell’ascolto in un momento molto soft quasi da ballad; molto soft e riflessiva “Today” dove i migliori elogi indubbiamente ricadono sulla performance clean; “Evelyn” non si discosta molto dalla precedente se non per una buona ritmica appena più propositiva forgiata tra batteria e chitarre in alcuni tratti in assetto acustico; “Not Me” scatena una vera e propria alternanza strumentale tra synth e chitarre nella sua prima parte per poi orientarsi in un qualcosa di particolarmente espressivo sotto l’aspetto del clean; compare addirittura il sax in “The Shade” per offrire al tutto, in definitiva, anche un pizzico di romanticismo; è poi la volta della lunga “Art Of Trees” che in definitiva non si discosta mai dal caratteristico stile della band; “Away For Me” un brano dinamico e particolarmente orecchiabile nelle melodie che ci conduce al conclusivo “Burnout”, un brano molto soft che non perde mai però quel pizzico di emozione che la band sa offrire. Il disco in definitiva si propone con un buona resa che non potrà non catturare i sentimenti e le passioni degli appassionati di questo genere.

Track by Track
  1. For Now 80
  2. Deformed To Frame 80
  3. One More Time 75
  4. Today 80
  5. Evelyn 80
  6. Not Me 80
  7. The Shade 80
  8. Art Of Trees 80
  9. Away For Me 80
  10. Burnout 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 85
  • Tecnica: 85
Giudizio Finale
80

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 01.04.2019. Articolo letto 317 volte.

 

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