Hybrid Circle «A Matter of Faith» (2014)

Hybrid Circle «A Matter Of Faith» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
06.12.2014

 

Visualizzazioni:
1320

 

Band:
Hybrid Circle
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Titolo:
A Matter of Faith

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Antonio Di Campli :: Vocals
Giuseppe Costantino :: Keyboards
Matteo Mucci :: Bass
Alessandro Mitelli :: Guitars
Simone Di Cicco :: Guitars
Vittorio Del Prete :: Drums

 

Genere:
Post-Prog Metal

 

Durata:
44' 1"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
30.06.2014

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
PR Lodge Music Promotion
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Recensione

E zitti zitti, gli Hybrid Circle da Lanciano arrivano al loro quarto album, una band che, lo scrivo per trasparenza, conosco di persona, ma che non per questo verrà trattata in maniera non imparziale.
Questo “A matter of faith” ci presenta 10 tracce più intro e cover e arriva a 44 minuti di durata, ed è un album che francamente stupisce per l’estrema meticolosità nei dettagli, un metal moderno eppure che non molto ha a che fare con i generi che finiscono per “core”, e che ancora una volta affronta tematiche complesse e futuristiche, sci fi oserei dire. E che, fortunatamente, ancora una volta stupisce per la freschezza di songwriting, con una opener “My twins” che inizia con una formula classica, ovvero ritmicamente molto nevrotica all’inizio, con sprazzi di tastiera industrial e con ritornello pulito, ma innegabilmente è una canzone parecchio riuscita e competitiva. Ed è su questa ricetta compositiva che “A matter of faith” è suonato, con buona parte dei brani a continuare, con una “The impossible” che stupisce per scelte di arrangiamento eccezionali soprattutto alla fine, così come “Science Fiction” e anche “Eternity”, il tutto su dei brani invero non lunghi, anzi, eppure dalla durata giusta e ineccepibilmente riusciti. Il songwriting degli HC non è solo schizoide e visionario, non è solo impostato sulle note basse e sullo Djent, come i vari assoli testimoniano e soprattutto come la suite conclusiva testimonia, dove un netto cambio di stile si evidenzia nella pacata nona traccia, nella decima canzone, corale ma per niente stucchevole, e nella conclusiva traccia della suite, complessa a livello di songwriting nonché con molta chitarra solista e con cori.
Insomma: un cd da avere. Non sono tanto dentro questo genere musicale così moderno, ma la precisione nei dettagli degli Hybrid Circle e la freschezza del songwriting è qualcosa di stupefacente e validissimo, che per intensità è tranquillamente paragonabile ai Sawthis, con l’unica differenza (ed è questa l’unica critica) che probabilmente le canzoni di questo sestetto lancianese è forse talmente preciso da suonare un po’ freddo e asettico, e dove probabilmente qualcosa un po’ più adatto per aggredire il pubblico da live potrebbe essere inserito. Non posso che concludere che se siete di quelli che acquistano i cd, quest’album è da avere, principalmente se siete fans del metal più di taglio moderno. Nel caso invece non lo siate, la band mette questo album a disposizione gratuita su bandcamp, quindi non avete scuse.

Track by Track
  1. Son of Galileo (Intro) S.V.
  2. My twins 85
  3. The impossible 85
  4. Age of rationality 80
  5. Science Fiction 80
  6. The parallax 75
  7. Digi-Christ 75
  8. Eternity 80
  9. Trial of Trust (Arrival On Titan) 85
  10. Trial of Trust (Colony of Salvation) 80
  11. Trial of Trust (The Giant Leap) 85
  12. Headup (Deftones cover) S.V.
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 85
  • Qualità Artwork: 85
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
81

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 06.12.2014. Articolo letto 1320 volte.

 

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