Necromass «Calix. Utero. Babalon.» (2013)

Necromass «Calix. Utero. Babalon.» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
17.08.2013

 

Visualizzazioni:
1580

 

Band:
Necromass
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Titolo:
Calix. Utero. Babalon.

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Ain soph aour :: Bass, Vocals
Jc chaos :: Guitars
Nachzehrer mara :: Guitars
Charun :: Drums

 

Genere:
Death / Black Metal

 

Durata:
43' 4"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
20.07.2013

 

Etichetta:
Funeral Industries
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Eagle Booking Live Promotion
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Recensione

Ribadisco un concetto che ho già espresso proprio in un’altra recensione dei Necromass: il fatto che ritorni una band che è stata sciolta per molto tempo non vuol dire per forza che ci troviamo di fronte al ritorno di una band iconica del genere e il come back non è detto che sia per forza un avvento storico. Significa semplicemente che è quello che è, ovvero il ritorno di una band. Ma se pochi anni fa si sono riformati tutti gli idoli musicali e abbiamo gridato al giubilo, a volte abbiamo anche visto delle reunion che hanno funzionato poco, inteso sia come vita della band, sia come qualità della proposta, e tantissimi casi nel mezzo.
Nel caso dei Necromass, il nuovo disco è dato da questo “Calix. Utero. Babalon”, come sempre influenzato da tematiche di Crowley, e che propone 6 brani più intro, outro e due intermezzi per 43 minuti di Black Metal. Un black metal, ahimé, non scevro di difetti: anche dopo aver sentito prima i loro vecchi dischi e poi questo, “Calix...” suona come qualcosa di poco speciale. Per la maggior parte del disco è presente un andamento di batteria medio e uno stile dei riff, e tale rimane il mood per gran parte dell’album. Ci sono parti veloci, ma durano poco e comunque portano spesso ai mid tempos detti poc’anzi. Insomma: quest’album è molto omogeneo e monodirezionale, il che non è male, ma lo diventa se si arriva ai livelli che i brani sono in linea di massima la stessa cosa, senza differenziazioni accettabili. Non solo: questa staticità compositiva fa sì che i brani non si sfoghino mai, e che pertanto siano come un grilletto sempre mezzo premuto ma che non esplode, e che alla fine annoia proprio per questo motivo. E infine, il fattore che mette fine all’attenzione mia su di questo disco è data dal feeling di “già sentito” e di dozzinale che ammanta questo disco. Un feeling evidentissimo sin dalla prima “Chapel of abominations”, dove i Necromass suonano invero molto nella media e con delle soluzioni stilistiche datate e dozzinali, tipo l’ennesimo inutile intermezzo in latino con voce abbassata di “Vacuum”. Certo, a metterci una pezza ci pensa la bella “Stellae rubae”, dotata di un tiro migliore e di riffs più dal feeling tragico e inesorabile allo stesso tempo, ma da sola questa canzone certo non può bastare. Conclude la lista in negativo una qualità sonora assolutamente troppo spostata sulla batteria e pochissimo sulle chitarre, uccidendo molte delle atmosfere dei brani, e dandogli quel tocco di “registrazione pulita ma senza feeling”.
In conclusione, il nuovo dei Necromass rappresenta un classico esempio di band che ritorna ma che non è al top della forma, dove gli anni di inattività si sentono; c’è un bel po’ di ruggine da togliere da e anche del songwriting con uno standard che va alzato. Nel 1996 (anno dell’uscita del loro precedente full length), forse, questa release poteva anche funzionare, ma ad oggi ci sono bands più underground che sanno fare di meglio. Si tratta di un passo falso o di un tentativo di riavviamento che ha fatto cilecca? E inoltre: quanto durerà questo come back, visto che altri nomi, celebri e non, stanno per fare uscire il nuovo album? La risposta deve esserci data dal prossimo album. Nel frattempo, quest’album è da me consigliato solo ai completisti del BM italiano.

Track by Track
  1. Calix. Utero. Babalon 50
  2. Chapel of abominations 55
  3. Dawn of silver star 50
  4. Vacuum 50
  5. Scarlet void of lust 55
  6. The bornless one 50
  7. Beyond the Veil of Shame and Glory 45
  8. Stellae rubae 70
  9. Ad luciferis vim 55
  10. Mater Triumphans 55
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 55
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 50
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
57

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 17.08.2013. Articolo letto 1580 volte.

 

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