Aus der Transzendenz «Breed Of A Dying Sun» (2012)

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Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
507

 

Band:
Aus der Transzendenz
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Titolo:
Breed Of A Dying Sun

 

Nazione:
Austria

 

Formazione:
Mz :: Bass
Das Schwarze Wildschwein :: Drums
Waidmann :: Guitars
Gottschall :: Guitars
Gnosis :: Vocals

 

Genere:

 

Durata:
33' 19"

 

Formato:
EP

 

Data di Uscita:
2012

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

In genere sono solito partire direttamente con la recensione del disco, ma stavolta se i lettori di Metalwave consentono, vorrei spendere due parole di introduzione. Non è stato molto facile andarmi a trovare delle note biografiche su questi Aus der traszendenz. Spulcio internet, e il loro myspace dice che sono di Vienna, però un’altra webzine dice che sono italiani, e dalla loro pagina Facebook ci propongono l’ascolto di un gruppo di Treviso e due recensioni italiane. La biografia (su Facebook, perché una qualsiasi cosa allegata al promo pack non c’è) parla solo del loro tipo di Black Metal, i membri si trovano ma non si sa chi siano, niente foto. Niente. E dove li metto ora, nella sezione “gruppi italiani” o “gruppi esteri”? Noi siamo buoni e non ci arrabbiamo, solo che piuttosto che ridurcisi a questi livelli, scrivere due note informative in più non vi fa male. Cosa non si fa pur di essere un po’ più trVe!
Ma veniamo al disco. Per nulla spazientito dalla ricerca precedente, sono portato a concludere che questo “Breed of a dying sun” non è niente di speciale. Gli ADT vorrebbero proporci (cito la descrizione nel sito della ATMF) “di afferrare le radici black metal e la sua tipica forma musicale per gradualmente evolverle, trasgredirle e trascenderle in una nuova sintesi del suono e del pensiero”. Roba da niente, insomma. Il risultato in realtà non è altro che un black metal che si alterna tra parti veloci e parti lente e arpeggiate, debitrici al depressive e a volte anche al post/rock e solo queste ultime dal feeling gradevole e generalmente riuscito, mentre le parti veloci suonano spesso molto nella media, generiche e standard, con solo la parte iniziale di “The secret revealed” a scaricare bene la potenza a terra anche nelle parti veloci. “A pathway to rebirth" si fa notare più di tutte le altre proprio per questo motivo: per una parte iniziale abbastanza riuscita e violenta e ben alternata ad una parte centrale depressive. L’alternanza tra queste parti rende il songwriting di questo gruppo in teoria ammaliante e avvincente.
Ma ci sono purtroppo difetti non tanto di composizione quanto perlopiù di realizzazione che rendono questo cd poco competitivo. Anzitutto, la produzione: ovattata a dir poco, che sommerge le varie sfumature della musica in un mare di rumore di sottofondo e di impedenze che rendono il cd non inascoltabile, ma dalla resa sonora incredibilmente confusa e caotica. Certo, le chitarre non sono particolarmente zanzarose e l’eco generale migliora un po’ la situazione, ma ciò non toglie che la produzione rimane qualcosa di sbagliato a mio avviso, poiché distrugge le parti veloci del gruppo, che non mordono, mentre quelle lente sono danneggiate visto che occorre un suono curato per far risaltare gli arpeggi. Inoltre purtroppo, e insisto dicendo che non so se sia un caso di inesperienza in studio o lacune compositive, il cd è suonato proprio male, con certi stacchi che francamente sembrano suonati alla meno peggio, come quello a 4:55 della prima canzone, e quelli a 8:07 e 8:44 dell’ultima, mentre altre volte, come a 5:55 della seconda traccia, si ha la sgradevole sensazione che sia cambiata la traccia a seguito di un silenzio completo, e invece poi riprende con un altro riff dando al cd uno sgradevole tocco di “domestico”, per non parlare di stranezze compositive tipo la parte finale della quarta canzone, brano troppo poco a fuoco e che sembra buttato lì per caso. A completare il quadro, sarà anche accreditato un batterista in formazione, ma per tutto il disco il rullante ha un suono stranamente sempre uguale e diverso dagli altri strumenti, mentre i colpi a 4:34 sempre di questa traccia sembrano quelli sentiti al guitar pro e aggiunti in malo modo. Onestamente, a fine dell’ascolto del cd si ha anche la sgradevole sensazione che questa produzione è la migliore che il gruppo potesse proporci, visto che la musica, neanche troppo male, ha bisogno di tutto un altro tipo di suono. Non sono certo il tipo che schifa le produzioni grezze, ma questa è fuori luogo.
E il potenziale della band, in poche parole, non è pervenuto. Troppo affogato in una produzione sbagliata e in errori di realizzazione del cd che non si riesce a capire se siano dovuti a un gusto compositivo da migliorare, o semplicemente da una mancanza di esperienza in fase di registrazione. Ciò che è sicuro è che questo cd è troppo grezzo e immaturo, con solo parte della seconda e quinta canzone che rendono a dovere, che non meritava di uscire sotto label a mio avviso, e tantomeno di durare quanto un full length corto. Il tipico passo più lungo della gamba.

Track by Track
  1. A Dream of Ghosts 55
  2. A pathway to rebirth 60
  3. Breed of a dying sun 55
  4. Hymns of ruin 40
  5. The secret revealed 55
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 40
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 60
  • Tecnica: 50
Giudizio Finale
53

 

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