Umbra Noctis «Il Primo Volo» (2012)

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Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
1142

 

Band:
Umbra Noctis
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Titolo:
Il Primo Volo

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Filippo Magri :: Vocals
Tiziano Valente :: Guitars
Davide Bottoli :: Bass
Omar Maghella :: Drums

 

Genere:

 

Durata:
47' 50"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2012

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

E arrivano al traguardo del primo full length, dopo un demo, un ep e uno split, anche i bresciani Umbra Noctis, una band che seguo sin dal loro demo per via delle qualità mostrate sin da subito, tanto da convincermi, a seguito dell’ascolto della loro musica, a spartire il palco con loro.
Arrivati al primo full length, gli UN si rivelano diversificati dal sound melodico e drammatico del demo, per puntare più verso uno stile di black metal abbastanza monocorde, che usa per quasi tutto il disco dei riffs bicordi senza molte armonizzazioni e uno stile di batteria che non ama molte variazioni di tempo, preferendo tempi medio – lenti e lenti, con qualche tempo veloce. Anche il basso a volte è presente col suo suono distorto, mentre il cantante Filippo si conferma bravo, capace di scrivere buone metriche e di usare una buona intensità vocale, evidente nella conclusione di “Umbra Noctis”. Ma se state pensando che gli UN si siano dati a una specie di depressive, come forse potrete pensare, vi sbagliate: lo stile non è molto diverso da quello che si può sentire nelle canzoni più black dei Frangar del primo album, solo che gli UN lo rallentano, lo fanno anche un po’ statico e ripetitivo, volendo, e però nonostante tutto non annoiano mai. Anzi, a volte, come nella bella “Oltre la steppa”, riescono a dare un deciso pugno in faccia all’ascoltatore tramite un brano black/rock mosso e dirompente, nonostante il mood delle composizioni sia sempre il medesimo o quasi. Un altro brano davvero sugli scudi è la già citata “Umbra Noctis”, una canzone che tra l’altro oltre ad avere un impatto notevole, si differenzia dalle altre per un diverso uso dei riffs, più in palm muting. Ottima la parte finale sempre della stessa canzone.
Il cd è dunque bello, ma va detto: non è del tutto scevro di difetti. Anzitutto, come detto, il disco è molto monodirezionale ed omogeneo, e se queste cose in un album non vi piacciono, vi avverto che quest’album non farà per nulla al caso vostro. Ma non solo: alle volte il cd sa di ben pensato ma poco rifinito, mostra ovvero delle composizioni belle, ma che forse potrebbero essere curate un po’ di più nei dettagli con armonizzazioni, sovraincisioni di chitarra e anche forse con una maggiore fantasia di arrangiamento, che in quest’album non risalta granché, anche se il contributo del bassista Davide è decisamente positivo e giova all’equilibrio generale del cd. Nonostante questi difetti, però il cd non suona stantio o dozzinale, ma riesce a tenere abbastanza alta l’attenzione dell’ascoltatore pur se con pochi mezzi, il che significa che la band ha potenziale, che per ora però va ancora sfruttato del tutto.
Insomma: un disco black metal monotono, ma nondimeno godibile e riuscito. Non bisogna aspettarcisi da questo gruppo la new sensation del black norvegese, ma piuttosto un gruppo che ripercorre i solchi battuti dai Frangar del primo album, con una certa personalità e una scalpitante competenza dei propri mezzi, e che tra l’altro fa meglio di altri gruppi lombardi da me recensiti che si muovono più o meno sugli stessi binari, ma senza risultati altrettanto egregi. Vai così!

Track by Track
  1. In superficie 70
  2. Solo 70
  3. Oltre la steppa 75
  4. L’attesa 70
  5. Rovine 75
  6. Umbra Noctis 70
  7. L'ultima notte 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
72

 

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