Reism «Dysthymia» (2019)

Reism «Dysthymia» | MetalWave.it Recensioni Autore:
reira »

 

Recensione Pubblicata il:
29.02.2020

 

Visualizzazioni:
177

 

Band:
Reism
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Titolo:
Dysthymia

 

Nazione:
Norvegia

 

Formazione:
Tom Poole - Kerr - Guitar, Programming
Kirsten Jørgensen - Vocals
Wolfgang Ognøy - Drums
Stein Sjurseth - Guitar
Kim Lund - Bass

 

Genere:
Melodic Metal

 

Durata:
53' 0"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
29.11.2019

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

I Reism sono una band melodic metal/industrial norvegese attiva da qualche anno che riconosce le proprie influenze musicali in nomi come In This Moment, The Birthday Massacre and Alice in Chains, giusto per citarne alcune.
Dopo il discreto successo di Lifestyle Product (2005) e Something Darker (2011), con Dysthymia sono arrivati al terzo disco e già dal primo ascolto ci troviamo di fronte a una musica contaminata da generi diversi, oltre che dall’entusiasmo di chi la suona.
Partiamo quindi con This reality, appassionata e ammetto che nel ritornello mi ha molto ricordato The Gathering; Break my bones è decisamente orecchiabile e pulita sia nel cantato che nella melodia stessa.
God given ha un sound più grezzo e arrabbiato, sicuramente uno dei brani più heavy.
Keep me out of this è una delle tracce più apprezzabili: la musica è più complessa, ci sono cambi di tempo, l’interpretazione è ben calata nel mood generale che, di primo acchito, può sembrare confuso.
The Folly of man è cupa, sfiora note dark e rimane un pò caotica, soprattutto nel finale; Pick up the pieces alterna momenti più melodici a elementi più pesanti, il risultato è abbastanza accattivante.
Con Take it from me le orecchie dei metallari più incalliti vengono soddisfatte attraverso uno screaming femminile che esprime una gran dose di rabbia, il tutto ammorbidito da istanti di calma apparente.
Let it all go è una ballad malinconica, il cantato è talmente delicato da passare quasi in secondo piano rispetto la musica stessa.
Ritorniamo a qualcosa di più energico con Lost yourself, anche questo singolo mi ha ricordato molto Anneke van Giersbergen nei primi dischi, quindi possiamo ascoltare una sorta di gothic più ritmato e, se vogliamo, meno oscuro.
You think you know me è sicuramente inaspettata e un pò ripetitiva, sembra un discorso gridato a una folla, eccetto parte del ritornello, forse la song meno piacevole dell’intero album.
Verso la fine troviamo due remix: uno di Let it all go e l’altro di You think you know me. In entrambi I casi non ho ben compreso l’utilità degli stessi dato che non è stato aggiunto nulla di piacevole, anzi, ho trovato gli stessi abbastanza incoerenti con il resto dell’opera.
Escludendo il remix di cui sopra, Dysthymia è un disco che odi o ami, non c’è alcuna possibilità di rimanere nel “forse mi piace”.
Ci sono una serie di elementi che ho trovato interessanti: Kirsten e la sua voce, ma anche le chitarre di Tom e Stein hanno giocato un ottimo ruolo nel rendere il sound grezzo, ma completo.
L’unica vera pecca, a mio parere, è la quantità eccessiva di idee che è stata riversata in questo album. Mi spiego meglio: ci sta benissimo mischiare i generi ed essere influenzati da altri artisti importanti, ma a volte ho trovato i brani un pò sconnessi tra loro. La versatilità e la diversità nella musica sono due concetti ben differenti, ho trovato dispersivo riproporre due brani in chiave “elettronica”, d’altronde la stessa You think you know me sembrava una canzone dei Korn, molto anni 2000, quindi piuttosto differente rispetto a This reality, per esempio.
Insomma, ci sono una marea di idee, tutte buone, ma che vanno in un qualche modo incanalate e filtrate in modo da ottenere un disco più dinamico e vincente.
Bravi, ma si può fare di meglio facendo un pò meno.

Track by Track
  1. This reality 70
  2. Break my bones 70
  3. God given 65
  4. Keep me out of this 70
  5. The folly man 65
  6. Pick up the pieces 70
  7. Take it from me 65
  8. Let it all go 65
  9. Lost Yourself 70
  10. You think you know me 55
  11. Let it go (JTC remix) 55
  12. You think you know me (Slaughter Slits remix) 50
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
65

 

Recensione di reira » pubblicata il 29.02.2020. Articolo letto 177 volte.

 

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