Welkins Boreal «Phantoms of Yesteryear» (2019)

Welkins Boreal «Phantoms Of Yesteryear» | MetalWave.it Recensioni Autore:
reira »

 

Recensione Pubblicata il:
18.09.2019

 

Visualizzazioni:
85

 

Band:
Welkins Boreal
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Titolo:
Phantoms of Yesteryear

 

Nazione:
Finlandia

 

Formazione:
Teemu Kautonen

 

Genere:
Gothic Metal

 

Durata:
39' 0"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
19.09.2019

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Welkins Boreal è il nome di un progetto solista che arriva dalla bella Finlandia, terra che ha dato il LA a molte bands apprezzate in tutto il mondo. Siamo quindi curiosi di addentrarci nelle nove songs di Phantoms of Yesteryear.
La partenza è abbastanza positiva con Sleep eternal, una melodia un pò grezza con una voce bassa e un pò stile Depeche mode; Thirteen Moons si mantiene sulla stessa linea, dark con sfumature gothic.
Apparition ha un gusto retrò, più rockeggiante rispetto ai due brani precedenti. Nell’ascolto Sethian Seal ho riscontrato un piccolo disagio all’inizio: la voce veniva soffocata dalla musica stessa quindi le parole non erano chiarissime.
Discordia parte con una melodia dolce, potremmo definirla come una ballad un pò più ritmata e dal sapore malinconico; Thelemite è un brano con un ritornello non troppo complesso, ma sicuramente orecchiabile.
Dance of Nightly shadows ha una notevole presenza di un sound old school, che a tratti può piacere.
I approach the end è una delle song meglio riuscite: è accattivante, ha vari punti interessanti e risulta essere più attuale rispetto quanto sentito sino ad ora.
A terminare, la complessa Sorrow shroud, i diversi sviluppi al suo interno non la rendono da subito una canzone piacevole, ma con il tempo sa farsi apprezzare.
Phantoms of Yesteryear è un disco difficile da inquadrare. Forse potremmo definirlo dark e gothic, di certo mancano riffoni e picchi energici che potrebbero fare alzare l’attenzione dell’ascoltatore. In realtà, le idee di fondo non mancano: in alcuni momenti, potremmo cogliere somiglianze con i Sentenced, Paradise Lost o i Moonspell e questo è un bene, ma a volte la voce ha dei cali e le melodie potrebbero essere ripetitive ad un ascolto superficiale. Naturalmente, si capisce che chi ha composto e suonato questa fatica ha delle competenze non da poco, ma questo potrebbe non convincere e bastare per tutti.
Mettiamola così, se siete malinconici del genere come suonato negli anni ’90 e primi 2000, quest’opera potrebbe fare il caso vostro, altrimenti evitate.

Track by Track
  1. Sleep eternal 65
  2. Thirteen moon 65
  3. Apparition 60
  4. Sethian seal 60
  5. Discordia 60
  6. Thelemite 60
  7. Dance of nightly shadows 60
  8. I approach the end 70
  9. Sorrow's shroud 60
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 55
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
64

 

Recensione di reira » pubblicata il 18.09.2019. Articolo letto 85 volte.

 

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