Rain «Spacepirates» (2016)

Rain «Spacepirates» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
29.03.2016

 

Visualizzazioni:
1339

 

Band:
Rain
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Titolo:
Spacepirates

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Mantis Le Sin :: vocals;
- Alessio Amorati :: vocals, guitars;
- Amedeo Mongiorgi :: vocals, guitars;
- Gabriele Ravaglia :: bass;
- Andrea Fedrezzoni :: drums;

 

Genere:
Heavy metal / Hard Rock

 

Durata:
34' 27"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
15.04.2016

 

Etichetta:
Aural Music
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Distribuzione:
Aural Music
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Agenzia di Promozione:
Aural Music (Promotion)
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Recensione

I Rain, band bolognese all’attivo dal 1980 e nota nell’ambito del Hard Rock, nel presentarci questo nuovissimo lavoro intitolato “Spacepirates” non deluderà affatto le aspettative dei propri più affezionati fan. Ed infatti, sin da subito si avverte quell’incredibile musicalità che contraddistingue questa band a base di riffoni hard rock e ritmiche di batteria spensierate e sempre pronte a fare centro in ogni occasione; non mancano poi nell’incredibile dinamismo di questo lavoro anche puntate più accelerate del dovuto che non fanno altro che apportare punteggio al tutto. I Rain in ogni caso vanno a chiudere con Spacepirates la trilogia di quel viaggio che era cominciato nel 2011 con l’album XXX e poi continuata con Mexican Way dove la band, dapprima era alla ricerca delle proprie origini, per poi successivamente passare a quelle sperimentali sino a questo nuovo viaggio nel futuro necessario a riequilibrare gli assetti di un mondo divenuto ormai ingestibile a causa della propria decadenza e del totale sbando. Brano d’apertura del platter è “Spacepirates” vivo, armonico e dinamico anche grazie all’ottima parte cantata sempre orientata a trascinare l’ascoltatore per coinvolgerlo a 360° per tutto l’intero brano; ottimo anche il ritornello e i lead solo; “Not Dead Yet” si presenta ben ritmata ma non troppo irruenta nella propria realizzazione; dà un po’ l’idea di un qualcosa che unifica due diverse accoppiate Motorhead e G’n’R Old Style. Ottima l’apertura in chiave quasi progressive di “Hellfire”, brano che si viene ad architettare su un dinamico hard rock, di tanto in tanto tirato quasi a Thrash, ma comunque ricco di armonici e facile da memorizzare; non sono da meno neanche i successivi “Black Ford Rising” e il successivo “Billion Dollar Song”, entrambi brani in puro hard rock a cui non manca veramente nulla a cominciare da ritmica e dai ritornelli cantati; il secondo appare più moderato nei contenuti rispetto al primo ma l’effetto non cala affatto. L’ascolto prosegue con “86” altro mega hard rock dove le chitarre fanno ottimamente il loro incredibile lavoro al pari degli altri ma rilasciano quell’effetto prepotente che piace ai rockers più estremi; è poi la volta di “Forever Bitch”, un brano dall’apertura moderata con supporto acustico di chitarra che poi si infiamma per generare il giusto dinamismo che non può far altro che piacere per la sua completezza; “We don’t Call the Cops” e il conclusivo “Kite’n Roll” con il loro completo quanto compatto hard rock chiudono questo platter dimostrandoci che bastano veramente pochi e giusti ingredienti unificati alla voglia di suonare per fare veramente un buon lavoro.

Track by Track
  1. Spacepirates 75
  2. Not Dead Yet 75
  3. Hellfire 80
  4. Black Ford Rising 80
  5. Billion Dollar Song 75
  6. 86 75
  7. Forever Bitch 80
  8. We don’t Call the Cops 75
  9. Kite’n Roll 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 75
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
78

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 29.03.2016. Articolo letto 1339 volte.

 

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