Hell's Guardian «Follow Your Fate» (2014)

Hell's Guardian «Follow Your Fate» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
01.12.2014

 

Visualizzazioni:
1034

 

Band:
Hell's Guardian
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Titolo:
Follow Your Fate

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Cesare Damiolini :: guitars, vocals (growl)
Freddie Formis :: guitars
Pietro Toloni :: bass, vocals (clean)
Dylan Formis :: drums

 

Genere:
Melodic Death Metal

 

Durata:
47' 10"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2014

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Molto strano questo cd di debutto dei Bresciani Hell’s Guardian, band che arriva al suo debutto autoprodotto di ciò che loro definiscono Melodic Death Metal, e che propone 9 tracce più intro e intermezzo per 47 minuti di musica.
Strano perché in realtà quest’album di death ha solo la voce e non è necessaria all’interno di partiture che suonano in tutto e per tutto power, con tanto di cori puliti, mentre per quello che riguarda i riffs, la band ha un buon senso dell’armonizzazione dei riffs e della costruzione di partiture dal feeling a volte medievale (sentite ad esempio “Middle earth”...) e comunque sempre talmente così melodiche da essere lontane da qualsiasi cosa direttamente riconducibile al death. Si potrà pensare che forse gli Hell’s Guardian suonano un po’ tipo gli Ensiferum o probabilmente una versione più melodica e power degli Amon Amarth, ma non è così per via di un riffing costantemente ordinario e particolarmente generico, ben suonato, ben armonizzato e anche arrangiato, ma che poco può fare davanti a tali melodie della chitarra ritmica, così banali da rendere già sentite le canzoni.
E purtroppo non è finita qua: a dare il colpo di grazia definitivo ci pensa il fatto che la band non è neanche veloce, e soprattutto nella prima parte dell’album non siamo neanche di fronte a un prodotto particolarmente dinamico, ma a brani troppo lunghi e diluiti, che poco rendono giustizia alle capacità dei membri della band. Soltanto la seconda parte dell’album riserve qualche sorpresa, con “Lost Soul” che ci convince un po’ di più per via di una maggiore coralità, e con “Neverland” che addirittura arriva a citare i Children of Bodom, ma poi assume sonorità adatte a quelle della sigla di un cartone animato giapponese, più che da brano metal vero e proprio.
Insomma: io non capisco davvero cosa voleva fare questa band, perché le canzoni sono lavorate, i chitarristi hanno buone capacità armoniche, eppure quei riffs così banali rovinano tutto, come se la band sapesse solo lavorare sulle canzoni ma senza saper scrivere bei riffs originali, ma non solo: sembra che la band in realtà testimoni in quest’album un cambio di stile, o perlomeno una disomogeneità di stile, dove si cerca di fare melodic death, ma il risultato è in realtà più orientato al power, come se il mixare questi due stili agli Hell’s Guardian non sia riuscito per niente. Sinceramente, non riesco a farmene un’idea, ma se arrivo alla fine dell’album cercando una risposta ai miei dubbi, allora vuol dire che la ricerca è andata a vuoto. Mi spiace, forse la prossima release sarà migliore, ma questo cd è troppo acerbo ed a volte dozzinale.

Track by Track
  1. Forgotten tales (Intro) S.V.
  2. My prophecy 55
  3. Forgiven in the night 55
  4. Away from my tears 55
  5. Cradle’s lake 55
  6. Last forever (Intermezzo) S.V.
  7. Silence in your mind 55
  8. Lost soul 60
  9. Neverland 60
  10. Follow your fate 55
  11. Middle earth 60
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 60
  • Qualità Artwork: 55
  • Originalità: 55
  • Tecnica: 60
Giudizio Finale
57

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 01.12.2014. Articolo letto 1034 volte.

 

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