Mike Paradine Group «Death In The Family» (2012)

Mike Paradine Group «Death In The Family» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Karmator »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
395

 

Band:
Mike Paradine Group
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Titolo:
Death In The Family

 

Nazione:
U.s.a.

 

Formazione:
Mike Paradine - Drums, Vocals (ArcticFlame, Balistik Kick) Richard Holmgren – Vocals (Wolf) Michael Clayton Moore - Vocals (ArcticFlame) Jeff Scott – Bass (ArcticFlame)
Dave "Ghost" Manheim - Vocals, Guitars, Bass, Keyboard (Supernatiral, Society Killers) Kilroy - Guitars

 

Genere:

 

Durata:
43' 0"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2012

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Questa volta prenderò in esame un album solista del batterista degli ArcticFlames Mike Paradine. Basandosi sulle sue idee raccolte negli ultimi anni, crea questo album aiutato da alcuni membri sia degli ArcticFlames sia deli Wolf, e ci regala questo "Death In The Family". 10 pezzi che spaziano tra metal classico e hard rock senza essere ne troppo duro ne troppo sbruffone, semplicemente ci regala parte dei suoi pensieri musicali. Unica pecca secondo me è che è possibile acquistare questo album solamente in digitale, un supporto fisico sarebbe stato più bello, soprattutto per gli amanti del collezionismo. Ma non lasciamoci prendere dallo sconforto e iniziamo l'ascolto della prima traccia "Venom and Piss". Un metal trascinante e carismatico apre nei migliori dei modi questo "Death In The Family". Dopo un intro tra assoli di batteria e chitarra si parte subito in quarta. Alla voce troviamo Richard Holmgren, vocalist degli Wolf. Un sound molto caldo e "tamarro" giusto da mettere nello stereo della macchina per farsi notare in una calda giornata estiva. "Rise Up From the Grave" con una partenza in sordina tra piano, chitarra e Michael Claytoon Moore al microfono si lascia andare alla pura velocità hard rock. Anche in questo caso troviamo un ottimo lavoro alle pelli e un ritmo trascinante da parte delle 6 corde. Strutturalmente rimane semplice e tipica con lo scambio tra riff e ritornello con il classico bridge e assolo, ma si sa, sono le cose semplici che piacciono fin da subito. "Monter's Ball" ci accoglie con una voce robotica e un apertura che secondo me dal vivo farà urlare anche le ultime file grazie al perfetto attacco tra assolo di chitarra e batteria di accompagnamento. Un po' caotica e secondo me imperfetta, mal bilanciata tra la voce (che rimane un po' distorta) e gli altri strumenti durante il riff. "On a Tuesday Morning (The John J. Harvey)" è la ballad dell'album. Anche se purtroppo assomiglia troppo a Ozzy Osbourne. Sembra quasi un copia incolla mal effettuato, peccato. "These Are the Days" riprende le sonorità distorte con i soliti intri epici. Sempre ottimo il lavoro alla batteria e le chitarre che nel loro insieme risultano semplici ma piene di pathos. "Paradise" cover degli Anthrax, eseguita molto più soft, non toglie però l'energia al brano. Secondo me poteva lasciarla per ultima e dar spazio al suo lavoro prima, ma va bene ugualmente, una cover ci vuole sempre. "Suzie with an Uzi" ricorda molto più un brano alla Offspring ad essere sincero. Molto orecchiabile, ma come si dice in questi casi "easy listening" giusto per accaparrassi un paio di fan in più. "Taste My Fist" sempre caratterizzato dall'intro epico tra chitarre, batteria con l'aggiunta del basso. Qui ci troviamo davanti ad una traccia molto più anni 80, davvero allegra e ben strutturata. Con un ritornello potente e un riff travolgente ci portiamo alla #9 "Bow Down to the Queen". Solito intro in sordina che si lascia poi ad un primitivo thrash metal ma della sponda Newyorkese. Infine troviamo "The Dust" che è anche la seconda Ballad decisamente più personale della precedente. 7 minuti davvero emozionanti e ben strutturati che chiodino un album secondo me non all'altezza delle aspettative. Manca qualcosa, manca quell'elemento che non chiude il cerchio. Può essere un pizzico di personalità in più o di cattiveria, non saprei ma a me manca "quel qualcosa". Spero davvero che se ci sarà una seconda occasione di poter avere nelle orecchie un nuovo album, che ci metta un po' più del suo.

Track by Track
  1. Venom and Piss 75
  2. Rise Up From the Grave 75
  3. Monster's Ball 55
  4. On a Tuesday Morning (The John J Harvey) 60
  5. These Are the Days 70
  6. Parasite 65
  7. Suzie with an Uzie 65
  8. Taste My Fist 70
  9. Bow Down to the Queen 65
  10. The Dust 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 65
  • Qualità Artwork: 55
  • Originalità: 60
  • Tecnica: 65
Giudizio Finale
65

 

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