The Way Of Purity «Biteback » (2011)

The Way Of Purity «Biteback» | MetalWave.it Recensioni Autore:
alcio »

 

Recensione Pubblicata il:
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Visualizzazioni:
791

 

Band:
The Way Of Purity
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Titolo:
Biteback

 

Nazione:
Scandinavia

 

Formazione:
Tiril (Voce)
Deathwish (Chitarra)
Withoutname (Chitarra & Voce)
Jeffrey (Basso)
Wallofdeath (Batteria)
Lostmyfaith (Tastiere & Voce)

 

Genere:

 

Durata:
9' 11"

 

Formato:
CD + DVD

 

Data di Uscita:
2011

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Si sa davvero poco di questa band: dovrebbero essere scandinavi, forse svedesi, forse norvegesi e, oltre alla loro musica, portano avanti tutto un discorso filosofico basato su un concetto di Dio inteso come Natura (nel senso di mondo animale e della perfezione della sua creazione), e si presentano al pubblico come mano del Dio che li illumina per portare sulla retta via tutti i bugiardi, i deboli, le prostitute, i tossico-dipendenti, i ninfomani eccetera. Nel loro credo, questi sei ragazzi, sostengono che Cristo e Satana, Bene e Male, sono due facce della stessa entità e vogliono presentare la musica che apra la “Strada della Purezza” a chi intende ascoltarli.
I nostri, per raggiungere la chiave della Salvezza, hanno deciso di perseguire la strada della nobiltà d'animo, dell'auto-sacrificio e della negazione dell'ego, per questo motivo si presentano senza una vera e propria immagine di band: tutti gli strumentisti sono infatti coperti da passamontagna, mentre la sola cantante Tiril si presenta a volto scoperto.
Viste le premesse non possiamo non andare a scoprire cosa ci riserva il package recapitatoci in redazione, composto da un mini-CD di 3 pezzi e da un DVD con un mediometraggio di circa 30 minuti di cui andremo a parlare successivamente.

Iniziamo quindi l'ascolto del mini a titolo “Biteback”.
“Keep Dreaming” parte subito sparata con un blast assassino ed il dualismo growl/voce femminile. Il riffing è un continuo alternarsi di vecchio black metal scandinavo ed inserti death moderno, con aperture melodiche assolutamente non stucchevoli.
La seguente “Eternal Damnation...” presenta invece delle melodie di chitarra su di un riff sincompato e mid-tempo in uno stile (passatemi il paragone) che ricorda certo death-core moderno, indubbiamente meno main-stream e più gradevole della robaccia imperante proveniente dagli USA, soprattutto nelle linee melodiche dei riff tastiera/chitarra.
Altro assalto frontale la conclusiva “Reverse the Time” che alterna, anche in questo caso, riffing estremo in blast sparato a sincopati mid-tempo. Nel centrale del brano è divertente sentire il lavoro di tastiere, con suoni e riffing che ricorda certa elettronica estrema di artisti d'elìte!
Il mini-CD è già terminato e devo ammettere che lascia un buon sapore in bocca. Sicuramente non stiamo parlando del disco del secolo, ma un po' di freschezza compositiva e di tentativi di emergere dalla mediocrità imperante si sente, per cui un plauso a questa band.

È ora il momento di accendere il lettore DVD ed inserire nel lettore “A Passage Through...”, il mediometraggio scritto e diretto da Susi Medvsa Gottardi, che narra la vera storia (così dicono le note a latere) di un gruppo di estremisti cristiani chiamati, appunto, The Way Of Purity.
I quattro sono uniti da un patto di sangue che li porta a sentire di avere una precisa e fortissima missione religiosa, e questo li mette in contrasto con il loro manager il quale, nel film, rappresenta un po' l'aspetto negativo del mondo musicale, quello cioè di chi non è interessato al concept dei gruppi ma è spinto solo da motivazioni materiali e non artistiche/religiose.
Il gruppo è convocato ad una audizione ma si perde nel bosco.
Apparentemente per caso, ma convocati inconsciamente da una splendida quanto eterea donna bionda, i quattro raggiungono una casa sperduta nella foresta dove chiedono alloggio per la notte. Svegliati da urla e parole quasi sconnesse, trovano un vecchio registratore dove ascoltano le parole sofferenti di una voce femminile che causano loro le visioni di una specie di martirio auto-inflitto dalla ragazza che li accoglie! Il gruppo, impaurito, scappa portando via il registratore.
Dopo una intensa ricerca, i nostri scoprono che la voce registrata in quei nastri è quella di una ragazza che ha “donato” la propria vita in nome di Dio nel 1972, la stessa che li ha accolti nella casa tra i boschi.
Spinti da quella che loro ritengono essere una illuminazione divina, la band decide di usare le liriche e le voci trovate nel nastro come base per comporre il disco “Crosscore” (cioè il nuovissimo album della band – NdR).
A mio modesto parere, il film è un po' forzato nella storia e forse un po' pretenzioso, ad ogni modo si lascia guardare e tutto sommato è anche accattivante per quello che rappresenta, più che per il film in sé. Secondo me, una immagine un po' più lavorata in post-produzione, nonché una sintesi maggiore nella narrazione (ovvero qualche minuto in meno nel montaggio finale), avrebbero potuto dare al mediometraggio una marcia in più.

In conclusione, questo doppio-lavoro mostra una band che ha deciso di seguire una propria strada, per quanto impervia, e merita più di un ascolto.
Teneteli d'occhio!

Track by Track
  1. Keep Dreaming 80
  2. Eternal Damnation to René Descartes 75
  3. Reverse the Time 80
  4. A Passage Through the Purity of Pain 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
77

 

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