Stahlmann «Quecksilber» (2011)

Stahlmann «Quecksilber» | MetalWave.it Recensioni Autore:
MORO MOU »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
867

 

Band:
Stahlmann
[MetalWave] Invia una email a Stahlmann [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Stahlmann [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di Stahlmann [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina MySpace di Stahlmann

 

Titolo:
Quecksilber

 

Nazione:
Germania

 

Formazione:
Mart :: Voce, Programming
Tobi :: Chitarra, Programming

 

Genere:

 

Durata:
36' 55"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2011

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

“Quecksilber”, secondo album dei tedeschi Stahlmann, è, per quanto mi riguarda, un disco senza infamia e senza lode.
Nata nel 2008, dopo il debut album "Stahlmann" e un discreto riscontro in patria, la band lancia per l’anno nuovo queste 10 tracce (di cui una remix), nelle quali un’anima industrial-rock si mescola ad elettronica e gothic, assecondando un’inclinazione forte verso la dancefloor.
Una versione più ballabile del primo album, secondo il cantante e songwriter Matt, nella quale la band si fa ispirare dall'idea che "we appear in all our daily lives very often cold and emotionless as machines", e dove la vita notturna nei club diventa il luogo prediletto per una sorta di ‘liberazione’ dalla routine.
In sostanza, musicalmente parlando, gli Stahlmann ammiccano con gusto all’orecchiabilità, coerentemente con quanto sopra riportato e con il tipo di pubblico a cui puntano, strutturando i loro pezzi in maniera quasi sempre uguale.
Riffs di chitarra distorta e graffiante alla base, voce sporca (tra l'altro, i nostri cantano in tedesco), qualche arrangiamento di tastiera o coro in stile gothic, altrimenti spazio al groove di elettronica da ballare.
In conclusione, ho il sospetto che gli Stahlmann abbiano scelto la rassicurante strada della sintesi, mescolando cioè un po’ tutti i generi cari al pubblico tedesco e non solo, puntando al riscontro di massa. Di sicuro, la produzione depone a loro favore.
La cosa può anche starci, per carità, ma per me ascoltare un disco senza trovarci quel guizzo di piacere, quella soluzione sorprendente o il coinvolgimento emotivo, ha sempre un non so che di fastidioso... a metà tra noia e indifferenza.

Track by Track
  1. Engel Der Dunkelheit 70
  2. Spring Nicht 60
  3. Tanzmaschine 65
  4. Asche 65
  5. Mein Leib 60
  6. Am Grunde 60
  7. Goetter 65
  8. Schmerz 60
  9. Diener 65
  10. Tanzmaschine (Club Remix) 65
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 60
  • Tecnica: 60
Giudizio Finale
64

 

Recensione di MORO MOU » pubblicata il --. Articolo letto 867 volte.

 

Articoli Correlati

Interviste
  • Spiacenti! Non sono disponibili Interviste correlate.
Live Reports
  • Spiacenti! Non sono disponibili Live Reports correlati.
Concerti
  • Spiacenti! Non sono disponibili concerti correlati.