Embryo «A Vivid Shade on Misery» (2023)

Embryo ŤA Vivid Shade On Miseryť | MetalWave.it Recensioni Autore:
Varoots 72 »

 

Recensione Pubblicata il:
13.03.2023

 

Visualizzazioni:
564

 

Band:
Embryo
[MetalWave] Invia una email a Embryo [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Embryo [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di Embryo [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Twitter di Embryo [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina MySpace di Embryo [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il canale YouTube di Embryo

 

Titolo:
A Vivid Shade on Misery

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Roberto Pasolini – Voce
Eugenio Sambasile – Chitarre
Simone Solla – Tastiere
Gabriel Pignatta - Basso
George Kollias – Batteria

 

Genere:
Death Metal

 

Durata:
33' 13"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
17.03.2023

 

Etichetta:
Rockshots Music
[MetalWave] Invia una email a Rockshots Music [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Rockshots Music [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di Rockshots Music [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Twitter di Rockshots Music [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina SoundCloud di Rockshots Music

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Asher Media Relations
[MetalWave] Invia una email a Asher Media Relations [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Asher Media Relations [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di Asher Media Relations [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Twitter di Asher Media Relations

 

Recensione

I cremonesi Embryo avevano già fatto il salto di qualità in occasione del loro precedente album "A step Beyond Divinity" del 2017, che oltre alla collaborazione con Francesco Paoli, drummer dei Fleshgod Apocalypse, li rese protagonisti di un lungo tour all'estero a fianco di nomi molto importanti come Immolation, Suffocation, Ragnarok e anche Nile, da cui ricavano il prezioso contatto che li porta a questo nuovo lavoro che esce il 17 marzo, con la partecipazione di George Kollias, ex batterista appunto dei Nile.
Più di vent'anni di carriera per questa band autrice di un Death Metal melodico e con la particolarità di riferirsi nei propri concept ad artisti della storia italiana, analizzandoli dal punto di vista personale e profondo, personaggi a volte vittime delle loro stesse angosce e ossessioni.
Spesso il metal va a braccetto con l'arte e questo è uno dei casi, infatti "A vivid shade on misery" racconta della enigmatica, quanto geniale, figura del pittore rinascimentale Caravaggio, e lo si evince dalla copertina, che non è altro che un rifacimento delle sue opere, credo sia un' unione di 2 quadri, infatti nel quadro originale al posto della testa mozzata c'è un teschio.
Caravaggio cominciò ossessionatamente a dipingere scene con teste mozzate dopo la sua condanna alla decapitazione, pratica molto in voga all'epoca, a causa di un omicidio di cui si era macchiato.
L'album è composto da 8 tracce, tutte efficaci e di buon impatto.
"Pride" apre questo disco e subito si sentono le influenze di Goteborg, un mix tra primi Dark Tranquillity e At the Gates, il gioco delle chitarre accompagnate da un tappeto di tastiere colpiscono subito duro, la voce si alterna tra profondo growl e scream, nel secondo pezzo "Highest Fame", invece, si rimembrano i migliori Soilwork, anche questa seconda prova dimostra un ottimo songwriting.
È il turno di "Darkest Lights", singolo con videoclip, che segue abbastanza fedelmente i suoni della band di Mikael Stanne, citata prima, se non fosse per la voce potrebbe addirittura trarre in inganno, bel pezzo ma che secondo me li rappresenta poco.
"The Seed of Lividity" ha un buon refrain ed è una Song che coinvolge, sostenuta da riff poderosi .
"MMDC" ,quinta traccia, ha un mid tempo che viene mantenuto durante tutto il pezzo.
Come state capendo è un album per nulla monocorda, anzi lascia spazio alla mente di vagare in più direzioni.
La sesta track ,"Medusa", una delle opere più famose di Caravaggio, si abbandona a sonorità più gotiche e progressive con stacchi ripetuti e precisi, direi un pezzo molto riuscito.
"Vanitas", ritorna su suoni alla Soilwork con questi stacchi cadenzati, Song un po' lenta , ma il riff è mastodontico.
Chiude questo album l'ottava "Concrete Visionary", pezzo veloce e diretto, credo il mio preferito.
Gli Embryo hanno colpito ancora con un ottimo lavoro, introspettivo e molto piacevole e scorrevole con molta cura dei testi, speriamo di poterli vedere a breve anche live, il che non mi dispiacerebbe affatto!

Track by Track
  1. PRIDE 75
  2. HIGHEST FAME 70
  3. DARKEST LIGHTS 65
  4. THE SEED OF LIVIDITY 75
  5. MMDC 70
  6. MEDUSA 80
  7. VANITAS 75
  8. CONCRETE VISIONARY 85
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
74

 

Recensione di Varoots 72 » pubblicata il 13.03.2023. Articolo letto 564 volte.

 

Articoli Correlati

News
Interviste
  • Spiacenti! Non sono disponibili Interviste correlate.
Concerti
  • Spiacenti! Non sono disponibili concerti correlati.