Intervista: Geminy

Nessuna Descrizione Autori di un interessante concept power prog dalle tematiche fantasy pubblicato lo scorso autunno, i Geminy arricchiscono il panorama metal italiano dal 2006. A voi un'intervista esclusiva per MetalWave... buona lettura!

 

Ciao ragazzi, benvenuti su MetalWave, vi seguiamo dalla pubblicazione della prima demo e finalmente abbiamo avuto il piacere di recensire la vostra ultima fatica, il full lenght "The Prophecy", iniziamo raccontando ai nostri lettori chi sono i Geminy:

Francesco (basso): siamo una band ligure heavy/prog metal, nata nel 2006 per iniziativa del chitarrista Marco Manzani. Fin dall'inizio abbiamo deciso di lavorare su pezzi nostri, sviluppando le idee dello stesso Marco. Il nostro cantante Francesco Filippone ha proposto la realizzazione del concept, basato su un racconto fantasy da lui appositamente scritto. Da allora ci siamo impegnati per concretizzare questo progetto, suonando il più possibile in studio e dal vivo, per affinare tecnica e stile. Nel frattempo abbiamo registrato i due demo che hai citato, per proporre un'anteprima del materiale che avrebbe fatto parte dell'album. Nel 2011 abbiamo iniziato le registrazioni del full-length e finalmente siamo qui per parlare del risultato del nostro lavoro.

"Geminy": chi ha scelto questo nome e cosa si cela dietro questa scelta?

Ivano: il nome è stato scelto dal nostro cantante Francesco e rappresenta la costellazione dei gemelli, segno duale che racchiude polarità opposte, il che si sposa perfettamente con il tipo di proposta che vogliamo offrire, potente ma melodica. È inoltre un tema chiave del concept all’interno del nostro album. La scelta di scriverlo poi con la Y è stata dettata da una lato dal punto di vista grafico e dall’altro dalla volontà di renderlo piu “originale”.

La storia narrata attraverso le 15 tracce di The Prophecy (che il mio spirito nerd ha molto apprezzato, immaginandola, brano dopo brano, come l'eroica main quest di un avvincente GdR) ha un sapore molto fantasy rispetto al sound, dall'impronta "più heavy/prog che power/epic", come ci si sarebbe aspettati, è stata una scelta voluta o è nato tutto spontaneamente?

Francesco Filippone: E' nato tutto spontaneamente, seguendo quelle che sono le influenze musicali di ogni singolo componente. Al di là del tipo di sound cerchiamo sempre di sviluppare i brani in modo tale che abbiano l'atmosfera giusta legata al testo e che gli stessi brani siano di impatto.

Alessio: In effetti l'idea del concept album di stampo fantasy è nata praticamente da subito, prima ancora che il gruppo avesse una formazione stabile. Poi a forza di suonare insieme si è creato un affiatamento sempre maggiore tra di noi e via via ha cominciato a delinearsi il sound dei Geminy, appunto più orientato all'heavy e al prog che al power metal classico. Ci è sembrato comunque giusto non porre limiti legati a un genere in particolare, e ci siamo resi conto che un album musicalmente più variegato avrebbe dato maggiore risalto alle diverse fasi del racconto.

Quali sono state le influenze sul songwriting, sia dal punto di vista letterario per quanto riguarda il racconto sulla terra di Maraween, sia dal punto di vista musicale?

Francesco Filippone: Ho apprezzato moltissimo concept di altri gruppi (Dream Theater, Shadow Gallery, Royal Hunt) e i primi lavori dei Rhapsody e sono da sempre attratto dal genere fantasy. Con 'The Prophecy” ho realizzato un piccolo sogno ..ma ti dirò di più...ci sono altre canzoni che non sono state incluse nel cd...chissà se un giorno usciranno come bonus track

Francesco Molinelli: Ogni membro della band ha gusti differenti e molto variegati. Tutta la musica che ascoltiamo e apprezziamo ci ha sicuramente influenzati nella stesura dei nostri pezzi. Quindi si potrebbe scrivere un elenco molto lungo, che partirebbe da classici del metal come Iron Maiden, Metallica e Megadeth, per arrivare a Nevermore e Lamb of God, includendo Savatage, Fates Warning e Dream Theater.

Che ruolo hanno avuto i diversi componenti della band durante la scrittura dell'album?

Marco: La prima parte di composizione normalmente parte da mie idee musicali che registro a casa e poi sottopongo al giudizio degli altri ragazzi in sala prove. Da qui parte la fase di costruzione della canzone, in cui tutti inseriscono il proprio tassello per far sì che il risultato finale rispecchi al meglio non l’identità del singolo quanto il lavoro dei Geminy.

La collaborazione con il conterraneo Roberto Tiranti è indubbiamente un valore aggiunto al vostro lavoro, come è stato coinvolgerlo nella registrazione di "My Fellow Prisoner"?

Ivano: è stata sicuramente una bella esperienza per tutti noi. Lui ha gentilmente prestato la sua voce sul pezzo e la sua presenza nel videoclip girato da Armonica Film e direi che siamo pienamente soddisfatti del risultato ottenuto. Colgo l’occasione per ringraziarlo nuovamente.

Domandina tecnica per i tanti lettori musicisti, qual è la vostra strumentazione? se non erro, chitarra e basso dei Geminy sono endorsers dell'italiana Manne Guitars..

Marco: esatto! Sia io che Francesco abbiamo avuto l’onore di ottenere l’endorsement per la Manne Guitars. E’ stato davvero fantastico per noi poter avere uno strumento costruito interamente secondo le nostre esigenze di suono e suonabilità. Un altro endorsement che abbiamo ottenuto è con la Tabacco che ci ha fornito dei cavi veramente eccezionali. Per quanto riguarda l’amplificazione utilizzo una testata XL II R-EVO della Brunetti collegata ad un processore Gmajor della T.C Electronics e cassa 4x12 rigorosamente Marshall. Sulle parti acustiche dell’album ho invece utilizzato una Martin D 01.

Francesco Molinelli: Io utilizzo un Moab 5 corde della Manne: uno strumento eccezionale. Colgo l'occasione per ringraziare Andrea Ballarin e i suoi collaboratori alla Manne Guitars. Come ha detto Marco, é un vero onore essere endorser di questa casa italiana che realizza vere opere d'arte.

Ivano: per quanto riguarda le tastiere, on stage utilizzo un roland juno e una korg triton. In studio oltre a queste ho utilizzato alcuni vst.

E' già iniziata la stesura del prossimo album? Sperimenterete nuovi orizzonti o combo vincente non si cambia?

Marco: la stesura dei nuovi pezzi è già iniziata e, anche se la formazione della band sarà la stessa, il sound generale che si sta delineando è decisamente più “moderno” , violento e oscuro. Si tratterà comunque di un altro concept album ma con una storia non legata al Fantasy classico come era stato per The Prophecy

Alessio: Abbiamo già cominciato a lavorare sul nuovo materiale e stiamo completando gli arrangiamenti dei primi pezzi che andranno a comporre il prossimo album. È ancora presto per avere una visione d'insieme di quello che uscirà fuori, ma per il momento posso anticipare che i primi pezzi suonati in sala prove pestano parecchio e hanno forse una vena più cupa, grazie anche a un uso più massiccio delle chitarre a sette corde.

Ci regalereste qualche aneddoto per conoscere i "Geminy behind the scenes"?

Francesco Molinelli: Siamo una banda di scriteriati... Gli aneddoti non sono sufficienti a rendere l'idea, dovreste passare un po' di tempo con noi... ehehe

Quali pensate siano i punti di forza della vostra musica e cosa vorreste ancora migliorare?

Francesco (basso): Prima di entrare nei Geminy, tutti i membri sono stati attivi per anni in varie band, perciò ognuno ha portato nel gruppo un diverso bagaglio di esperienze ed anche punti di vista differenti riguardo alla musica, seppure con molte idee in comune. Penso che questa eterogeneità sia un punto di forza, perché contribuisce ad arricchire il nostro sound. Molti aspetti vanno ancora migliorati; dobbiamo continuare a crescere sia dal punto di vista tecnico, sia a livello di composizione e arrangiamento dei brani.

Alessio: Il fatto di mescolare melodia e aggressività, che si alternano seguendo la trama del racconto, può essere un punto di forza per la nostra proposta. Per quanto riguarda le cose da migliorare, il bello della musica è che non si arriva mai a una perfezione assoluta e si cerca sempre di aggiungere qualcosa di nuovo, anche in relazione alle esperienze che si vivono in un determinato momento. La cosa più importante per noi comunque è continuare a lavorare sul nostro sound, sperando che con il tempo diventi sempre più definito e personale.

Come descrivereste la scena metal italiana? Ed europea in generale?

Ivano: la scena metal italiana è tutt ’altro che fiacca, dalle band storiche che non smettono di calcare il palco con valore ai gruppi emergenti che cercano, purtroppo senza i dovuti riconoscimenti, di proporre le loro idee. Penso che la stessa opinione si possa allargare alla scena europea.

Avete in previsione un tour promozionale per il 2013?

Francesco Molinelli: l'attività dal vivo, che si era interrotta durante la produzione dell'album e del video, è appena ripresa. Per essere aggiornati sulle prossime date, vi invitiamo a seguire il nostro sito e la nostra pagina facebook

http://www.geminyproject.com

http://www.facebook.com/geminyofficial

E' stato un piacere avervi su MetalWave, vi ringrazio per averci concesso questa intervista e, se volete, vi lascio chiudere con un messaggio per i nostri lettori:

Ivano: grazie mille per l’intervista!! Rock on!!!!!

Francesco Molinelli : Grazie a voi e un saluto a tutti gli amici di MetalWave!

Alessio: Grazie ancora una volta a MetalWave per il supporto...e naturalmente a tutti i lettori che hanno dedicato qualche minuto del loro tempo ai Geminy leggendo questa intervista!

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Intervista di Elbereth Articolo letto 1932 volte.

 


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