Intervista: Zora

Nessuna Descrizione Il Sud della penisola troppo spesso è stato snobbato in passato e ad alzare la voce ci pensano uno dei gruppi più promettenti ed intelligenti del panorama estremo del movimento: nati da una costola dei Glacial Fear, band storica e seminale dell'intero panorama italico, escono nuovamente sul mercato gli Zora, con un prodotto capace di far sfigurare lavori di band più blasonate di Brutal Death...ne parliamo con TatO

 

Ciao Tat0, per prima cosa direi di presentare te e la band ai nostri lettori…

Ciao!!! Grazie per lo spazio che ci stai offrendo, è davvero un piacere! Il progetto Zora è nato circa quattro anni fa quasi per caso quando nelle serate in cui non avevamo impegni con il gruppo dal quale proveniamo, i Glacial Fear, ci ritrovavamo in sala prove a suonare tra amici … In questo progetto Zora ci siamo io ( Tat0 ) al basso, P.Pascale alla voce e chitarra ed A.Di Meco alla batteria tutti e tre uniti dalla passione verso la musica e le sonorità estreme in particolare… a pochi mesi dalla nascita del gruppo spinti dalla curiosità di riascoltare quello che stavamo combinando abbiamo deciso di incidere il primo demo “Dismembered Human Race”, come la prassi vuole abbiamo iniziato a mandarlo un po’ in giro, questo non tanto per aver giudizi o opinioni quanto e soprattutto con l’intenzione di far ascoltare il messaggio in esso contenuto … abbiamo così iniziato a fare concerti ovunque capitasse divertendoci moltissimo e dopo poco meno di un anno siamo rientrati in studio per registrare un mini cd “U.V.A” con il quale abbiamo avuto i primi seri contatti da zines e label, tra le quali l’americana Malicious Intent Records che ha subito ristampato e distribuito il mini cd U.V.A. Adesso siamo pronti con un nuovo cd, il primo full-lenght, dal titolo Gore, formato da dieci nuovi brani e che sarà prodotto dall’americana CosmoMediaProductions

Il disco è da poco uscito: siete pienamente soddisfatti del risultato? E cosa avreste cambiato “a posteriori”?

Sicuramente siamo molto soddisfatti del risultato soprattutto dal punto di vista audio, e questo grazie a Gianluca Molè ed al Sound Farm Studio di Catanzaro, lo studio dove abbiamo realizzato ogni nostro lavoro; è troppo presto per dire cosa cambieremmo di questo cd, il disco è uscito davvero da pochissimo, anzi per dire la verità ufficialmente ancora non è uscito in quanto stiamo sistemando alcune cose con la label e di conseguenza uscirà tra un paio di mesi…

Quali sono le aspettative di vendita e di odiens in merito al lavoro succitato?

Da parte nostra non ci sono aspettative di vendita, nel senso che lo scopo non è quello di vendere il più cd possibili, sicuramente ci teniamo a non deludere chi ci ha ascoltati ed apprezzati nei precedenti due cd e l’intento in fondo è proprio quello di mantenere sempre lo stesso sound e la stessa sensazione e voglia di sfogo che ci ha spinti fino ad ora a comporre la musica degli Zora

Come si svolge il songwriting del gruppo e chi sono i maggiori autori?

Ogni cosa negli Zora viene fatta da tutti e tre, in un modo o nell’altro ognuno di noi mette il proprio zampino in quel che facciamo, questo deriva dal fatto che abbiamo tutti e tre la stessa identica passione ed abbiamo in mente quel che vogliamo comunicare suonando ….

I vostri testi hanno una rilevanza non secondaria rispetto alla musica: di cosa parlano quelli presenti nel vostro ultimo lavoro?

Sono per lo più proiezioni interne, punti di vista e riflessioni, sicuramente molto soggettive, rappresentano una valvola di sfogo, un gridare senza peli sulla lingua contro tutto ciò che non ci sta bene e che vorremmo veder cambiare, è come se fosse un urlo liberatorio il cui intento è giudicare e condannare tutto ciò che non si sa o che non si vuol sapere. Ci serviamo della musica per proporre il nostro messaggio in quanto unica lingua universale e comprensibile da tutti perché si basa su sensazioni percettibili da chiunque ed ovunque… cerchiamo di non assumere colori politici anche se non è facile dal momento che ormai tutto deve essere in qualche modo etichettato da chi ascolta o da chi critica, cerchiamo quindi di affrontare queste tematiche nella maniera più soggettiva possibile, non amiamo gli stereotipi e quindi non ci sentiamo legati ad un genere o ad un filone in particolare, lo scopo della nostra musica è quella di provare una sensazione di liberazione.
In questo nuovo cd c’è una sorta di filo conduttore che in qualche modo tiene uniti i pezzi l'uno all'altro, e come se in tutto il cd parlasse sempre la stessa persona che esterna tutto ciò che sente e che prova, riflessioni interiori e modi di vedere una realtà sempre più tristemente falsata da chi si arroga il diritto di presentarcela tramite televisioni, radio e giornali distorcendola a proprio piacimento....emerge dai testi un desiderio di vendetta e di ribellione nei confronti dell'ipocrisia e della falsità della razza umana e nello stesso tempo un forte sentimento di speranza affinchè l'uomo possa imparare a rispettare se stesso prendendo esempio dagli animali, esseri non dotati di intelletto ma anche capaci, a differenza dell'uomo, di non uccidere simili appartenenti alla stessa specie...

Quali sono i brani che maggiormente vi soddisfanno e quali che vi piace suonare dal vivo?

Noi in sala prove suoniamo sempre tutti i pezzi di tutti e tre i cd che abbiamo prodotto, a volte anche alcune cose che ancora non abbiamo mai inciso e molte volte risuoniamo gli stessi pezzi anche più di una volta durante la stessa prova, questo perché prendiamo il tutto come un modo per stare insieme e divertirci senza dover necessariamente puntare a diventare qualcuno, pertanto ci diverte suonare ogni pezzo indistintamente, ma è ovvio che dal vivo non possiamo farli tutti per questioni di tempo, quindi cambiamo sempre la scaletta dei concerti a distanza di poco tempo così da non tralasciare mai nessun brano.

Vista la militanza di te e Peppe Pascale nei Glacial Fear mi diresti qual è la priorità tra i due gruppi e come riuscite a conciliarli?

Guarda, personalmente ho sempre adorato il brutal ed il death metal, però mi rendo conto che se non avessi avuto l’opportunità di entrare a far parte dei Glacial Fear tante cose forse non avrei avuto la possibilità di conoscerle e di apprezzarle in quanto questo è un gruppo che mi ha aperto davvero gli occhi. Zora e Glacial Fear sono due entità differenti che vivono nella stessa zona e che gridano violentemente lo stesso messaggio ma con sfumature a sfaccettature diverse, non c’è nessuna priorità e non c’è nessun problema nel conciliare i due gruppi, l’impegno da parte di tutti noi è rivolto nella stessa identica misura a tutti e due i gruppi, questo perché fondamentalmente siamo tutti membri di un'unica famiglia che si muove per divertirsi e per creare qualcosa…

Nel Sud della nostra penisola quanto è seguita la musica estrema? E quali possibilità concrete hanno gli Zora, o qualsiasi altro gruppo del genere, di suonare pubblicamente?

Io credo che per qualsiasi gruppo metal, nord e sud indistintamente, le difficoltà non sono poche, questo deriva dal fatto che la tradizione musicale della nostra Italia è troppo legata alla scuola melodica commerciale e gli addetti ai lavori pensano a promuovere ed a mandare avanti solo manifestazioni come il festival di S.Remo, tutto ciò che si discosta da questa tradizione è destinato ad avere un così scarso credito che ne consegue una cattiva informazione, tutta la musica che va dal rock in su in Italia non ha vita facile, ma l'importante per tutti noi è non arrendersi e continuare sempre fieri della nostra scelta musicale!

Cosa pensate che internet possa dare e cosa togliere alla musica di nicchia, e nel caso specifico, agli Zora?

Ma internet è la più grande ed importante porta sul mondo che un gruppo possa avere, specialmente un gruppo che vive in zone come la nostra dove è impossibile farsi ascoltare … è grazie ad internet che noi riusciamo a fare sentire il nostro messaggio, se non ci fosse questo mezzo saremmo costretti a restarcene chiusi in sala prove, sicuramente prima dell’avvento dei computer e di internet esistevano altri mezzi per comunicare e farsi ascoltare, come i pacchetti via posta ecc, ma non è paragonabile alla facilità con cui adesso ci si riesce a fare ascoltare ovunque in qualsiasi momento e praticamente a costi zero.

Ma le vostre sonorità sono nate da quali influenze? Vogliamo sapere i dischi che hanno segnato indelebilmente la vostra esistenza.

Sono molti i gruppi che ci hanno cresciuto e quelli che abbiamo conosciuto anche utlimamente, ci piace moltissimo la nuova tendenza brutal che sta prendendo piega in gruppi come Prostitute Disfigurement, Dyng Fetus, Disgorge, Mortician e via dicendo, così come siamo grandi ammiratori di colonne come Cannibal Corpse, Nile, Criptopsy ecc, però ci capita molte volte di riascoltare con grande piacere gruppi come Obituary ( Cause of death ), Megadeth ( Rust in Peace ), Pantera ed ovviamente i Sepultura di Arise!!! Non ci sentiamo influenzati da qualche gruppo in particolare, senza dubbio il filone al quale ci si può accostare è quello della scuola Death americana, e ci è capitato di esser paragonati a gruppi che molte volte conosciamo solo di nome, ciò credo dimostri che l'animo e l'istinto che spinge tutti i gruppi a scrivere la propria musica non debba riflettersi necessariamente in precedenti ascolti, ma semplicemente nel fatto che siamo tutti accomunati da medesime sensazioni che vanno oltre i confini di una città o di una nazione...

Come di consueto lasciamo carta bianca per un discorso o un monito o un appello o un avvertimento o quant’altro diretto ai lettori di MetalWave...

Invitando tutti a partecipare di più ai molti concerti che da qualche anno a questa parte si stanno organizzando nella penisola, parlo sia dei festival che dei concerti che si tengono nei locali, bisogna alimentare e sostenere la passione che tutti noi proviamo evitando di far troppe distinzioni tra generi o gusti e partecipando attivamente per far crescere sempre di più in Italia una cultura che per troppo tempo è rimasta ghettizzata a causa dell'ignoranza e della cattiva informazione, dobbiamo essere noi a darci da fare, non bisogna aspettare che qualcun altro lo faccia al posto nostro, solo così potremo tutti continuare indisturbati a gridare sempre più forte !!!

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Intervista di Ernando Articolo letto 1266 volte.

 


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