White Thunder «Maximum - A Journey of a Billion Years» (2021)

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Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
13.08.2021

 

Visualizzazioni:
428

 

Band:
White Thunder
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Titolo:
Maximum - A Journey of a Billion Years

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Mattia Fagiolo :: Voce;

- Alessandro De Falco :: Chitarra;

- Jacopo Fagiolo :: Chitarra;
- Simone Ndiaye :: Basso;
- Davide Fabrizio :: Batteria;

 

Genere:
Progressive Metal

 

Durata:
52' 7"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
25.06.2021

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Infinity Heavy
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Recensione

Dopo l’uscita di un Ep nel 2019, debuttano oggi i romani White Tunder con dieci nuovissimi brani pressati in questo “Maximum: The Journey Of A Billion Years”, un disco che abbraccia metal e progressive ed in grado di forgiare contenuti decisi ed attraenti. La band caratterizza la propria forza realizzando un sound che, oltre a risultare ben suonato, è anche estremamente curato tra potenza, creatività, ed un indiscusso estro che inevitabilmente fa tutto il resto. Ottima la linea melodica a cominciare dal clean che assume, senza alcun problema, le più diverse sfaccettature per catturare l’ascoltatore nella propria incredibile espressività; parallelo discorso va altresì fatto per le chitarre che nella loro uniformità offrono un incredibile spettacolo tra riff e lead solo dalle virtuose fattezze; divertenti i numerosi cambianti ritmici che spaziano tra momenti più moderati ad accelerate compatte, forti di altrettanti progressioni tutte da assaporate brano dopo brano. Quanto al song writing le tematiche narrano della volontà di un soggetto di crearsi una propria realtà lontana da pregiudizi e da opinioni altrui il cui picco viene raggiunto nell’ascolto degli ultimi tre brani in cui il protagonista tenta di cercare le risposte ai propri quesiti in un contesto diverso dall’attuale mondo incapace di fornirgliele. Tra in brani, di lunghezza medio lunga, meritano cenno l’opener “Timeless Despite” dove il combo offre sin da subito un quadro completo del proprio mudus operandi sia nell’ambito di ritmiche che di tutto il resto a cominciare dalla nitidezza del sound; molto compatta è invece la successiva “Orbit” dove una ritmica molto coesa decreta il buon potenziale della band con i toni questa volta appena più aspri e oscuri del clean; molto particolare è poi “Mainmast”, aperta da un riff molto melodico da cui si viene a sviluppare successivamente un’interessante ritmica con passaggi molto melodici tra acustica e clean cristallino; cattivissima è invece “Everlasting Sight”, un brano dalle fattezze death metal molto cattivo e potente nei contenuti; “Wait For The Sun” si presenta come una ballad in cui la band mai risparmia i propri assetti più prog; dopo gli ottimi contenuti di “Maximum”, merita cenni la conclusiva “Away For The Sun” un brano molto prog quasi alla Dream Theater, almeno in apertura, con un incredibile tocco di personalità tra compattezza e miracolosi cambiamenti ritmici. Un debutto con i fiocchi che pone questa band, ad avviso di chi scrive, tra le migliori realtà del panorama underground nazionale. Un ottimo disco da avere, se vorrete naturalmente.

Track by Track
  1. Timeless Despite 75
  2. Orbit 80
  3. Trial 80
  4. Mainmast (Craving Silence) 85
  5. Everlasting Sight 85
  6. Dream Like Surface 80
  7. Wait For The Sun 75
  8. Maximum 85
  9. Kuma S.V.
  10. Away For The Sun (HTCBH) 85
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 85
Giudizio Finale
81

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 13.08.2021. Articolo letto 428 volte.

 

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