Torchia «The Coven» (2020)

Torchia «The Coven» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
06.04.2020

 

Visualizzazioni:
139

 

Band:
Torchia
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Titolo:
The Coven

 

Nazione:
Finlandia

 

Formazione:
- Edward Torchia :: Lead and backing vocals;
- Ville Riitamaa :: Rhythm, Lead Guitars, Backing Vocals;
- Henri Heikkinen :: Rhythm Guitars;
- Pirkka Birkstedt :: Bass;
- Ville Virtanen :: Drums;

 

Genere:
Melodic Death Metal

 

Durata:
39' 48"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
27.03.2020

 

Etichetta:
Rockshots Music
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Pur ispirandosi ad un insieme di correnti tutte appartenenti al death metal, i finlandesi Torchia rilasciano questo nuovo disco intitolato “The Coven” attraverso cui la band offre una indiscussa abilità compositiva in fatto di saper suonare tra compattezza, rapidità, schiettezza e tutto quanto può rendere più che appagante un disco come questo. Numerose le melodie che avvolgono il lavoro nel suo insieme offrendo, nel richiamare appunto le correnti di cui sopra, anche i generi quali sinfonico, melodico, tecnico, insomma un po’ di tutto che prende ispirazione da band militanti nei più caratteristici generi. Apprezzabile il songwriting del disco buoni i lead solo e tanta, parecchia determinazione. Ciò che va in ogni caso evidenziato è che molto spesso durante l’ascolto di questo disco di death metal melodico, emerge come dato poco positivo il fatto di concedere sin troppa prevalenza dell’aspetto più tecnico che finisce per prendere sin troppa prevalenza su tutto il resto. Buona l’interpretazione del growl sempre pronto e diretto ma spesso sin troppo inebriato dalla forma più estrema del lavoro. Se con il trittico iniziale si assiste ad una sorta d i death metal plurimo, se così vogliamo definirlo, con “Lord of Dreams (Cult March)” un brano moderno in cui i groove pero non paiono proprio appartenere al combo tenuto per l’appunto conto alla provenienza della band soprattutto del death melodico. Molto ben fatti invece “Memoirs” per la sua compattezza ma soprattutto l’ottima “Astral Planet” brano migliore del disco una vera ascia di guerra tra ritmiche e melodie. “The Coven” piace ma il rischio di mettere in circolo troppi sottogeneri può creare confusione che in un mercato sin troppo blasonato, può trovare bassi apprezzamenti.

Track by Track
  1. Sky 65
  2. Gallons 65
  3. Moon Rise! 65
  4. Lord of Dreams (Cult March 55
  5. Plague Paesant 70
  6. Jäämaa 65
  7. Memoirs 70
  8. Astral Planes 75
  9. Forever Blood 65
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 60
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
67

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 06.04.2020. Articolo letto 139 volte.

 

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