Tales of Ratatosk «Rise & Decay» (2019)

Tales Of Ratatosk «Rise & Decay» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
30.11.2019

 

Visualizzazioni:
94

 

Band:
Tales of Ratatosk
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Titolo:
Rise & Decay

 

Nazione:
Germania

 

Formazione:
Philipp Arlt :: Guitars, Vocals
Tim de Vries :: Bagpipes, Vocals
Peter Lamers :: Bass, Vocals
David Kuttritz :: Drums
Sebastian Perez :: Guitars, Vocals
Maria Sergiou :: Violin, Vocals
Florian Baum :: Vocals

 

Genere:
Pagan Folk Metal

 

Durata:
40' 16"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
06.04.2019

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Primo disco autoprodotto per i Tales of Ratatosk, band da Oberhausen, Germania, e che ci propone in questi 40 minuti un buon esempio di metal incrociato col folk (predominante) e col Pagan, per un risultato fortunatamente credibile e lontano dagli stereotipi di questo genere.
Il disco dei ToR infatti non è un disco perfetto, poiché parte non molto originale, con una “Tell your tale” chiaramente ispirata a certi Korpiklaani e con altri brani d’apertura ispirati ai Finntroll, ma soprattutto con l’errore degli strumenti folk che suonano spesso note alte anche durante il cantato, col risultato un po’ caotico, ma ci si riesce comunque a passare sopra per la completezza dei brani, che lasciano sfogare la chitarra solista nell’opener “Fire and ice”, che suonano ballabili ma comunque sostenuti in “The traveller’s song”, e che poi dalla seconda metà del disco in poi prevede un cambio di sound più improntato verso il pagan, visibile nella riuscita “Filmbulwinter” e specialmente nella migliore di tutte “Andro”, che anche per una migliore orchestrazione, nonché per un tiro più deciso, riesce a farsi notare positivamente, così come riesce a farsi notare una “Battle of the doomed gods”, più diretta e breve.
Insomma: “Rise and decay” non è ancora il frutto di una band al top, ma è il frutto di una band che promette bene, che sa lavorare questo genere musicale che sembra vivere di continue fasi variabili d’interesse, rifugge gli stereotipi del genere e cesella il proprio album di diverse partiture che lo rendono più stratificato e variegato, ma pur sempre facile da ascoltare e divertente. Se il folk metal è ancora il vostro genere (poiché in questo periodo in Italia il pubblico di questo genere pare decimato), date una chance a questi ragazzi, che però devono ancora affinare alcuni piccoli elementi della loro vena compositiva.

Track by Track
  1. Intro S.V.
  2. Fire n ice 70
  3. Tell your tale 75
  4. The traveller's song 70
  5. We have no fear 60
  6. Fimbulwinter 75
  7. Jormundar 70
  8. Battle of the doomed gods 75
  9. Andro 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
70

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 30.11.2019. Articolo letto 94 volte.

 

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