Amthrya «Incision of Gem» (2018)

Amthrya «Incision Of Gem» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
12.02.2019

 

Visualizzazioni:
412

 

Band:
Amthrya
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Titolo:
Incision of Gem

 

Nazione:
Italia / Svizzera

 

Formazione:
Kasumi Onryo :: vocals
Barry :: composer, vocals, guitar
Vins :: Bass Guitar
Ale MsT :: Drums

 

Genere:
Avantgarde Death Black Metal

 

Durata:
1h 1' 34"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2018

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Solo discreto questo secondo album autoprodotto per gli Amthrya, una band Italo/Svizzera (anche se alcuni siti dicono che ha membri da Novara e Firenze e non si capisce chi viene da dove) capitanata da Kasumi Onryo, meglio nota ai blacksters italiani come Abigail Dianaria, proprio quella che stava negli Opera IX, e che in questa sede ci propongono un lungo full length fatto da 66 minuti e mezzo di musica comprendente intro e due versioni alternative dei brani presenti. Il genere proposto? Un mix tra death e black metal, col primo predominante di poco.
Perché solo discreto? Perché gli Amthrya si sente che suonano con entusiasmo, con un sacco di idee e di riffs nei brani, e anche con una apprezzabile attenzione ai dettagli (il disco suona molto bene), ma queste preziose carte sono sfruttate abbastanza male. Questa varietà di idee e riffs è infatti riversata in musica, ma spesso in maniera caotica e con un fitto alternarsi di momenti ben riusciti ad altri che invece sono ridondanti e nettamente meno a fuoco (Un fulgido esempio è l’opener “Aeternal Condition”), e a volte la band sembra picchiare addirittura alla cieca, con parti a volte un po’ strane e troppo lente come in “Incision”, ed altre sinceramente non molto comprensibili come le poco speciali “Anesthesia Survival” e “Drowning in the grudge”, dove la prima di queste comincia bene provando la carta degli arpeggi disarmonici per poi andarsi a perdere, mentre la seconda possiede dei riffs sinceramente attaccati con la colla, a volte. E se tutto questo non bastasse, aggiungeteci degli episodi molto più riusciti come la potente “Human Confrontation”, che però cambia ancora le coordinate sonore, spostandosi su un Death/Black old school e con un bel tiro da live, che spacca, ma che suona a sua volta diverso dai brani precedenti, e dove francamente la band suona parecchio più naturale e compatta! Confusi? Sì un po’ anche io, a fine album.
“Incision of gem” non è un disco da disprezzare, ma è uno di quei casi dove l’entusiasmo e la vivacità sono talmente esagerati che finiscono più che altro per ritorcersi contro la band stessa che va a strafare in molti dei brani qui presenti, e dove a parte un certo riassunto di ottime idee e spunti musicali affiancate ad altre meno riuscite, risulta evidente alla fine che la band cerca di trovare ancora la propria personalità senza riuscirci più di tanto, e finendo per picchiare un po’ a caso. In conclusione: poteva essere una bella bomba, ma “Incision of gem” degli Amthrya rappresenta una band ancora dalla personalità musicale in divenire, con ottimi spunti, idee e entusiasmo, ma con una messa a terra non certo all’altezza e moltissimo del potenziale sprecato, per un risultato nella media.

Track by Track
  1. Mist of perdition - Intro S.V.
  2. Aeternal condtion 65
  3. Incision 65
  4. Anesthesia Survival 50
  5. Human confrontation 70
  6. Ebony gem 60
  7. Reflections 65
  8. Letters to my dears - Thoughts of a lost man 60
  9. P.E.A.C.E. 60
  10. Drowning in the grudge 55
  11. At the world's end 65
  12. At the world's end (Single version) 65
  13. Incision of gem 60
  14. Incision of gem (Single version) 60
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 60
  • Originalità: 55
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
61

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 12.02.2019. Articolo letto 412 volte.

 

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