A Total Wall «Delivery» (2017)

A Total Wall «Delivery» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
14.06.2017

 

Visualizzazioni:
522

 

Band:
A Total Wall
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Titolo:
Delivery

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Gabriele Giacosa :: Vocals;
- Umberto Chiroli :: Guitars;
- Davide Bertolini :: Drums;
- Riccardo Maffioli :: basso;

 

Genere:
Djent

 

Durata:
42' 49"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
25.05.2017

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Blob Agency
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Recensione

Nati a cavallo tra il 2009 e il 2010 dopo l’incontro al NAMM californiano, l’iniziale due milanese degli A Total Wall a cui poi si sono aggiunti i restanti strumentisti, rilasciano con una certa rapidità tre iniziali Ep per poi concentrarsi sull’uscita di questo primo full lenght intitolato “Delivery” incentrato su un djent metal che molto ha in comune con gli svedesi Meshuggah; la differenza basilare, al di là dell’utilizzo delle chitarre anche a nove corde ultra ribassate, è l’inserimento dei numerosi contesti melodici ambient che diversificano i contenuti dei brani. Ottimo il growl che si alterna con seconda dell’ intensità ritmica con un basso clean, dai contenuti quasi inquietanti. Quindi sonorità molto pesanti e ritmiche indomabili che vanno a racchiudere in sé inimmaginabili muraglie sonore dai contenuti più diversificati. “Reproaching Methodologies” si affaccia molto agli svedesi sopraccitati più anni ’90 rilasciando comunque, anche al pari della successiva “Evolve”, più orientata sui moderni Meshuggah, l’inserimento di strepitosi passaggi strumentali anche sperimentali; “Sudden” è forse l’esempio migliore dell’ipnotismo su cui si incentra la band dando comunque prova che la loro musica non è in definitiva composta da soli distorti; “Maintenance” si consolida con la sua andatura lenta, quasi un doom iniziale , ma indubbiamente dal forte impatto sonoro rivestita da un’alternanza clean growl tutta da ascoltare; con “Lossy” ci si confronta nuovamente con la surrichiamata band offrendo non troppo personalità al brano, mentre con “The Right Question” si ha un’alternanza tra incredibili sezioni acustiche e vero djent; le conclusive “Delivery” e “Pure Band”, ci offrono un risultato fantasioso ma non troppo personale in alcuni passaggi. Il disco è complessivamente ben fatto, ottima la parte cantata, il sound e le ritmiche ma la personalità che lo caratterizza pare un po’ limitata.

Track by Track
  1. Reproaching Methodologies 65
  2. Evolve 60
  3. Sudden 70
  4. Maintenance 70
  5. Lossy 65
  6. The Right Question 70
  7. Delivery 60
  8. Pure Band 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 60
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
66

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 14.06.2017. Articolo letto 522 volte.

 

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