Kanseil «Doin Earde» (2015)

Kanseil «Doin Earde» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
05.06.2015

 

Visualizzazioni:
1847

 

Band:
Kanseil
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Titolo:
Doin Earde

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Andrea Facchin :: Lead Vocals
Federico Grillo :: Guitars
Davide Mazzucco :: Guitars, Bouzouki
Dimitri De Poli :: Bass
Luca Rover :: Drums
Luca Zanchettin :: Bagpipes, Kantele
Stefano (Herian) Da Re :: Whistles,Rauschpfeife

 

Genere:
Folk Metal

 

Durata:
1h 0' 19"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
20.05.2015

 

Etichetta:
Nemeton Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Stando ad alcuni miei contatti, i Trevigiani Kanseil sarebbero la rivelazione del momento in ambito Folk Metal Italiano con questo “Doin Earde”, full length di debutto della durata di più di un’ora, edito dalla Nemeton Records, label stabilizzata proprio in questo campo musicale.
Se ad un primo ascolto i Kanseil potrebbero sembrare non eccessivamente originali, va anche detto che le canzoni contenute in questo album funzionano nella loro interezza, non in qualche momento particolare, e soprattutto non puntano sulla violenza, quanto su un folk più atmosferico che aggressivo e che viene accompagnato più dal metal moderno che da quello classico, per un risultato che quindi colpisce e lascia il segno sulla lunga distanza, come nella bella title track, epica, o nella compatta e festaiola ma non troppo “Panevin”, e mi hanno stupito in positivo anche la buona seconda parte di “Tzimbar Bint” (peccato per la parte lenta iniziale un po’ poco incisiva), e la ombrosa “Bosc da Reme”, gradevole. Per l’appunto, la parola “gradevole” è quella che meglio si confà a quest’album, che non è troppo sopra le righe, che non è troppo originale a livello di chitarre e a volte la batteria ha il brutto vizio di dilungarsi sui tempi medi invece che donare un po’ più di compattezza, ma che ha dalla sua il fatto di essere tranquillo da ascoltare, eterogeneo, atmosferico in stile vagamente folk mitteleuropeo e fondamentalmente ben fatto. Con solo due punti deboli secondo me. Il primo, la voce urlata. Avendo già detto che i Kanseil non puntano sull’aggressività ma sull’atmosfera, non sono sicuro che continuare a usare in futuro la voce urlata sia una scelta consona e anzi trovo che la voce pulita riesce a svolgere meglio il lavoro, mentre il secondo riguarda le tematiche, che per quanto più o meno condivisibili, a volte le trovo superficiali e trattate alla leggera, quasi in maniera populista. Mi riferisco particolarmente alle tracce “Bosch da Reme”, una denuncia del fatto che la guerra la fa chiunque tranne chi l’ha voluta (discorso condivisibile ma trito e affrontabile anche in qualsiasi talk show), e soprattutto “Vajont”, dove (cito la descrizione dei testi) si giudica l’avidità di chi, senza scrupoli per le vite umane, ha fatto un progetto improponibile. Da geologo, rispondo che questo punto di vista è superficiale e sbagliato: non furono l’avidità o l’improponibilità del progetto a distruggere 2000 persone, bensì una mancanza di presavisione degli effetti dopo la costruzione della diga (che è ancora lì) e anche la mancanza del procurato allarme, su cui però il discorso va davvero ad esulare da ciò che volevo dire, cioè esortare i Kanseil a scrivere tematiche che più in linea coi testi delle altre canzoni che questa, in fin dei conti se volessimo parlare di attualità ci sono tutti i programmi tv che vogliamo.
A parte questo, il cd dei Kanseil è effettivamente un album davvero buono, gradevole e che si lascia ascoltare facilmente, cose che contano molto se fai folk metal. Vediamo con il secondo album cosa sono capaci di fare. Consigliato.

Track by Track
  1. Lo spirito della notte - Intro S.V.
  2. Ciada delàmis 75
  3. Doin Earde 80
  4. Panevin 80
  5. Ais un Snea - Intermezzo S.V.
  6. Mazarol 75
  7. Bus de la lum 70
  8. Bosch da Reme 75
  9. Tzimbar Bint 75
  10. La sera 70
  11. Vajont 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
73

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 05.06.2015. Articolo letto 1847 volte.

 

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