Spoilshroud «A Portal to Cosmic Decay» (2012)

Spoilshroud ŤA Portal To Cosmic Decayť | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
07.05.2015

 

Visualizzazioni:
986

 

Band:
Spoilshroud
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Titolo:
A Portal to Cosmic Decay

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Giuseppe Virgillito :: Vocals, All Rhythm Guitars, Solo Guitar & Guitar Sint;
- Oliver Parisi :: Bass & Fretless Bass;
- Gerassimos Evangelou :: Piano, Synth & Fx;
- Graziano Ruggieri :: Solo Guitas, Guitar Synth;
- Patrizio D'Arrigo :: Drum &Percussion;

 

Genere:
Death Prog Metal

 

Durata:
49' 12"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2012

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Questo album d’esordio dei catanesi Spoilshroud vede solo da poco la propria uscita, prevista inizialmente per il 2013/14, ritardata solamente a causa di alcune problematiche precedentemente avute con l’etichetta madre che ha alla fine costretto il quintetto ad autoprodursi questo lavoro dal titolo “A Portal To Cosmic Decay”. La band merita sottolineare, che è in auge sin dal 2003 ed è nata dalle ceneri dei Pulverized. Per oltre un decennio hanno egregiamente fatto moltissima esperienza live facendo da supporto a molte band tra cui Enthroned, Dark Funeral e Deflesh sino al 2005 anno in cui si ritrovano sui palchi addirittura di supporto ai Mayhem. Il genere proposto, come qualificato dalla band, si inquadra in un Technical Blackened Death Metal in considerazione delle influenze assimilate che spaziano dal Brutal Death Metal al Rock Progressive anni ’70 passando anche attraverso la musica elettronica; quanto al lavoro, diviso in cinque capitoli per un totale di quindici brani, è un concept album ricompreso in una storia Horror/sci-fi che unisce la scienza alla religione mediante un viaggio cosmico dalla terra in declino sino ad un orbitale spaziale situata sul secondo anello di Saturno divenuto asilo per i terrestri sopravvissuti. I brani, di durata variabile, si alternano tra loro con rapidità e con una certa sincronia con un cantato sempre all’altezza della situazione. Si parte con i due brani del primo capitolo “Great Dormant’s Slumber” e “Awaken Thy Father” dove sin da subito si percepisce l’alternanza da momenti più soft per il primo a momenti Brutal estremizzati per il secondo brano, dove in ogni caso, è ben percepibile la cura nell’esecuzione sia sonora che vocale; il secondo capitolo comprende “Galaxia”, “The Hyperblasting Armageddon” e “Extinction of Human Race” dove anche qui l’intro Galaxia fa da apripista al successivo brano eseguito con alternanza tra riff poderosi e grevi colpi di blast con l’aggiunta di elementi ben inseriti in Synth che offrono in definitiva un effetto piacevole prima di restare nuovamente avvolti dal vortice furioso generato dal successivo brano sempre costruito in modalità brutal. Il terzo capitolo comprendente ben quattro tracce, apre con il classico intro in chiave cosmo spaziale con un cantato quasi gospel che propone un successivo brano un po’ troppo simile a qualcuno dei precedenti che questa volta si differenzia per l’aggiunta di lead guitar vorticosi che finiscono per ammorbidirsi con i successivi elementi progressive introdotti. Altro quartetto di brani raccolti nel quarto capitolo che questa volta apre con un intro in pianoforte triste e malinconico, poi seguito da altro violento tracciato sempre insito di progressive generato con l’aggiunta dei synth che viaggiano in alternanza costantemente tra blast tirati all’unisono. Con il quinto capitolo che contiene gli ultimi due brani dalle caratteristiche sin ora descritte, il lavoro si chiude lasciando all’ascoltatore, da un lato, un senso di positività per quanto concerne l’impegno manifestato e, dall’altro, una sorta di perplessità dovuta ad alcuni aspetti derivanti dalla forse non troppo perfetta riuscita della registrazione e dalla forse troppo ripetitiva esecuzione di alcune parti dei brani.

Track by Track
  1. Great Dormant's Slumber 60
  2. Awaken Thy Father 55
  3. Galaxia 60
  4. The Hyperblasting Armageddon 50
  5. Extinction of Human Race 55
  6. Path of Unannulment 50
  7. Orbital Saturn 60
  8. Dr. Huygens 50
  9. Children of Coil 55
  10. Mimas &Titan 65
  11. Cybernage 50
  12. Biomechapocalypse 55
  13. Lucifer Shine Upon Eden 55
  14. Spectral Cosmogony Regard Omicron 60
  15. See the Sunrise 65
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 55
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 55
  • Tecnica: 60
Giudizio Finale
58

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 07.05.2015. Articolo letto 986 volte.

 

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