Holy Dragons «Zerstörer» (2012)

Holy Dragons «Zerstörer» | MetalWave.it Recensioni Autore:
MrSteve »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
665

 

Band:
Holy Dragons
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Titolo:
Zerstörer

 

Nazione:
Kazakistan

 

Formazione:
Ian Breeg - Vocals
Jürgen Thuderson - Guitar, Backing Vocals
Chris “thorheim” Caine - Guitar
Ivan Manchenko - Bass Guitar
Anton Repalo - Drums

 

Genere:

 

Durata:
1h 8' 55"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2012

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

E' stato un lavoro interessante quello analizzato in questa recensione.
Davvero. Non tanto per il genere degli Holy Dragons, uno speed/heavy/power metal di stampo parecchio classico, ma soprattutto perchè, messomi alla ricerca di qualche notizia su un gruppo a me finora sconosciuto, mi sono trovato davanti una lista di almeno una dozzina di album.
Strano, direte voi, com'è possibile che un gruppo con tanta storia alle spalle sia completamente ignoto al pubblico, anche con i mezzi di diffusione moderni? Questa storia mi ha fatto capire l'importanza, per un gruppo nel mondo moderno, di fattori come promozione e contatto coi fan. Ma suppongo che dal lontano Kazakistan le cose siano un po' più faticose.
Eh, si: il gruppo è kazako, e la distanza geografica si sente un po' anche nelle loro influenze principali. Il fondamento dell'album è infatti un metal non esageratamente arcaico, ma di sicuro più vicino agli archetipi del genere che alle sue evoluzioni più moderne, interpretato come se nella scena musicale Judas Priest, Iron Maiden e amici fossero all'apice della loro carriera ai giorni nostri. Non mi sogno affatto di dire che sia un disco miracoloso: la composizione è a volte leggermente immatura, e alcune canzoni soffrono di cali di attenzione e di una lunghezza esagerata. Ma alcuni passaggi ben piazzati, ottimi assoli e proposte particolari, anche se sempre basate su uno stile più classico, lo rendono una piccola perla e una curiosità in un panorama tipicamente dominato da nomi tedesco/americani. Chitarre acustiche (forse la parte migliore dell'album, tra l'altro), inserti studiati e un interessante concept sulla guerra lo impreziosiscono anche per le orecchie di chi non fosse tra i particolari affezionati del genere, i quali dovrebbero ascoltare questo album anche solo per rispetto verso uno dei pochissimi gruppi provenienti da quel paese.
Ragioni geografiche a parte, è un album abbastanza valido. Non geniale, non innovativo e ancora bisognoso di trovare una vera stabilità (il che è una pecca per un gruppo con così tanto materiale alle spalle), ma comunque in grado di sorprendere con piccole perle. Bravi.

Track by Track
  1. Voices of Lie S.V.
  2. Doomsday Angels 75
  3. The Man Who Saved the World/Crush Of Chrome Dome 65
  4. Project A119 70
  5. M.A.D. Mutual Assured Destruction/AN602 Wind Of Hate 70
  6. Cuband Crisis/Insomnia 80
  7. F.R.A.G.I.L.E. 75
  8. NORAD Alert 75
  9. The Day After 75
  10. HL7442 65
  11. Able archer 83 DEFCON1/Zerstorer 65
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
71

 

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