Ataraxia «Pomegranate - The Chant of the Elementals» (2022)

Ataraxia «Pomegranate - The Chant Of The Elementals» | MetalWave.it Recensioni Autore:
reira »

 

Recensione Pubblicata il:
20.08.2022

 

Visualizzazioni:
825

 

Band:
Ataraxia
[MetalWave] Invia una email a Ataraxia [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Ataraxia [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di Ataraxia [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagine GooglePlus di Ataraxia

 

Titolo:
Pomegranate - The Chant of the Elementals

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Francesca Nicoli (voce, testi, batteria elettronica)
Vittorio Vandelli (chitarra, batteria elettronica)
Giovanni Pagliari (piano, tastiere, testi)
Riccardo Spaggiari (batteria)

 

Genere:
Ethereal / Classical / Gothic / Darkwave

 

Durata:
52' 0"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
21.09.2022

 

Etichetta:
The Circle Music
[MetalWave] Invia una email a The Circle Music [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di The Circle Music [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di The Circle Music

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Metaversus - Press & Promo
[MetalWave] Invia una email a Metaversus - Press & Promo [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di Metaversus - Press & Promo

 

Recensione

Per quei pochi che non conoscono gli Ataraxia, farò una breve ma dovuta premessa.
L’idea di Fabio Varroni (batterista), Corrado Righi (tastiere) e Vittorio Vandelli (chitarre)
porta alla luce questo particolare progetto verso metà anni ottanta.
Con il tempo si aggiungono Francesca Nicoli (voce) e Michele Urbano (basso). Ben presto, a causa di divergenze musicali, Fabio e Corrado lasciano il gruppo.
A partire dal 1990, attraverso il progetto denominato “Prophetia" gli Ataraxia includono alla musica dal vivo anche momenti mimati e recitati per rafforzare l’idea immaginaria di viaggio nella mente e nello spirito.
Successivamente, "Nosce te Ipsum", l’epilogo di "Prophetia”, "Arazzi"(tele metaforiche)e “Symphonia sine nomine", il quale darà l’importante occasione alla band di farsi conoscere in quasi tutta Europa, Usa, Messico e Australia.
Negli anni, altri dischi e interessanti esperienze hanno caratterizzato il percorso degli Ataraxia fino ad oggi (settembre 2022), momento in cui viene distribuita la loro nuova fatica concettuale.
Vediamo quindi cosa ci riserva Pomegranate - The Chant of the elementals.
Si inizia con Hlara aralh, brano etereo e sognante che ti trasporta in un mondo magico; Oruphal è un pò meno vivace, apprezzabile comunque il lavoro svolto dalle chitarre che creano una melodia particolarmente piacevole.
Ozoonhas e Nevenhir sono intense e magiche, sembrano una perfetta colonna sonora per un racconto celtico; Ode ad Afrodite è delicata e la voce si intreccia in maniera coerente e meravigliosa con il suono della chitarra creando un tutt’uno assai godibile.
In Ode a Dioniso si percepisce una lieve tensione, un sentore di oscurità che rende il tutto più accattivante; cambiamo mood con Aura Magi la quale si snoda in un contesto sensuale, la voce è leggera e suadente, un chiaro esempio di versatilità da parte degli Ataraxia.
Un breve scorcio in un ambiente boschivo con Hummingbirds, un sussurro omaggiato dal cinguettio degli uccellini, un momento bucolico forse, ricco di significati velati.
Si termina con la bonus track Amethyst, onirica e poetica al punto giusto e in pieno stile Ataraxia.
Pomegranate - The chant of the elementals è un disco che trasporta in un’altra dimensione, in un luogo speciale in cui vivere con un pizzico di fantasia non è un crimine o un rischio che pregiudica l’opinione verso una persona.
L’armonia che si crea tra voce e melodia è piacevole ed equilibrato, ti porta a momenti introspettivi come pochi dischi sanno fare.
Gli Ataraxia sono così: o li ami o non li sopporti quindi è inutile girarci troppo intorno.
A mio parere l’opera in sé porta chiaramente il marchio di chi la ha composta, nonostante tutto lo stile è quello, la personalità rimane quella seppur con la crescita che avviene naturalmente nel corso degli anni e della carriera.
Unica “pecca”, se così si può dire, la cover che ho trovato un pò raffazzonata e lo trovo un peccato ma è solo questione di gusti.
Comunque se siete fans della band in questione apprezzerete questo lavoro e assaporerete ogni sua sfumatura, in caso contrario, cambiate direzione.

Track by Track
  1. Hlara Aralh 80
  2. Oruphal 80
  3. Ozoonhas 80
  4. Nevenhir 80
  5. Ode ad Afrodite 80
  6. Ode a Dioniso 80
  7. Aura Magi 80
  8. Hummingbirds 85
  9. Amethyst 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 60
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 85
Giudizio Finale
78

 

Recensione di reira » pubblicata il 20.08.2022. Articolo letto 825 volte.

 

Articoli Correlati

News
Interviste
  • Spiacenti! Non sono disponibili Interviste correlate.
Live Reports
  • Spiacenti! Non sono disponibili Live Reports correlati.
Concerti
  • Spiacenti! Non sono disponibili concerti correlati.