Intervista: Derdian

Nessuna Descrizione Mi piace fare interviste. mi piace incontrare la gente, mi piace parlarle, mi piace l'idea di aggirarmi dietro le quinte di un mondo che mi affascina da moltissimo tempo. E soprattutto mi piace avere le loro opinioni. Un'intervista non serve solo a darmi l'opportunità di chiedere ai diretti interessati informazioni su un tour o sul perchè il cantante abbia deciso di tagliarsi i capelli, un'intervista è una finestra. Una finestra attraverso cui un gruppo puo' comunicare a gente che lo ascolta davvero come vanno le cose, qual'è l'atmosfera che si respira tra di loro, e tirare le somme sulla loro esperienza mentre discutono con noi della loro visione del mondo e della musica. E anche se non ci fosse nessuno a leggermi, io continuerei a star sveglio fino a tardi per preparare le domande, e a scavare tra interviste e discografie per essere sicuro di toccare l'argomento giusto; perchè fin troppo spesso mi capita di raccontare la storia di persone che da anni sacrificano molto per la passione che li spinge, e raramente, molto raramente, mi fanno riflettere su questi argomenti. E questa intervista coi Derdian, espressa principalmente tramite una conversazione con il loro chitarrista e fondatore enrico pistolese, mi ha fatto riflettere. E' sincera, diretta fino alla brutalità, e una volta conclusa mi ha dato l'impressione di conoscerli da una vita. E' un piccolo flash di cosa significhi essere un gruppo metal nel mondo moderno. Ma sto diventando fin troppo riflessivo. Vi lascio direttamente alle parole della band, con la speranza che prima o poi ricevano la consacrazione che meritano, e con l'invito ad ascoltare il loro ultimo album. Penso che ne valga assolutamente la pena.

 

Ciao ragazzi, e complimenti! Avete una certa storia alle spalle, ma siete arrivati a un'intervista con noi solo adesso! Vi piace farvi desiderare, eh?

Beh, dai, meglio tardi che mai!

Visto che siamo sull'argomento, quattro dischi, quattordici anni e parecchi cambi di formazione e direzione sono passati dal vostro debutto. Il gruppo è cresciuto, e ormai ci sono pochi dubbi che vi siate lanciati definitivamente nell'avventura epica che state portando in giro per il mondo. Come ci si sente a non essere più quei quattro ragazzotti di campagna con la chitarra in mano e tante belle speranze?

Mah... In realtà a dirtela tutta, quei quattro ragazzotti di campagna con la chitarra in mano lo siamo ancora sotto tutti i punti di vista. Nonostante ormai abbiamo acquisito una discreta fama internazionale nell'ambito della scena metal, le nostre speranze di riuscire a vivere da musicisti permangono intatte. Devi sapere infatti che nessuno di noi è una rockstar e tutti noi abbiamo un altro lavoro che ci consente di vivere ed arrivare a fine mese. Solo con la musica e soprattutto al giorno d'oggi sarebbe impossibile. Solo i grandi della storia musicale ci riescono, ma quelli erano altri tempi. Noi siamo ancora la band genuina di una volta che si incontra due volte alla settimana in sala prove e qualche volta a cena la sera per sparare due cazzate tra amici! E ti dirò...."Ci piace un sacco!".

Ricostruire gli sviluppi di una band che si è appena scoperta è sempre un problema, ma esclusi errori colossali da parte mia, con Limbo avete deciso di chiudere il capitolo New Era Saga ed esplorare nuove tematiche. Perchè non ci riassumete la trama e le idee principali di quello che è stato il maggiore capitolo della vostra storia?

New Era e' stata la saga che ci ha visti impegnati in questi lunghi anni nel descrivere le vicende della città da noi inventata, Derdian, da piccola rocca di montagna a oscura capitale di un impero del male in una terra fantasy popolata da creature di ogni sorta. Abbiamo affrontato in tre album le avventure del protagonista Golstar, combattuto tra il bene e il male e in ultimo sedotto dall'oscura influenza del malvagio demone Troghlor, affrontato in una lunga guerra epica con l'appoggio di potenti dei da ambo le parti. Nel terzo album abbiamo assistito al percorso mentale di Golstar che, sotto l'incantesimo del malvagio Troghlor asceso a dio, diventa il nuovo "cattivo" fino a riscoprire, alla fine della storia, la sua vera identità e il suo animo buono e giusto che causerà l'ira degli dei malvagi e lo sprofondamento di Derdian nelle viscere della terra.

Cos'è cambiato nel passaggio dal lavorare su un progetto epico di ampie dimensioni ad un disco come Limbo?

Musicalmente non è cambiato nulla. Anche in questo caso io e Garry abbiamo tirato fuori le idee e con tutti gli altri le abbiamo arrangiate in sala prove facendole diventare le canzoni che hai potuto ascoltare. A livello di testi è stato anche più semplice, perché si è trattato di parlare di argomenti attuali e della vita reale. Non abbiamo inventato nulla, abbiamo semplicemente fornito le nostre impressioni e frustrazioni causate dal vivere questa doppia vita tra musicisti ormai ben rodati e uomini comuni che non possono dedicarsi completamente al loro splendido hobby musicale.

Una delle scelte più curiose del vostro nuovo corso è l'autoproduzione... Mentre l'obiettivo principale dei gruppi è di solito passare dal fare tutto da soli a assicurarsi l'interesse di qualche grossa casa discografica, voi avete fatto il percorso opposto, scegliendo di lasciare la Magna Carta Records per portare avanti il progetto da soli. Cosa vi ha spinto?

Ci ha spinti la consapevolezza che ormai l'era delle case discografiche è finita. La casa discografica oggi non è più in grado di promuovere le band del proprio roster in quanto il suo obiettivo è diventato solo quello di guadagnare pochi spiccioli da tante band, anche se le band che poi andranno a produrre non saranno completamente meritevoli. Facendo in questo modo, le case discografiche hanno saturato il mercato e hanno reso difficile se non impossibile ad altre band valide di farsi un nome a livello internazionale. Tra l'altro oggi con l'avvento di internet le band sono assolutamente in grado di promuoversi da sole e in autonomia, perciò perché regalare soldi alle case discografiche se non sono più in grado di dare al loro lavoro quel valore aggiunto che avevano una volta?

E' proprio un periodo di cambi per il gruppo. L'ultimo di cui vi voglio chiedere riguarda la vostra nuova voce, Ivan Giannini. Il ragazzo ha dato una buona prova di se stesso nel disco, e sembra funzionare bene col sound del gruppo in questo momento. Come siete arrivati a scegliere lui?

Abbiamo cercato in internet qualche provino e ci siamo imbattuti nel suo, rimanendo totalmente colpiti dalla sua voce. Gli abbiamo chiesto se la cosa gli sarebbe interessata e lui ha detto di si. Per essere però sicuri della nostra scelta gli abbiamo chiesto di registrare per noi "The Prophecy" dal terzo album. Dopo aver sentito il modo in cui l'aveva riarrangiata, ci siamo definitivamente convinti.

La prima cosa che un ascoltatore nota nella vostra band è l'affinità con il primo periodo dei Rhapsody, come ho già avuto occasione di dire, ma è chiaro che basta grattare un po' la superficie e le influenze power si moltiplicano. Con in aggiunta le sperimentazioni viste nel vostro ultimo album, Limbo, che sarà rilasciato tra pochissimo, come definireste in questo momento il vostro suono a chi volesse avvicinarsi al gruppo?

Diciamo che rimaniamo fedeli alle nostre radici. Fare questo genere di musica ci è sempre piaciuto moltissimo, ma ciononostante siamo consci che una band si deve evolvere, non può rimanere ancorata agli standard senza sperimentare cose nuove, soprattutto nel metal, dove è molto facile cadere nel ripetuto. Io penso che noi questa evoluzione l'abbiamo fatta proprio con l'ultimo lavoro dove penso che la varietà non manchi di certo. Poi con l'avvento di Ivan si aprono nuovi orizzonti per noi... Molte idee nuove, molti modi di cantarle e interpretarle. Sicuramente il panorama di fronte ai nostri occhi si fa più ampio. Penso decisamente che siamo nella direzione giusta. Chi vuole avvicinarsi a noi basta che ci ascolti su internet da qualche parte... Siamo dappertutto, non sarà difficile trovarci! Non ho certamente la pretesa che la nostra musica possa piacere a tutti i metallari, ma ad una buona parte di loro sono convinto di si.

Cambiamo argomento, passiamo a un panorama più ampio. Da band con una certa esperienza nel settore, cosa pensate dell'atmosfera nella scena metal italiana?

La scena metal italiana è ricca di numerosi talenti. Basti vedere i DGM, i Vision Divine e Secret Sphere con cui abbiamo avuto l'onore di dividere il palco più volte e tanti altri. Non voglio fare un elenco, ma vorrei dire a riguardo che spesso le migliori band della scena italiana le trovi chiuse in cantina o in sala prove a cercare di creare qualcosa di nuovo e dare il loro contributo al panorama musicale del bel paese. Tutto ciò che sostengo è che se una band è meritevole di attenzione, dannazione, diamogliela. Ad ora in sto paese ti passa la voglia di far musica perché alla gente non glie ne frega più un cazzo di andare a vedere i concerti se non si chiamano Iron Maiden o Metallica... Mi viene da chiedere... Ma non vi siete rotti i coglioni di ascoltare le stesse canzoni da 30 anni?

E' degli ultimi giorni la notizia che, in seguito all'espansione del mercato del download legale e dei servizi di musica in streaming, l'industria musicale stia registrando il primo leggero rialzo da anni. Com'è il vostro rapporto col web?

Ottimo direi, noi grazie al web ci siamo fatti una bella fama all'estero. Già ai tempi di Myspace eravamo arrivati a chissiricorda più quanti friends e Magna Carta ci aveva contattato e offerto un contratto proprio per quella ragione. Ci trovate anche su Youtube, Itunes, Amazon, Spotify e tanti altri stores. Comunque questa notizia che ci hai dato non può che farci piacere. Del resto per la promozione di una band è internet che conta ormai.

Disco finito, cantante trovato, recensioni ricevute e tutte molto buone. Quali sono i vostri prossimi passi ora?

Beh, ci piacerebbe farci conoscere un po' di più in Giappone e ci stiamo decisamente lavorando. Vorremmo molto organizzare un tour, ma è prematuro parlarne, visto che siamo ancora alla ricerca di eventuali distributori in Giappone per "Limbo", e ovviamente bisogna prima vedere come vanno le vendite e il grado di diffusione che riusciamo ad avere con questo nostro ultimo lavoro. Purtroppo i nostri due scorsi album non erano stati molto promossi in Giappone ma fortunatamente il nostro primo album si, quindi non siamo dovuti ripartire totalmente da zero. La strada è ancora lunga comunque e ovviamente, come sempre, tutta in salita.

Beh... E' stata una chiacchierata decisamente interessante, ma purtroppo è venuto il momento di salutarci. Buona continuazione di carriera, e che tutti i vostri concerti possano essere sold out! A voi l'ultima parola per concludere l'intervista!

Ti ringrazio per lo stupendo augurio, vorrei concludere come al solito l'intervista augurandomi che il metallaro medio italiano possa finalmente aprire il proprio cuore e le orecchie alla musica originale e delle band emergenti che in molti casi hanno molto da dare alla scena di questa Italia musicale dominata dal pop e "da ciò che danno alla radio". E soprattutto: ragazzi, andate ai concerti! Una volta ho visto suonare i Masterplan (con Jorn Lande alla voce) all'Alcatraz di Milano davanti a 50 persone perché c'era una partita di calcio... No comment, anzi uno: registratevela! Ahaha! Ciao e grazie del supporto e dello spazio concessoci!

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Intervista di MrSteve Articolo letto 3074 volte.

 


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