Constraint «Tides Of Entropy» (2020)

Constraint «Tides Of Entropy» | MetalWave.it Recensioni Autore:
reira »

 

Recensione Pubblicata il:
01.05.2020

 

Visualizzazioni:
245

 

Band:
Constraint
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Titolo:
Tides Of Entropy

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Gabriele Masini- bass
Davide Borghi- violin
Alessandro Lodesani- drums
Enrico Bulgaro- keyboard
Beatrice Bini- vocals
Matteo Bonfanti- Guitar

 

Genere:
Symphonic Metal

 

Durata:
41' 20"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
23.03.2020

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Hard Life Promotion
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Recensione


I Constraint si formano nel 2011 come una symphonic metal cover band. La loro prima pubblicazione è relativa alla demo "Illusion of a Dream" (2012), seguita dal primo lavoro completo  "Enlightened by Darkness" nel 2016.
Dopo una lunga serie di esperienze live in compagnia di altri gruppi della scena metal sinfonica e non solo (Cadaveria, Sleeping Romance, Revenience, Arcana Opera, Kalidia e molti altri), la line up si modifica e, nel 2018, esce con un nuovo singolo. Successivamente pubblicano il secondo,"Golden Threads" , e una cover dei Leprous (Slave).
Grazie al successo ottenuto con una campagna “autoprodotta”, la band riesce a produrre e a pubblicare il secondo disco che è uscito da circa un mese e si rivela ricco di sorprese.
Remanent è un’intro abbastanza oscura che ci permette di inoltrarci nelle sonorità di Einmal ist Keinmal, un metal sinfonico con tracce di dark.
Golden thread è un brano ben sviluppa che alterna momenti di calma a un ritornello che offre una bella apertura e mette in evidenza la collaborazione di archi, insomma, un lavoro interessante e godibile.
Eerie Euphoria è energica e potente, un metal sinfonico di tutto rispetto che garantisce una buona dose di adrenalina; The big (B)end è il brano più bello e intrigante ascoltato sino ad ora: operistico, complesso e ancestrale, una chicca che rappresenta appieno lo stile della band.
Omniscient Oblivion si avvicina a quella che potremmo definire una ballad più ritmata; Broken Threads è accattivante con gli archi che scandiscono il tempo e la voce che sembra un bisbiglio sino ad arrivare al ritornello nel quale c’è una bella melodia.
Leben ist streben è una song appassionata, l’accento operistico viene dosato e limitato dall’aggiunta di rifondi che danno un tocco metal, senza comunque intaccare il mood gotico che traspare dalle note della stessa.
Il disco si conclude con Coercive con una sorta di outro strumentale abbastanza introspettiva e in linea con il resto dell’opera.
I Costraint hanno fatto un buon lavoro, tutto sommato, A volte risultano ancora un pò grezzi, ma sono comunque capaci di tirare fuori sonorità profonde e interessanti. Sono tanto drammatici quanto intensi, suonano symphonic, ma ammiccano ripetutamente al dark e al gothic in maniera spudorata, rimanendo comunque centrati nel loro stile.
Di sicuro, il loro sound è abbastanza personale, non cercano di imitare qualcuno, ma credono in quello che fanno perché il risultato è originale e interessante.
Questa band ha un buon margine di crescita, soprattutto con la line up attuale.

Track by Track
  1. Remanent S.V.
  2. Einmal ist keinmal 65
  3. Golden threads 65
  4. Eerie euphoria 70
  5. The big (B)End 75
  6. Omniscient oblivion 70
  7. Broken threads 70
  8. Leben ist streben 70
  9. Coercive S.V.
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
70

 

Recensione di reira » pubblicata il 01.05.2020. Articolo letto 245 volte.

 

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