Angel Black «Killing Demons» (2019)

Angel Black «Killing Demons» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
17.06.2019

 

Visualizzazioni:
102

 

Band:
Angel Black
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Titolo:
Killing Demons

 

Nazione:
U.s.a.

 

Formazione:
John Cason :: Vocals
Mike Jelinek :: Guitars
Carl Strohmyer :: Bass
Daniel Beck :: Drums

 

Genere:
Heavy Metal

 

Durata:
41' 13"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
22.03.2019

 

Etichetta:
Rockshots Music
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Disco di debutto assoluto per gli Angel Black da Phoenix, Arizona, una band che nel proprio “Killing Demons” non nasconde molto le proprie influenze e la passione per i Judas Priest, evidente specialmente nelle prime due canzoni, ovvero il classico brano da metal anthem chiamato “Strikeforce”, nonché “Cyber spy”, relativamente più personale in certi momenti e chiaramente più debitrice al gruppo di mr. Halford in altre parti. Questo fattore è qualcosa che per tutto l’album va tenuto a mente: gli Angel Black non sono originali: si rifanno alla band inglese e non credo vogliano tanto uscire da questo seminato, il che non è per forza un male, anche se avrei preferito nella tracklist ascoltare un altro loro brano invece della cover piuttosto ovvia di “Metal gods”, già sentita spesse volte e da tante altre bands.
Il discorso invero non varia molto per il resto dell’album: sommariamente riuscito e godibile benché poco originale, “Killing Demons” ci mette anche del proprio, ma perlopiù pecca un po’ di eccessiva prudenza e si limita a giocare sul sicuro, con dei mid tempos potenti e rocciosi come quelli della lunga “Death mill” o “Black Heart”, o con il tocco più hard rock della title track, ma ciò non toglie che l’efficacia degli Angel Black gode quasi solo di luce riflessa, il che essendo al primo album (e senza la doverosa trafila degli Ep) ci può stare, ma resta comunque il fatto che in quanto a idee nei brani si può fare di più. Certo, la chitarra solista fa da mattatrice in questo disco e dona quella marcia in più, ma resta il fatto che in questi 41 minuti la personalità manca un po’, e questo dovrebbe essere secondo me un punto da sviluppare per l’album successivo.
In conclusione: derivativo, ma alla fine comunque apprezzabile. Per fans collezionisti del metal classico e che non chiedono troppo in quanto a personalità musicale.

Track by Track
  1. Strikeforce 70
  2. Cyber spy 70
  3. Death mill 65
  4. Black Heart 65
  5. Killing demons 70
  6. The dream that stood alone 65
  7. Killing me 65
  8. Metal gods (Judas Priest cover) S.V.
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 60
  • Tecnica: 65
Giudizio Finale
66

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 17.06.2019. Articolo letto 102 volte.

 

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