The Absense «Khronocracy» (2019)

The Absense «Khronocracy» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Led »

 

Recensione Pubblicata il:
12.06.2019

 

Visualizzazioni:
171

 

Band:
The Absense
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Titolo:
Khronocracy

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Luca Siri – Guitar/Vocals Gianna Pinotti – Vocals
Michele Siri – Guitars
Luca Pagliari – Drums

 

Genere:
Alternative Rock / Post Black / Stoner

 

Durata:
28' 0"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
08.03.2019

 

Etichetta:
Sliptrick Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Grand Sounds PR
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Recensione

Khronocracy, il nuovo album dei The Absense, non convince per niente, sia per un intreccio vocale al limite del fastidioso, sia per una tecnica strumentale al limite della sufficienza.
"Black Trip" , il brano di apertura vede come portata principale un'impreparato intreccio tra le due voci maschile e femminile, seguito poi dalla seconda traccia "Storm" dove chitarre ruvide si sovrappongono quasi a coprire, una sezione ritmica, debole e povera di contenuti.
Nella parte centrale dell'album troviamo "Down On Your Eyes", un brano melanconico e quasi darkeggiante, e "The Absence", ancora una volta disturbato dalle doppie voci che non sono per niente preparate al compito, andando così ad affondare in maniera irreparabile le sorti di questo cd, anche in considerazione del fatto che non c'è miglioramento nel proseguo dell'ascolto con i due brani finali "Khronocracy" dove si ha la percezione di avere delle idee confuse e di voler per forza di cose allungare la brodaglia e "La Fin Du Monde" il brano che chiude il cd, le cui atmosfere spente e poco dinamiche fanno di questo finale un 'ulteriore prova che non si può salvare niente o quasi. La capacità di esecuzione dei quattro ragazzi non convince perchè alla fine si vanno a creare riff banali e sempliciotti, generando atmosfere cupe e crude, ammorbidite di tanto in tanto da contributi più melodici che affievoliscono questa pillola di trenta minuti davvero amara.
Chitarre alla massima potenza disturbate da una voce stonata e poco preparata, insomma, un album decisamente da buttare e rifare.
Questo perchè nonostante tutto tra le note deludenti di questo disco si trova qualcosa di buono che và forgiato e riproposto in tempi tecnicamente più maturi.

Track by Track
  1. Black Trip 50
  2. Storm 50
  3. Down on your eyes 55
  4. The Absence 50
  5. Khronocracy 50
  6. La Fin Du Monde 50
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 55
  • Qualità Artwork: 60
  • Originalità: 50
  • Tecnica: 50
Giudizio Finale
53

 

Recensione di Led » pubblicata il 12.06.2019. Articolo letto 171 volte.

 

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