Vallorch «Until Our Tale is Told» (2016)

Vallorch «Until Our Tale Is Told» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
15.05.2016

 

Visualizzazioni:
1211

 

Band:
Vallorch
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Titolo:
Until Our Tale is Told

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Massimo Benetazzo :: Drums, Percussion
Marco Munari :: Guitars
Sara Tacchetto :: Vocals, Bagpipes, Redpipes, Whistles
Leonardo Della Via :: Bass, Vocals
Paolo Pesce :: Accordion, Keyboards
Mattia Buggin :: Lead Guitars

 

Genere:
Folk-Death metal

 

Durata:
48' 46"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2016

 

Etichetta:
Nemeton Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

La Nemeton Records, vera e propria mattatrice in ambito folk italiano, assolda anche i Vallorch da Venezia per pubblicare il proprio secondo album, che riassume 8 tracce più intro e due intermezzi per quasi 49 minuti di una musica folk non troppo orientata verso il metal estremo, che più volte richiama i Korpiklaani con in più una voce femminile spesso lirica che dà proprio l’idea di far virare la musica su sonorità più alla Nightwish.
Una musica a due facce, quindi, ma così è anche la riuscita dell’album: a sentire “Until our tale is told”, infatti, si sente compattezza musicale con la title track iniziale che ci propone un folk metal basato su di un mid tempo aggressivo e potente, e un po’ tutto l’album è così, con una compattezza sonora strumentale mai sopra le righe, ma accettabile e decisa, dove anche la voce urlata maschile non scalfisce più di tanto le atmosfere dei brani, e tutto questo risalta bene in canzoni come “Sièrach”, la migliore del lotto in quanto la più a fuoco e incisiva, o la diretta “Crystal Remembrance” che forse va a peccare d’originalità, ma che almeno compensa con un buon tiro da live, anche se l’highlight del disco è senz’altro la potente e massiccia “Howling mysteria”.
Musicalmente, quindi si può parlare di un buon album, ma è la voce femminile che in quanto ad efficacia va e viene, non come intonazione ma come linee vocali scelte, spesso smorte e poche volte capaci effettivamente di creare qualcosa che non sia troppo scolastico e sufficientemente personale, barcamenandosi tra linee vocali un po’ troppo emulatrici di Tarja e a ritornelli che non fanno uscire bene il brano. Forse anche per questo, i brani suonano ad un certo punto un po’ lunghi e che potrebbero andare più dritti al punto. Non solo: c’è anche la parte finale dell’album, direi dall’ottava canzone in poi, dove la band sinceramente sembra perdere il proprio equilibrio, con una “Tanzerloch” un po’ sdolcinata e allungata, una nona canzone più festaiola non imprescindibile e troppo breve, e una ultima canzone secondo me pretenziosa, dove i Vallorch tentano la carta della canzone da 9 minuti e mezzo senza riuscirci più di tanto.
In conclusione: “Until our tale is told” mostra una band che sembra essere capace, ma che ha lo stile ancora penalizzato da lungaggini e scolasticità un po’ fastidiose, e che quasi non fanno risaltare le buone capacità compositive del gruppo. D’altronde, uno stile musicale comunque interessante riesce a compensare ad una certa fragilità stilistica, rendendo l’album non perfetto ma comunque godibile, più o meno come un bravo studente che, se anche alle sue prime armi e non senza difetti, mostra comunque un certo entusiasmo. Se poi questa sia vivacità da apprezzare, o limiti musicali troppo evidenti per non essere notati, dipende da voi.

Track by Track
  1. Whatever may befall - Intro S.V.
  2. Until our tale is told 65
  3. Unspoken echoes 70
  4. Sièrach 75
  5. Howling Hysteria 75
  6. Kheeran Hoam - Intermezzo S.V.
  7. Crystal Remembrance 75
  8. Tanzerloch (Of Love and Loss) 60
  9. Ais un snea 55
  10. Dancing leaf ouverture - Intermezzo S.V.
  11. Carnelian Masquerade 60
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
67

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 15.05.2016. Articolo letto 1211 volte.

 

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