Stage of Reality «The Breathing Machines» (2014)

Stage Of Reality «The Breathing Machines» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
22.12.2014

 

Visualizzazioni:
1069

 

Band:
Stage of Reality
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Titolo:
The Breathing Machines

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Francesco Marino :: Vocals
Alessandro Accardi :: Drums
Marco Polizzi :: Bass
Andrea Neri :: Guitars
Bernardo Nardini :: Guitars

 

Genere:
Hard Rock

 

Durata:
57' 30"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
10.10.2014

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Red Cat Promotion
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Recensione

Discreto questo full length di debutto dei romani Stage of Reality, che si definiscono Alternative Metal, e che in questo album propongono 10 tracce in quasi un’ora di musica. Già da questo si evince un minutaggio dei brani un po’ ingombrante che non sempre trova significato, soprattutto “Mindless”, che arriva a passare gli 11 minuti di durata senza che ce ne sia un vero motivo. Si potrebbe fare quando la musica è dinamica, ma gli arrangiamenti tetragoni e che raramente se non mai si abbandonano a dei cambi di tempo possono reggere senza rendere le canzoni un po’ diluite.
Detto questo, va aggiunto che il tiro delle composizioni di quest’album è buono, si alterna tra un prog/rock iniziale, ad un alternative presente nella parte centrale dell’album, e tentazioni più metal che sinceramente trovo carine ma dove il songwriting degli SoR non risalta al massimo, eccellendo invece nella musica più leggera. Per questo motivo a convincere maggiormente sono “Good and evil” e “The lies box”, con una “Where are we going” altrettanto azzeccata, acustica e solare, e per questo non lontana da quanto fatto dagli U2 in passato, con tanto di coro molto orecchiabile e ben riuscito. In questi brani, come in tutto l’album, si può notare che è il cantante, Francesco Marino, a fare la parte del leone, che marchia a fuoco con una bella timbrica e una buona estensione vocale tutte le canzoni dell’album, a tal punto che paradossalmente si finisce quasi per esagerare di prudenza da parte dei musicisti, che tranne qualche assolo di chitarra ci vanno fin troppo abbottonati, cioè preferendo un più sicuro accompagnamento piuttosto che avere maggior respiro, e quando questi provano a dire qualcosa in più, come in “Grey men”, finiscono per fare un brano troppo diverso dagli altri, che addirittura arriva a toccare lidi funky.
Insomma: luci ed ombre, ma la stoffa sembra esserci e magari aggiustando qualche equilibrio compositivo e di spazio degli strumenti, questa band potrebbe dire la sua in un ambito prettamente rock con variazioni tra canzone e canzone, si spera dunque in un secondo album dove questi ovvi difetti di gioventù saranno limati. Nel frattempo, se il prog rock e l’alternative sono i vostri ascolti, questa potrebbe essere la band che cercate, dedicategli pertanto un ascolto.

Track by Track
  1. The breathing machines 70
  2. Shadows from the past 75
  3. Good and evil 75
  4. The lies box 75
  5. Five senses 70
  6. Grey men 60
  7. The building 65
  8. Mindless 60
  9. Where are we going 75
  10. The next generation 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
69

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 22.12.2014. Articolo letto 1069 volte.

 

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