Crawling Chaos «Repellent Gastronomy» (2013)

Crawling Chaos «Repellent Gastronomy» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
08.07.2014

 

Visualizzazioni:
848

 

Band:
Crawling Chaos
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Titolo:
Repellent Gastronomy

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Manuel Guerrieri :: Chitarra e Voce
Andrea Velli :: Chitarra
Gabriele Perilli :: Basso
Edoardo Velli :: Batteria

 

Genere:
Miskatonic Death Metal

 

Durata:
49' 31"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
12.11.2013

 

Etichetta:
Memorial Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Stupiscono i romagnoli Crawling Chaos, capaci di un full length di debutto (anche se la band ha esperienza in quanto a esistenza) con 12 tracce, lungo quasi 50 minuti e ciononostante capace di attrarre l’attenzione nonostante un cd particolarmente vario come influenze nonostante non si esca dai dettami del brutal death metal.
Lasciando perdere infatti la seconda canzone, un po’ melodica e inadatta al ruolo di opener, la terza e la sesta canzone manifestano una band rabbiosa e capace di puntate old school e debitrici perfino a certo death/thrash tipo primi Torture Squad, mentre altrove sono i riffs più marci tipo Cannibal Corpse di “The Bleeding” a farla da padrone in canzoni come la quarta o la undicesima, il tutto senza contare il groove malato dei Bloodbath qua e là nonché riffs particolareggiati di chitarra che arrivano a lambire lidi toccati dai Dying Fetus, e per concludere, un’ottava canzone con un piglio parecchio groovy e sostenuto su tempi medio lenti ma massiccissimi, in pieno stile Brujeria di “Brujerizmo”. Ebbene sì: in “Repellent Gastronomy”, uscito per la Memorial Records c’è questo e altro, con uno stile dunque vario ma incredibilmente senza scollature di influenze o robe a casaccio, per una band che dunque da questo punto di vista ce la fa, e il cui album di debutto discografico è senz’altro notevole. L’unico punto negativo, direi, è dato dal fatto che i CC sembrano farsi prendere la mano e inseriscono passaggi un po’ meno a fuoco, ma soprattutto un passaggio industrial con beat nella settima canzone, che mi è sembrato un bel po’ forzato. Non ho nulla contro la sperimentazione e anzi ben vengano tracce sperimentali in albums così vari, ma mi sa che qui è un po’ troppoo, visto che secondo me il brano funzionava anche senza questo intermezzo.
Al di là di questo, “Repellent Gastronomy”, nonostante un titolo di un album che sembra una roba grindcore scontata, è in realtà un gran disco brutal death metal vario e tutt’altro che monodirezionale, come piace a me. Acquisto dell’album consigliato proprio agli amanti di questo genere metal.

Track by Track
  1. Rue d’auseil 65
  2. Blind Fiends Of The Ancient Evil 70
  3. From The Unsafe Shrines Cometh The Abyss 80
  4. Plate XII 75
  5. Encephalitic Cyst 75
  6. Let The Vultures Sing Our Deeds 70
  7. Closing The Gates 65
  8. Premature Burial 75
  9. Visceral Breeding Army 70
  10. Promised UnHeaven 75
  11. The Sleep Of Inanna 80
  12. Manifest Of Chaos 80
  13. Glory To My Enemy 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
74

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 08.07.2014. Articolo letto 848 volte.

 

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