Innerload «React» (2011)

Innerload «React» | MetalWave.it Recensioni Autore:
June »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
1298

 

Band:
Innerload
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Titolo:
React

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Cortez - Voce
Alex - Bass
Gio - Guitar
Musa - Drums
Ray - Guitar

 

Genere:

 

Durata:
35' 6"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2011

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

“React” è l'album di debutto dei veneziani Innerload, formatisi appena due anni fa. Un esordio mediocre, da parte di un gruppo che si sarebbe potuto permettere ben di più.
La loro formula compositiva si muove tra tentazioni metal moderniste tipicamente americane e aperture classiche più propriamente inglesi; parliamo ovviamente di Iron Maiden, e in particolare nelle parti soliste. A prevalere sono decisamente le prime e forse proprio per questo motivo i brani risultano spesso poco caratterizzati; il più delle volte le composizioni si appoggiano sulla potente registrazione ricca di toni bassi e corposi, definita ed equilibrata, senza ricavarne melodie o riff accattivanti. Questo metodo esecutivo tende ad appiattire molto l'ascolto, tale che i brani, già di per sé abbastanza lunghi (la maggior parte sopra i sei minuti) risultino addirittura interminabili. Ma tutto il lavoro è permeato da questa strana sensazione, come se mancasse qualcosa; il singolo “Fake World” posto in apertura stupisce per l'incipit groovy e minaccioso, ma poi non si evolve mai, anzi si affievolisce in soluzioni fin troppo canoniche.
Altro punto dolente è la performance di Cortez; in più casi la sua voce risulta troppo debole e monotona, anche quando cerca di sembrare “cattivo”, inoltre è registrata bassa, rispetto alla strumentazione, il che non aiuta. Il singolo stesso ne denota le carenze, ma più probabilmente la traccia in cui si avvisa di più l'inadeguatezza è la successiva “Dancing Queen”, brano più “dritto” e di stile inglese; durante il ritornello sembra quasi stonare, soffocato dalle prepotenti chitarre e dall'aggressivo suono della batteria. Non intendo dire che manchi di capacità, ma non mi sembra esattamente tagliato per questo genere; alle volte sembra di sentire Peter Gabriel (!!!), per via di quelle tonalità acute.
I brani rimanenti non si distinguono facilmente dal resto e nonostante qualche bella partenza, tutti si immolano, tuffandosi in sonorità poco emozionanti e rallentate, che talvolta hanno persino il gusto del grunge meno riuscito (“Painful Freedom”).

Track by Track
  1. Through The Inner 50
  2. Fake World 50
  3. Dancing Queen 60
  4. Eco-Criminal 60
  5. Million Times 55
  6. Painful Freedom 50
  7. The Wizard 55
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 85
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 55
  • Tecnica: 60
Giudizio Finale
59

 

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