Crawling Chaos «Goatsuckers» (2008)

Crawling Chaos «Goatsuckers» | MetalWave.it Recensioni Autore:
June »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
851

 

Band:
Crawling Chaos
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Titolo:
Goatsuckers

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Manuel Guerrieri :: Guitar, Vocals
Andrea Velli :: Guitar
Luca Tomasso :: Bass
Edoardo Velli :: Drums

 

Genere:

 

Durata:
18' 14"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2008

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Questa demo di poco più di quindici minuti suddivisi in sei tracce ci propone una band agli esordi, alle prese con un death metal che prova ad uscire dai canoni, compiendo invece il proverbiale passo più lungo della gamba. La prima cosa che salta all'occhio è la totale mancanza di organicità, la completa assenza di compattezza dei brani, che sfoderano un sacco di riff e cambi di tempo, troppo fini a se stessi, che non meritano l'appellativo di “progressive”, e che servono solo a fare perdere la bussola all'ascoltatore. Anche dopo ripetute sessioni quello che resta è ben poco; si tratta in fondo di un'esperienza un po' povera.
I brani si muovo all'incirca tra il thrash metal e il death, con delle occasionali aperture al grind, venati di un senso melodico banale per nulla evocativo, che non riesce a delineare bene la traccia, come in “Gates of Fire”, dove la percezione è quella di un minestrone di heavy metal, dal gusto indefinibile. Forse la band è alla ricerca di un identità e ha voluto stendere delle tracce per rendersi conto. Beh, la mia opinione è che c'è ancora molto da lavorare per riuscire a definire uno stile e per proporre dei riff più vincenti. Non si spiega altrimenti l'insignificante intro ambient (?), il siparietto speed/grind di “Softly Morbid Grind”, un minuto di durata e la conclusiva “Progenicide” mezzo minuto spento e banale, che non valgono nemmeno come riempitivo. Per concludere faccio notare che i suoni di batteria sono creati da un plug in programmato che conosco e sono sicuro che si poteva fare molto di meglio; lo dico perché il suono alle volte guasta ancora di più l'ascolto.
Rivedere e focalizzarsi è l'obiettivo, non serve inventarsi nuove definizioni od auto esaltarsi, le variazioni arrivano da sole, col tempo.

Track by Track
  1. Flutes Cacophony 35
  2. Companion of the Vagabond 50
  3. Gates of Fire 50
  4. Urban War 50
  5. Softly Morbid Growth 45
  6. Progenicide 45
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 50
  • Qualità Artwork: 60
  • Originalità: 60
  • Tecnica: 65
Giudizio Finale
51

 

Recensione di June » pubblicata il --. Articolo letto 851 volte.

 

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