Delyria «Tales From The Abyss» (2007)

Delyria «Tales From The Abyss» | MetalWave.it Recensioni Autore:
BlackWingAngel »

 

Recensione Pubblicata il:
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Visualizzazioni:
1358

 

Band:
Delyria
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Titolo:
Tales From The Abyss

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Andrea Germinario :: Vocals
Fabio Barbetti :: Guitar
Giancarlo Lucheroni :: Guitar
Daniele Cavalli :: Drums
Francesco Angelini :: Bass

 

Genere:

 

Durata:
25' 0"

 

Formato:

 

Data di Uscita:
2007

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

L'ho detto più di una volta e non mi stancherò mai di riaffermarlo: L'underground italiano ha veramente qualcosa da dire sotto molto punti di vista (e piano piano gli altri paesi europei se ne stanno accorgendo).
Questo 'Tales from the Abyss' dei grossetani Delyria ne è uno dei tanti indizi. Questa band
si è già fatta viva sulle scene nazionali con un precedente demo "At the Wane of the Sun" che, da quello che ho potuto vedere e leggere in giro per la rete, ha ottenuto ottimi riscontri. E' bello,oltretutto,notare che questo progetto è operativo da non più di 3 anni, sintomo della voglia e della determinazione che anima questi toscani con il vizio del death-metal.
E' di death-metal, infatti, che si parla in questo disco; quel death-metal che non si sente da tanto tempo, quello ispirato direttamente dai Death del compianto Shouldiner, forse anche perchè seguire quelle orme è tuttora molto difficile. Ascoltando 'Tales from the Abyss' si fa un bel tuffo alla fine degli anni 90 ai tempi di 'Individual thought Patterns' e 'Symbolic'. Sono nomi che fanno effettivamente effetto ma l'impressione che mi è subito saltata all'orecchio è stata questa.
Si sente l'ispirazione, il punto di riferimento e si sente anche la personalizzazione del sound e una certa maturità nel song writing. La sensazione che viene data spesso da questo genere è quella dello sconsiderato accostamento di parti melodicamente e armonicamente poco legate. I Delyria invece riescono a miscelare nel modo migliore tutte le parti che compongono i loro pezzi denotando una grande cura nella composizione. Le melodie di questo disco sono molto curate, ricercate forse in alcuni frangenti un po' pedanti ma giusto delle piccolissime sbavature.
L'unica, secondo me, pecca che vorrei analizzare è la voce: registrata benissimo, sempre a tempo, stupendamente studiata ma purtroppo cerca di emulare troppo smaccatamente il modo di cantare del sopracitato Chuck Shouldiner. Il singer, Andrea Germinario, secondo me dovrebbe
cercare di personalizzarsi, mantenendo ovviamente le sue influenze, sicuramente una delle migliori voci che ho sentito ultimamente nel panorama italico. Una menzione particolare va fatta per il pezzo 'Etenal Slaves of the Mirror', il migliore del disco secondo me insieme ad 'Oriental Sin' dove emergono prepotentemente le capacità tecniche ed espressive della band. La produzione è ottima, tutti gli strumenti sono valorizzati e percepibili mantenendo la ruvidità tipica del genere, senza strafare o lasciarsi andare a suoni eccessivamente digitalizzati.
Le premesse ci sono tutte, si tratta solo di aggiustare un po' il tiro e forse con i Delyria si fa veramente sul serio, finalmente!!

Track by Track
  1. Engraved in a web of hate 75
  2. Eternal slaves of the mirror 80
  3. Fall (Ikaro's flight) 76
  4. Oriental sin 85
  5. Lost 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 85
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 85
Giudizio Finale
77

 

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