Winterage «Nekyia» (2023)

Winterage «Nekyia» | MetalWave.it Recensioni Autore:
reira »

 

Recensione Pubblicata il:
29.09.2023

 

Visualizzazioni:
258

 

Band:
Winterage
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Titolo:
Nekyia

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
* Gabriele Boschi – Violin, Orchestrations, Choir arrangements.
* Daniele Barbarossa – Vocals.
* Luca Ghiglione – Drums, Percussion.
* Matteo Serlenga – Bass.
* Gianmarco Bambini – Guitars

 

Genere:
Symphonic Power Metal

 

Durata:
48' 0"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
07.07.2023

 

Etichetta:
Scarlet Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

I Winterage li conosciamo da qualche tempo e la loro produzione è sempre risultata di un certo impatto.
Ci troviamo ora tra le mani la loro ultima fatica e non posso fare a meno di provare un sentimento ambivalente: da una parte la curiosità di sapere cosa hanno creato di nuovo, dall’altra il timore che il tutto non sia all’altezza dei predecessori.
Per fugare ogni dubbio, addentriamoci subito nell’ascolto.

Un’intro assolutamente trionfale e cinematografica (Apertio ad profundum)ci porta dritti a Simurgh the firebird, brano complesso ma godibile in cui troviamo del metal sinfonico unito sapientemente al power con cori perfettamente inseriti a fare da rinforzo.
The cult of hecate è energica e “stregata”, sarebbe una bella colonna sonora per un film quasi horror; Numen è dinamica, un brano in cui è impossibile non lasciarsi travolgere dal mood generale, positivo ed epico.
Nekyia è un pò “stregata”, non mi ha colpita particolarmente; La fonte d’essenza è molto delicata ed elegante, mi piace il fatto che sia cantata in italiano ma ho trovato un pò pomposo il ritornello, sinceramente.
Dark enchantment e Metamorphosis a macabre ritual sono fondamentalmente opere teatrali in cui tutto il lavoro punta su determinati elementi come cori e una musica che ricorda pezzi del calibro de “Il fantasma dell’opera”.
White Leviathan è un brano potente e diretto che racchiude praticamente tutto ciò che i ragazzi vogliono esprimere con la loro musica.
Infine, Resurrection ad mundum, la degna conclusione al tutto.
Dunque, il nuovo disco dei Winterage è, come sempre, di un livello tecnico piuttosto evidente ed elevato, su questo non si discute. Ogni componente del gruppo esegue un lavoro di tutto rispetto e l’equilibrio che hanno raggiunto è notevole.
Sicuramente la personalità del progetto è chiara quasi sin dagli albori: si tratta di power symphonic metal con una visione strettamente collegata a tutto il mondo delle colonne sonore e all’evocazione che una canzone può dare a un livello più visivo, per così dire.
In questo senso, durante l’ascolto e chiudendo gli occhi, non è difficile entrare nel mondo descritto dai Winterage, vederne le ombre, riconoscerne le creature mitologiche e perdersi in magiche atmosfere.
Ovviamente bisogna avere una certa attitudine per il genere proposto altrimenti il rischio è quello di trovarlo noioso non apprezzandone la complessità.
Personalmente, mi aspettavo qualche brano che saltasse all’occhio più di altri, che avesse quel qualcosa in più che mi facesse provare un brivido e, purtroppo, così non è stato.
Nonostante questa mia sensazione, Nekyia è interessante e possiede tutti gli ingredienti per far sì che la band possa emergere anche in orizzonti internazionali riuscendo a ottenere delle soddisfazioni.
Consigliato agli amanti del soundtrack cinematografico connesso al fantasy.

Track by Track
  1. Apertio ad profundum S.V.
  2. Simurgh the firebird 70
  3. The cult of hecate 70
  4. Numen 70
  5. Nekyia 65
  6. La fonte d’essenza 65
  7. Dark enchantment 70
  8. White Leviathan 70
  9. Metamorphosis a macabre ritual 70
  10. Resurrection ad mundum 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
70

 

Recensione di reira » pubblicata il 29.09.2023. Articolo letto 258 volte.

 

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