Intervista: Exilia

Nessuna Descrizione Gli Exilia sono da anni una band che porta alto il nome del metal italiano all'estero. Hanno da poco terminato un tour negli Stati Uniti a fianco dei Drowning Pool. Colgo l'occasione per fare qualche domanda a Masha, carismatica leader della band, a proposito della recente esperienza americana, della questione femminile nel metal e di altro ancora. Enjoy!

 

A più di un anno dall’uscita del vostro ultimo album provate a fare un bilancio del lavoro di promozione e dei vostri live.

Il bilancio è assolutamente molto positivo. Abbiamo avuto modo di promuovere l'album in molti territori: Germania, Svizzera, Austria, Italia, Belgio e America. Due anni di lavoro intensi che ci hanno sicuramente fatto maturare ed evolvere, anche nel sound.

Come è evoluto il vostro modo di comporre nel tempo?

Per certi versi è cambiato molto e per certi altri è rimasto quello di sempre. La ricerca del suono come primo approccio è rimasta la stessa. Cerchiamo sempre di sperimentare soluzioni nuove, di usare la chitarra in maniera alternativa, di mantenere un senso molto musicale in ciò che componiamo facendo funzionare i brani in sala prove senza pensare alla possibilità di eventuali sovra-incisioni, col fine di mantenere il suono reale. Un’evoluzione c’è stata invece sulla struttura delle canzoni, nelle quali si percepisce una maggiore sicurezza e libertà nel tentare nuove strade. Prima, forse, eravamo più vicini a certe modalità a certi “impianti strutturali” strettamente legati al genere musicale.

Riguardo alla vostra recente esperienza di tour negli Stati Uniti a fianco dei mitici Drowning Pool: com’è stata l’accoglienza dell’album e dei concerti da parte del pubblico americano? Vi piacerebbe rifare questa esperienza?

L'esperienza è stata meravigliosa, qualcosa di così speciale che è difficile raccontarla in poche righe. Abbiamo ricevuto un grande consenso da parte del pubblico statunitense, di cui ci ha sorpreso l’attenzione e il sostegno per la nostra musica (la fila al nostro merchandising ne è stato esempio show dopo show). Abbiamo conosciuto persone di grande umiltà e valore, tra cui gli stessi Drowning Pool e i componenti di altre band incontrate in alcune delle venue del tour. Ovviamente speriamo di replicare presto l'esperienza!

Avete suonato con Otep, una vera e propria istituzione del female-fronted metal: ci sono delle convergenze, dei tratti che accomunano la vostra musica a quella degli Otep?

Non credo che si possa accumunare la musica degli EXILIA a quella degli Otep, sebbene credo si parli di due realtà solide che trovano origine in concetti profondi: non mi riferisco soltanto alle radici musicali, ma anche alle forti opinioni che vengono di proposito urlate nelle canzoni; mi trovo spesso d'accordo con Shamaya Otep su molte tematiche e credo che ciò che ci lega sia senz'altro la determinazione nel combattere certe situazioni, per esempio la battaglia per i diritti per gli animali. Detto questo, sebbene io abbia grande ammirazione per ciò che Shamaya Otep ha fatto e sta facendo, per quanto riguarda l’ambito e l’approccio musicale, le strade che abbiamo intrapreso sono molto diverse.

Ora qualche domanda sul rapporto tra donne e metal: cosa pensi del rapporto che c’è attualmente tra queste due componenti? Cosa pensi del fatto che la presenza femminile scarseggi ancora on stage e nell’audience dei concerti metal?

Ci sono senz'altro più presenze femminili oggi che anni fa, ma certamente non abbastanza. Il ruolo della donna nel metal è ancora un ruolo complicato. Ci troviamo spesso davanti ad un cliché e questo è parte del problema. Spero in futuro che nel mio ambiente vi sia più spazio per la donna, perché sono certa ci siano molte cantanti che meriterebbero di essere più conosciute.

Penso che la tua forte personalità e talento accompagnati da un'autentica femminilità sia una cosa rara da vedere nel mondo metal: cosa pensi del fatto che alcune delle musiciste metal puntino su fattori che esulano dalle capacità musicali e perpetuino il cliché "metallara ipersensuale"?

Intanto ti ringrazio per aver visto in me le caratteristiche da te descritte. Non credo spetti a me giudicare le scelte altrui: abbiamo così tanto ancora da capire di noi stessi, che forse in fondo non è molto il tempo che rimane per concentrarci sugli altri. :) Ad ogni modo, nella mia filosofia di vita non sono pro al "cliché" di nessun tipo. Non credo in nessun dogma e di certo amo vedere persone reali, cantanti vere/veri che sanno mettersi in discussione e affrontare ogni giorno la propria rivoluzione: la musica Metal/Alternative Rock affonda le sue radici nella ribellione, nella rivoluzione, nell'anticonformismo, creando distorsioni aggressive proprio per identificare questi stati emotivi. Credo pertanto che abbia bisogno di leader veri, di musicisti veri e non certo di inutili cliché. Questa è la mia opinione, modesta e strettamente personale. Di fatto poi è il pubblico a decidere.

Pensi che i tuoi testi siano portavoce di valori femminili/femministi?

No, non particolarmente. Mi è capitato di scrivere alcune frasi provocatorie sull'argomento, perché sono fermamente convinta che purtroppo viviamo ancora in un tempo in cui le donne sono discriminate anche nel nostro paese, ma io non credo che il sesso biologico possa essere un fattore predominante per definire i diritti della persona. A me piacerebbe vivere in un modo dove siamo tutti uguali .. ma questo è un argomento profondo da trattare, ci servirebbe tanto spazio! ;)

Inevitabile la domanda sul confronto tra Italia ed estero: qual è la più grande differenza che avete notato per quanto riguarda l’organizzazione dei concerti e il ruolo dei promoter?

Tantissima differenza: In Italia abbiamo ancora molto da sistemare. All'estero sono più organizzati sia sulla parte tecnica (quindi fonico, stage manager, cambio palco) che in quella promozionale. Il nostro paese dovrebbe intanto cominciare a capire il grande valore che la musica ha: all'estero i musicisti sono persone che stanno facendo grande lavoro, rinunce e sacrifici per portare avanti i propri sogni; in Italia, il pensiero collettivo è totalmente opposto: il musicista è sempre e soltanto colui che sta cercando un escamotage per non lavorare.

Che rapporto avete con i fan, considerando che ne avete molti anche in altri paesi?

Un rapporto meraviglioso! Grazie ai vari social network riusciamo a rimanere in contatto con molti di loro. E' importante per noi conoscere i loro pensieri e capire cosa li abbia portati ad amare ciò che scriviamo.

Qual è il fatto, musicalmente parlando, più significativo che vi è accaduto nell’ultimo anno?

Senz'altro l'esperienza in America, ha cambiato molto il modo di vedere le cose in generale e inevitabilmente anche il modo di sentire la musica sotto la pelle.

Vi ringrazio molto a nome di tutta la band per lo spazio concesso,
XXX
MASHA

Intervista di Jezebel Articolo letto 1687 volte.

 


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