Mastercastle «Lighthouse Pathetic» (2022)

Mastercastle «Lighthouse Pathetic» | MetalWave.it Recensioni Autore:
reira »

 

Recensione Pubblicata il:
14.04.2022

 

Visualizzazioni:
543

 

Band:
Mastercastle
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Titolo:
Lighthouse Pathetic

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Pier Gonella guitars
Giorgia Gueglio vocals
Steve Vawamas bass
Alessio Spallarossa drums

 

Genere:
Power Metal

 

Durata:
55' 5"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
10.01.2022

 

Etichetta:
Diamonds Prod
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

I Mastercastle si sono formati nel 2008 dal chitarrista Pier Gonella (Necrodeath, Vanexa, ex Labyrinth) e la cantante Giorgia Gueglio. La line up fu completata con il bassista Steve Vawamas e il batterista Alessio Spallarossa. Dopo aver registrato quattro brani, nel giugno 2008 la Lion Music offrì un contratto che permise la realizzazione del debutto «The Phoenix» del 2009.
Il successo non tardò ad arrivare anche grazie al singolo "Princess of Love”; in seguito “Last Desire” del 2010 con il video di omonimo.
Nel 2011 la band si unì al progetto Embrace The Sun, un album a sfondo benefico prodotto dalla Lion Music e dedicato alle vittime dello tsunami e del terremoto che colpirono il Giappone quello stesso anno.
Con nuovo materiale pronto, si arriva a “Dangerous Diamonds“ (2011) e “On Fire” (2013), mentre nel 2014 I ragazzi firmano con la Scarlet Records per «Enfer (De La Bibliothèque Nationale).
Dopo“Wine of Heaven” (2017), i Mastercastle tornano in pista con un nuovo singolo "Who Cares for The Moon”, con la preziosa partecipazione di Fabio Lione ed è così che arriviamo alla firma con Diamonds Prod e all’opera completa “Lighthouse Pathetic”, settima per la carriera di questo gruppo.

Iniziamo con Who cares for the moon, brano orecchiabile che si rifà a un metal classico e melodico a due voci, di cui quella maschile è, come detto qualche riga sopra, del grande Fabio Lione; toni più oscuri e in qualche modo introspettivi ed eterei in The lighthouse pathetic, i quali mostrano un altro lato dei Mastercastle.
A seguire, That’s all, in cui la voce della cantante mi ha vagamente ricordato Björk, ben integrata comunque nella musica che lascia spazio anche alla chitarra di esprimersi e dare una punta di energia in più.
Con Rosso profondo, com’è facile dedurre, troviamo la cover del famoso e apprezzato brano dei Goblin: sebbene io sia una fan accanita degli “originali”, questa proposta risulta interessante e non cerca di modificare più di tanto quanto esiste già, se non in una chiave più “heavy”.
Partiamo con velocità attraverso le note di Call your wings, song che trova il suo equilibrio tra un power leggero e un sinfonico, piacevole l’apertura al ritornello che si fa notare sin dal primo ascolto.
Monster whispers è particolare: un pò sognante, un pò più rock-blues, a tratti sensuale grazie all’interpretazione di Giorgia.
In Diamonds troviamo una base piuttosto classica e non troppo elaborata che piacerà ai metallari più “vecchio stampo”; Fantastic Planet è la rivisitazione della colonna sonora del film del 1973, anche qui può piacere o meno, lascio a voi il giudizio.
Se Space (2022) vi sembra di conoscerla già è solo perché era una traccia presente nel primo album della band, “The Phoenix”, che è stata ripresa e rinfrescata, risultando comunque convincente.
In chiusura, una live cover Fast as a shark degli Accept, con la presenza di Flegias dei Necrodeath e di Francesco La Rosa (Denial, Extrema, ex Mastercastle).

Lighthouse pathetic è un lavoro sicuramente degno di nota, fatto da menti creative e musicisti assolutamente capaci non solo a livello tecnico.
Forse l’unico aspetto che lascia lievemente perplessi è la mancanza di un vero e proprio fil Rouge che unisca in maniera coerente ogni brano proposto, cover e non.
Nonostante ciò, il risultato finale per questo disco è sicuramente più che soddisfacente e, a suo modo, originale e per nulla banale, insomma si sente che i ragazzi hanno alle spalle una certa esperienza in quello che fanno e la mettono in pratica in modo ottimale.
Bravi Mastercastle, insomma.

Track by Track
  1. Who cares for the moon 70
  2. The lighthouse pathetic 70
  3. That's all 70
  4. Rosso profondo 70
  5. Call your wings 70
  6. Monster whispers 70
  7. Diamonds 70
  8. Fantastic planet 70
  9. Space (2022) 70
  10. Fast as a shark 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
70

 

Recensione di reira » pubblicata il 14.04.2022. Articolo letto 543 volte.

 

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