Visionoir «The Waving Flame Of Oblivion» (2017)

Visionoir «The Waving Flame Of Oblivion» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
18.03.2018

 

Visualizzazioni:
595

 

Band:
Visionoir
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Titolo:
The Waving Flame Of Oblivion

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Alessandro Sicur :: All instruments, electronic;

 

Genere:
Progressive / Avantgarde metal

 

Durata:
50' 16"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
25.10.2017

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Broken Bones Promotion
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Recensione

Di non semplice etichettatura strumentale è l’album di debutto del polistrumentista Alessandro Sicur con questo suo progetto di one man band chiamata Visionoir; il disco, “The Waving Flame Of Oblivion”, già distribuito in formato digitale sin dall’ottobre dello scorso anno, rappresenta in sostanza l’esperienza maturata dal compositore nel corso della sua carriera iniziata alla fine degli anni ’90, sempre con questo stesso progetto, per maturare poi nel corso degli anni una certa esperienza soprattutto con la sua collaborazione come bassista dei Blind Mirror che lo ha portato alla scoperta di assetti e scenari musicali che oggi confluiscono in questo lavoro attraverso un genere che spazia dal metal, al gothic, al progressive sino al cosmic rock. Ed infatti se qualcuno si immagina di trovarsi dinanzi al classico lavoro da solista che mettere in luce le abilità musicali di un autore come strumentista o guitar hero o mega esperi di basso fretless, dimenticatelo. Il lavoro in questione sviluppa strumentalmente una serie di prospettive musicali che abbracciano il progressive ma attraverso l’utilizzo di particolarissime melodie, quasi dal sapore ambient, all’interno delle quali difficilmente si assiste alla presenza di strumenti che sopraffanno altri o di batterie estremizzate, nulla di tutto ciò. Le nove tracce pressate nel disco rappresentano un ventaglio che racchiude molti effetti sia di synth ma anche di chitarra con l’immancabile presenza di moderate percussioni ritmiche in grado si sviluppare scenari dai contenuti più inaspettati; non esistono oltretutto parti cantate ma solamente brevi passaggi di registrazioni tratte da concetti e teorie di pensatori del primo ‘900. Nel tutto a prevalere non è tanto la capacità di suonare, ben messa in evidenza con classe e non con strafottenza, ma l’ispirazione e la creatività che è insita nell’autore e che, come sopra detto, riesce a realizzare prospettive sonore miste tra progressive e cosmic rock dai contenuti veramente interessanti. Un disco che nella sua particolarità si contraddistingue per creatività e personalità.

Track by Track
  1. Distant Karma 85
  2. The Hollow Man 80
  3. 7even 80
  4. The Discouraging Doctrine of Chances 80
  5. Shadowplay 80
  6. Electro-Shok 75
  7. Coldwaves 80
  8. A Few More Steps 80
  9. Godspeed Radio Galaxy (bonus track) 85
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 85
  • Tecnica: 85
Giudizio Finale
81

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 18.03.2018. Articolo letto 595 volte.

 

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