Nefesh «Contaminations» (2014)

Nefesh «Contaminations» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
07.11.2014

 

Visualizzazioni:
997

 

Band:
Nefesh
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Titolo:
Contaminations

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Matteo Venanzi :: Bass
Michele Baldi :: Drums
Luca Lampis :: Guitars
Stefano Carloni :: Keyboards
Paolo Tittarelli :: Vocals

 

Genere:
Prog Metal

 

Durata:
50' 44"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
07.04.2014

 

Etichetta:
Revalve Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Arrivano al secondo album I marchigiani Nefesh, con questo “Contaminations”, uscito sotto Revalve Records e consistente in 9 tracce più intro e outro di una musica sommariamente definibile come prog death metal. Tuttavia, se state pensando a una specie di Opeth, lasciate perdere: i Nefesh per quello che mi riguarda hanno del prog sicuramente la struttura aperta delle canzoni che non finiscono quasi mai in un ritornello cantabile e ruffiano, mentre nelle parti più metal sono sicuramente ispirati da cose tipo certo groove/death metal, e in quelle più con voce pulita e meno estreme cambiano molto, andando a diventare molto orecchiabili e neanche parecchio metal, con tanto di voce che (odio dirlo) mi ricorda parecchio i Negramaro. Con quasi niente in mezzo.
Sembra che l’album non mi sia piaciuto, ma non è proprio così: in realtà il disco è ben fatto e ben composto, ma è il classico caso di disco che pur essendo ben fatto non mi ha lasciato molto, forse perché più che condurre l’ascoltatore in dei viaggi musicali dove la musica si fonde nei generi, questi vengono proposti in maniera separata e in definitiva spiazzano, più che affascinare l’ascoltatore. Il disco in pratica comincia bene, con “Reborn Together” che inizia bene e complessa ritmicamente, per poi evolvere in una parte arpeggiata e parecchio interessante. Da qui però si cambia nettamente con la pur bella “Una piacevole sorpresa” che pur essendo convincente mi fa domandare cosa c’entri con quella precedente. E da qui la situazione non migliora, anzi il dilemma viene lasciato incompiuto, con “The Shades” che è più tipicamente metal anche se con una parte centrale più orchestrale e quasi horror, e subito dopo con una trilogia che onestamente ho trovato essere il punto più basso del disco, perché a parte la prima canzone (dal titolo un po’ equivoco, lo dico giusto per aspetto formale dell’album), dotata di un climax finale interessante, da qui in poi il gruppo diventa sempre più prediligente la voce pulita e le parti melodiche, quasi disdegnando quelle più metal, e ne escono fuori una ballad (la sesta canzone) noiosetta, una settima canzone troppo diversa e una “Oltre me” del tutto normale. Le uniche eccezioni sono date da “Dreams beyond the sky” carina ma che non definirei prog, e “After the end” che invece sembra avere delle influenze che cambiano troppo e che per questo non mi coinvolge più di tanto.
Insomma: disco brutto no, ma a me non ha lasciato molto: lo trovo direi non prog ma piuttosto una band dalla doppia personalità musicale che trovo difficile da comprendere e la cui dicotomia non è molto digeribile da me. Facciamo che gli do un voto per la realizzazione tecnica e per alcune buone intuizioni, come la prima canzone, che mi fan pensare che il disco potrebbe essere valido, ma io resto dell’idea che siamo in uno di quei casi di personalità musicale un po’ confusa, con la band che vuole fare una cosa quando in realtà gliene esce meglio un’altra. Io più che altro lo consiglio a chi apprezza il prog extreme metal, anche se per me il pubblico giusto è chi apprezza il death melodico e moderno, poiché questo è ciò che questo disco mi sembra: una forma lavorata e modernizzata di death melodico.

Track by Track
  1. Intro S.V.
  2. Reborn Together 75
  3. Una piacevole sorpresa 70
  4. The shades 65
  5. My Black Hole (Trilogy Part I) 70
  6. Figlio della vita (Trilogy part II) 65
  7. My white Stars (Trilogy Part III) 60
  8. Dreams beyond the sky 65
  9. Oltre me 60
  10. After the end 60
  11. Outro S.V.
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 60
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
66

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 07.11.2014. Articolo letto 997 volte.

 

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