Last Rites «Mind Prison» (2003)

Last Rites «Mind Prison» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Alcio »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
1727

 

Band:
Last Rites
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Titolo:
Mind Prison

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Dave (guitar+vox)
Jan (lead guitar)
Libu (bass)
Laccio (drums)

 

Genere:

 

Durata:
38' 48"

 

Formato:

 

Data di Uscita:
2003

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

I Last Rites si formano a Savona nel 1997 ma la formazione si è stabilizzata solo nel 2002 e dopo la registrazione di due demo-tapes.
Questo full-lenght è il loro esordio autoprodotto, registrato da Tommy Talamanca (conosciuto ai più per il suo lavoro di chitarrista/tastierista con i Sadist), e consta di 5 pezzi di nuova produzione affiancati ad altrettanti risalenti ai loro precedenti demos, ma ri-registrati per l'occasione.

Una brevissima intro ci conduce direttamente al primo vero brano "Against War". I quattro savonesi si auto-definiscono influenzati dal bay-area thrash degli anni 80 e dal moderno death svedese, ma il brano in questione suona come una bordata di death/thrash più americano, anche nella voce che ricorda quella di Chuck Shuldiner periodo "Individual..". Il riffing non è originalissimo, ma l'impatto è veramente buono ed il brano scorre via lasciando una buonissima prima impressione dei LR.
La seguente song è la title track, ed è giocata su un bel mezzo tempo caratterizzato da un buonissimo intreccio di riff che dimostrano la buona tecnica individuale dei vari strumentisti. Azzeccato il ritornello. Le influenze citate nella bio sono maggiormente riconoscibili in questa traccia.
Una motosega apre la seguente "Psycho Killer", song intrigante e ben strutturata, dal riffing serrato ed efficace, farà la gioia dei fan degli Exodus, Annihilator, Testament, Vio-Lence, Flotsam & Jetsam e via dicendo.
"Skelton" è un up-tempo molto groovy che reputo un ottimo brano da mosh-pit! Davvero intrigante la struttura melodica della chitarra solista.
Apre "Kaldemonium" un riff un pò troppo deja-vu: credo che questo sia uno dei brani risalenti ai demos della band e, nonostante la qualità esecutiva e di registrazione sia sempre superiore alla media, lascia un pò delusi vista la buonissima impressione fatta dai pezzi che lo precedono. Va doverosamente aggiunto che questo è anche un brano completamente strumentale, e questa mossa risulta ricordare sin troppo i Metallica dei tempi che furono.
Arriva il turno di "Without Face" dal sapore ottantiano e dal ritmo sostenuto. Bello il doppio assolo in tapping nonché quello successivo, dal vago ricordo Metallica ispirati.
"Prelude" è uno strumentale composto da un arpeggio, prima molto carico di effetti, poi più classicamente acustico, ma una rullata ci porta in un tempo velocissimo, molto speed anche nel riffing, che apre "Paradise Lost".
Il brano è un pò avulso dal contesto e ricorda, non fosse per una sezione con tempo grind, qualcosa dei Labyrinth. Ad ogni modo, è un brano molto godibile e divertente, con un rifrain dai rimandi ai gloriosi di Death di "Crystal Mountain".
"Coma" inizia sotto i migliori auspici e la strofa è giocata su di un buonissimo riff serrato, che sfocia in una assolo la cui struttura e ritmica di base riporta alla mente i 4 cavalieri dell'apocalisse di Frisco, quando erano degni di questo appellativo. Un buon pezzo.
Un battito caridaco apre la conclusiva "Poisonous", che si svolge poi su di un mezzo-tempo andante, il cui cantato ha una scansione metrica che ricorda quella di "At Dawn they Sleep" dei metal godz Slayer. Pezzo divertente, ma onestamente non strepitoso.

A discapito di quanto detto circa alcuni episodi leggermente meno riusciti, il CD in questione mostra davvero una buonissima band, con ottime doti tecniche e buonissime capacità compositive.
Come detto prima, però, il dischetto contiene estratti dai demo che, per quanto ri-registrati, fanno sentire la differenza con i brani di ultima generazione, ed è per questo che mi dispiace che proprio il voto all'originalità ci abbia rimesso.
Leggo nella bio allegata che la band sta componendo brani più estremi, per cui presumo stilisticamente vicini all'opener di questo "Mind Prison", uno dei brani più riusciti del disco, a mio parere. Questa dichiarazione lascia quindi ben sperare per una produzione futura ancora migliore.
Consiglio quindi a tutti i lettori di MetalWave di avvicinarsi a questi Last Rites, perché se lo meritano proprio!!!
..... e poi non dite che non vi avevo avvertito!

Track by Track
  1. Intro 75
  2. Against War 80
  3. Mind's Prison 70
  4. Psycho Killer 70
  5. Skeleton 75
  6. Kaldemonium 65
  7. Without Face 70
  8. Prelude 70
  9. Paradise Lost 80
  10. Coma 75
  11. Poisonus 65
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 65
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 85
Giudizio Finale
72

 

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