Kuan «Myrce» (2025)

Kuan ĞMyrceğ | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
11.10.2026

 

Visualizzazioni:
73

 

Band:
Kuan
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Titolo:
Myrce

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Lorenzo Squilloni
- Lorenzo Vicari

 

Genere:
Doom Metal / Ambient

 

Durata:
49' 43"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
03.10.2025

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Il duo fiorentino dei Kuan rilascia il nuovo disco “Myrce”, attraverso un clima desolato tra shoegaze, doom e ambient; si tratta di un lavoro strumentale piuttosto lento ed ipnotico che vede insite all’interno delle cinque tracce proposte paesaggi scoloriti e desolanti fatti di suoni e andature al limite dell’affievolimento. Il disco, che raggiunge quasi i tre quarti d’ora di ascolto, ruota intorno ad un contesto fatto per lo più di note e di suoni di sottofondo, quasi industrial, dove, in lontananza, si percepisce di tanto in tanto, un corale atto a rendere ancora più arido il clima. Il duo, genera in sostanza un’esperienza immersiva, cupa e assolutamente dilatata generando una fusione tra l'approccio monumentale e tellurico di band storiche come i Sunn O))) con strutture più definite e ricche di riff. Non mancano, per spezzare la densità elettrica, l’impiego dei sintetizzatori e delle chitarre acustiche che espandono l'orizzonte psichedelico proprio per rendere l’effetto verso la propria platea al limite dell’involutivo o, se vogliamo dell’assorbimento totale all’interno dei lenti vortici sonori realizzati. In tutto ciò ovviamente non manca la natura psichedelica del disco all’interno di alcune tracce tra cui “The Drowned Vestige”, di quasi un quarto d’ora di durata, in cui la band incentra forse nella massima maniera tutto il proprio potenziale creativo tra synth psichedelica e distorti; la successiva traccia “Beyound The Vaile Where Silence dwelleth” rende l’idea dell’ipnotismo strumentale insito nella natura del duo, tra note soavi, e spazi vuoti senza alcuna confine o direzione, quasi a rendere l’idea del disperdimento totale dell’ascoltatore in un mondo parallelo che, in realtà forse, esiste. Concludendo il disco si avvicina ad una platea di ascoltatori particolare e amante di sonorità semplicissime ma, nello stesso tempo, dispersive e rilassanti che non lasciano spazio a tensioni o ansie.

Track by Track
  1. That which is beneath is even as that which is above 70
  2. Tearful Abyss 70
  3. The Drowned Vestige 75
  4. Beyond the vaile where silence dwelleth 70
  5. Meridian 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 75
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
72

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 11.10.2026. Articolo letto 73 volte.

 

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