Intervista: Theatres des Vampires

Nessuna Descrizione Durante la manifestazione "Mostra dei Mostri 2004", nell'affollato Cellino Attanasio (TE), la vostra mitica "Tatta reporter" č per riuscita a scambiare due parole con la misteriosa ed affascinante singer dei Theatres des Vampires, Sonia "Scarlet"...

 

Tatta :: Il genere musicale che realizzate ti porta a frequentare ambienti prettamente maschili, a volte, a parer mio, un po’ “duri” da sopportare per una donna; come vivi questa situazione? Ti senti sempre e comunque a tuo agio?

Sonia :: Ascoltando sin da piccola musica metal, non ho trovato difficoltà ad avvicinarmi al mondo dei musicisti di questo genere; riesco sempre e comunque ad essere me stessa ed a divertirmi in ogni occasione. Non ho assolutamente nessun tipo di problema a condividere le mie giornate con un ambiente prettamente maschile, anzi, con il passare del tempo ho imparato a seguire i ritmi che questo tipo di vita impone.

Tatta :: Al di fuori della musica, hai qualche altro tipo di hobby o passione che riesci comunque a portare avanti?

Sonia :: Una delle mie forti passioni è la moda. Partecipo attivamente come giornalista presso una rivista on line che analizza i vari trend del momento ed il fashion system internazionale. La moda e la musica sono senz’altro due mondi separati che possono pero’ convergere perche’ ambedue riescono ad esprimere una parte della nostra personalita’. Personalmente, essendo anche stilista, ho bisogno di ulteriori spazi oltre al canto e alla band per riuscire ad esprimermi.

Tatta :: Hai qualche “modello ispiratore” che tieni presente quando ti esibisci in concerto o quando scegli il look per presentarti sul palco?

Sonia :: Personalmente preferisco essere me stessa, esprimere la mia personalita’ senza limiti e pregiudizi piuttosto che basarmi su modelli, personaggi e temi già esistenti; è importante, quando si cerca di comunicare qualcosa al pubblico, che quel qualcosa sia tuo, ed è per questo che credo sia giusto non riproporre qualcosa di già visto o sentito, ma qualcosa d’innovativo e personale. Dovendo fare un nome, comunque, i Lacuna Coil e gli Ensoph sono tra i gruppi italiani che stimo per quanto riguarda l’espressione di se stessi ed il modo di proporsi al pubblico..

Tatta :: Ognuno di noi ha delle paure nascoste, dei sogni che, magari da quando si è stati bambini, disturbano, a volte, la nostra serenità; quali sono le tue paure?

Sonia :: Sin da quando ero bambina, la paura che più m’attanagliava era quella del buio; crescendo ho capito che, in fondo, le nostre paure ed i nostri timori vanno sconfitti con la conoscenza e la comprensione dei fenomeni stessi. Ho cercato quindi di comprendere le origini di ciò che mi turbava, ed è per questo che, nel risalire alla conoscenza delle cose, mi sono avvicinata alle teorie esoteriche, che tuttora mi appassionano. Leggo, infatti, molti libri sull’argomento e mi tengo aggiornata riguardo a studi ed a diverse filosofie che si sposano bene col mio modo di essere e pensare e mi permettono di entrare in modo pesante in quel mondo lontano e sconosciuto che racchiudeva le mie paure.

Tatta :: Oltre la musica, esistono tipi di arte che comunque possono influenzarsi ed intrecciarsi l’un l’altra; fra queste il cinema; quali sono i tuoi film preferiti?

Sonia :: I miei film preferiti sono, ovviamente, ambientati in climi gotici e tenebrosi; tra questi i miei prediletti sono “Dracula” di Bram Stoker ed “Intervista col Vampiro” in quanto, oltre alla romanticissima trama nota a tutti, ci si immerge in ambienti lontani ed a volte magici, senza nulla di scontato o sdolcinato.

Tatta :: Ogni persona, prima di una prova impegnativa, pratica riti scaramantici o cerca di raccogliere quanta più concentrazione possibile dentro se stesso, per potere affrontarla al meglio; come ti comporti prima di salire sul palco, di fronte alle persone che ti aspettano?

Sonia :: Prima d’ogni concerto mi concentro moltissimo. Quella che vedi in mano è la mia ultima birra, cui seguirà l’ultima sigaretta prima del concerto. È vero che ogni concerto è per me divertimento piuttosto che un impegno lavorativo, ma è giusto raffrontarsi con il pubblico dando il meglio di se, facendo divertire ed offrendo qualcosa di molto personale, di nuovo, che una volta finito il concerto ognuno possa ricordare con piacere. Effettivamente, pensandoci bene, la persona che da sotto il palco si aspetta di vedere uno spettacolo originale ha tutto il diritto di essere soddisfatto e gratificato; credo che un artista, per fare ciò, debba essere al massimo della forma e concentrazione.

Tatta :: Durante gli anni passati a vivere il palco, quali sono state le esperienze che più ti hanno dato qualcosa e che ricordi con maggior emozione?

Sonia :: Beh, senz’altro il mio primo concerto ufficiale coi Theatres des Vampires al “Gods of Metal” del 2000, quando ci siamo trovati a condividere il palco e camerini con gruppi del calibro degli Iron Maiden. È stato importante per me essere gettata da subito nella cosiddetta “fossa dei leoni”, senza una grande esperienza da palco alle spalle. Ho avuto quindi modo di imparare come muovermi in questo mondo sin da subito grazie a grandi nomi e personaggi; ricordo sempre con grande emozione quel momento.

Tatta :: Pensi che i tour fatti fin ora, le esperienze grandi e piccole con il tuo gruppo, ti abbiano insegnato qualcosa di particolare? Soprattutto considerando che, per una donna, non è mai molto semplice adattarsi rapidamente a ritmi frenetici ed a situazioni a volte disagiate, che sappiamo bene, durante una tournee possono presentarsi.

Sonia :: L’importanza dei tour è principalmente quella di imparare a stare sul palco, a muoversi ed a cantare di fronte a tante persone. Non sono sufficienti poche prove fatte una volta a settimana per acquisire scioltezza e consuetudine durante lo spettacolo. Fortunatamente, da subito, abbiamo avuto la possibilità di esibirci in diversi paesi, cosicché girando da una zona all’altra ho imparato a seguire ritmi e tempi, a conquistare abitudini e resistenza per affrontare momenti, a volte per una donna, un pò pesanti e disagiati.

Tatta :: Riesci a scindere te, la tua persona, le tue passioni personali, i tuoi desideri e le tue emozioni dal resto del gruppo, anche quando si è costretti rinunciare, in alcuni momenti, a se stessi per motivi di lavoro?

Sonia :: Certo, sono sempre me stessa, forte delle esperienze personali fin’ora fatte e della consapevolezza di essere riuscita a realizzare quella che era la mia passione. È normale condividere per lunghi periodi le giornate con il mio gruppo, ma riesco comunque a pensare a me, cercando di crescere ogni giorno di più per offrire qualcosa di veramente mio.

Tatta :: Concludiamo l’intervista per MetalWave con la domanda di rito, che si rivolge generalmente ai nostri musicisti; sogni nel cassetto e passioni che vorresti veder concretizzate nel tuo futuro.

Sonia :: Ora come ora il mio desiderio è di comprarmi una bella motocicletta. Un “chopperino”!

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