Tomydeepestego «Nero» (2012)

Tomydeepestego «Nero» | MetalWave.it Recensioni Autore:
carnival creation »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
1977

 

Band:
Tomydeepestego
[MetalWave] Invia una email a Tomydeepestego [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Tomydeepestego [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di Tomydeepestego [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Twitter di Tomydeepestego [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina MySpace di Tomydeepestego [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il canale YouTube di Tomydeepestego [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina SoundCloud di Tomydeepestego [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina BandCamp di Tomydeepestego

 

Titolo:
Nero

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Edoardo Lucà :: Guitar
Valerio De Lucia :: Guitar
Daniele Lunardi :: Bass
Nicolò Salvetti :: Synths
Simone Giannangeli :: Drums

 

Genere:

 

Durata:
43' 11"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2012

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Terzo episodio discografico per i capitolini Tomydeepestego i quali con “Nero” (per altro scaricabile dal sito http://tomydeepestego.bandcamp.com/ ) passano dal roster della Subsound Records ad una voluta autoproduzione che, a mio parere, molto ha giovato alla costruzione dei pezzi. A volte bisogna far da soli ed i nostri credo siano perfettamente in grado di gestire in tutto e per tutto la loro musica.
Ma “Nero” non sancisce solamente uno scisma logistico, si mostra al pubblico anche primo studio-album nel quale i Tomydeepestego hanno aperto le porte al tastierista Nicolò Salvetti, conseguentemente preso in pianta stabile, che ha avuto una missione non facile da compiere, missione per altro perfettamente riuscita.
Parliamo ora di “Nero”, album oscuro, buio, dai connotati invernali e dalle atmosfere glaciali. Le sfaccettature musicali contenute all’interno del platter sono moltissime e tutti gli amanti di generi come Sludge, Post-Hardcore, Post-Metal, Post-Rock sono formalmente invitati a dare più di un ascolto a tutto ciò poiché troveranno pane per i loro denti e onde sonore stupende per i loro orecchi.
“Nero” è, come suggerisce palesemente il titolo stesso, un disco dai toni spenti, un non-colore, un’assenza totale di luce espressa magnificamente dalle composizioni strumentali dei Tomydeepestego che da sempre hanno deciso di non “sporcare” l’essenza dei loro pezzi con delle voci. Scelta azzeccata poiché, francamente, non saprei vedere di buon occhio urli, growl e melensi voci sui brani proposti, in questo caso su “Nero”.
E’ senz’altro l’album più personale ed intimo della discografia del gruppo, complesso di brani in cui appare sì molta pesantezza di suoni di chitarra distorta ribassata per l’occasione e ritmi alquanto doomy in molti casi ma c’è anche molta maturità nella scelta dei suoni che ho trovato ottima.
La figura del synth nei pezzi è fondamentale per poter sottolineare al meglio ciò che è loro desiderio comunicare e i suoni del Salvetti si fanno strada coraggiosamente tra muri distorti di ben due chitarre + basso mentre ritmi profondi e assoluti sembrino negare la possibilità che melodie eteree possano coesistere assieme a tutto questo e invece troviamo l’episodio più Doom/Slo-Core “541” ricco di abissi contrapposti ad attimi più diluiti.
Ottima “Neve”, episodio più” luminoso” se vogliamo, rispetto al contesto ma sempre composta da un’anima nera, esattamente come “Petrolio” che richiama anche la sinestesia oleosa del non-colore espresso sopra.
Imperative all’ascolto, oltre alle citate poc’anzi, sono anche “Grafite”, “23-45” e “Monster”, tripletta di brani con cui i Tomydeepestego si danno davvero un gran da fare. In certi punti mi hanno persino ricordato dei momenti musicali puramente tooliani che non esito a definire ottimi!
Ottima tra l’altro la scelta di una tracklist composta in modo tale da ricordare perennemente il colore nero e l’assoluto contrasto con “Neve”, improvvisa e mentale illuminazione alla termine di tutto.
Vi piacciono Isis, Pelican, The Ocean, Mogwai, Lento, Cult Of Luna e via discorrendo? Bene. Qui potrete trovare qualcosa di davvero interessante. Ottima prova ragazzi!

Track by Track
  1. Pece 70
  2. Grafite 80
  3. 23:45 80
  4. Monster 75
  5. 541 85
  6. Petrolio 85
  7. Nero 75
  8. Neve 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 85
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 75
  • Tecnica: 85
Giudizio Finale
78

 

Recensione di carnival creation » pubblicata il --. Articolo letto 1977 volte.

 

Articoli Correlati

News
Interviste
  • Spiacenti! Non sono disponibili Interviste correlate.
Live Reports
Concerti